E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!
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mercoledì 20 dicembre 2017

200 anni di L'abbazia di Northanger e Persuasione



Oggi cade il bicentenario della pubblicazione postuma di L'abbazia di Northanger e Persuasione. Duecento anni fa, come oggi, Jane Austen era morta da cinque mesi e il fratello Henry si era occupato della pubblicazione dei due ultimi romanzi compiuti della sorella. Solo dopo l'uscita di questi libri finalmente sarebbe stato svelato al mondo il nome della sua autrice.
Mentre vengono pubblicati Persuasione e L'abbazia di Northanger Jane Austen sta già entrando nel mito, sta già trasformandosi nella più grande scrittrice del mondo, le sue opere stanno entrando nell'élite dei classici.
Jane Austen è morta da cinque mesi e non ha lasciato altre opere, se non qualcosa di incompiuto e i lavori giovanili, quindi non rimangono che questi sei romanzi: questa è la parte più importante della sua eredità al mondo. Un'eredità di inestimabile valore che da lì in avanti non avrebbe mai smesso un istante di arricchire la vita delle generazioni successive.
In particolare, L'abbazia di Northanger e Persuasione sono i suoi ultimi grandi regali, da apprezzare dagli incipit alle ultime frasi. Sono due romanzi diversi e il destino ha deciso che fossero pubblicati insieme: i quali raccontano due punti opposti della carriera di Jane. Uno scritto agli albori e uno alla fine.
L'abbazia di Northanger è uno dei suoi primi romanzi (iniziato in quegli anni di fine Settecento in cui Jane stava scrivendo anche i due romanzi che anni dopo diventeranno Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio), iniziato con il titolo di Susan e diventato Northanger Abbey dopo anni di stand by. Revisionato più volte, viene pubblicato solo postumo... eppure, doveva essere pubblicato molti anni prima del 1817. Già intorno al 1803 era pronto per la pubblicazione ma, per ragioni sconosciute alla stessa Jane, dopo essere stato accettato dall'editore, non vide mai la luce. Così quando arrivò il momento, essendo stato terminato da parecchio tempo... la Zia si sentì in dovere di scrivere una nota per dare una spiegazione. Per farla breve (aprendo ancora oggi una qualsiasi edizione de L'abbazia di Northanger) c'è una nota scritta da Jane in cui spiega che il libro era stato completato nel 1803 e che solo dopo tredici anni e varie peripezie riusciva ad essere pubblicato, così Jane si "scusa" con i lettori per il fatto che possano ritenere gli usi e costumi, la moda, le persone e i luoghi diversi dal presente (il presente di allora) perché trattandosi di un testo composto anni prima... poteva risultare datato e non più attuale al lettore che si accingeva a leggerlo in quel momento. Ho sempre sorriso nel leggere questa nota (nota che forse nel 1817 faceva un altro effetto): perché se Jane Austen avesse immaginato che i suoi romanzi sarebbero stati letti duecento anni dopo che li aveva scritti... beh, non si sarebbe preoccupata per una pubblicazione ritardata di soli tredici anni!!!
Questa nota di Jane, anche se inconsapevolmente, sembra quasi mettere in risalto l'attualità della sua opera: in grado di essere letta, amata e apprezzata a distanza di due secoli! Forse le difficoltà riscontrate da Northanger Abbey per essere pubblicato denotavano già il destino di classico della letteratura che aveva questo libro e gli altri: era un test, una prova per vedere se effettivamente la sua autrice era all'altezza di entrare nell'élite dei classici. Questi ultimi due secoli hanno ampiamente dimostrato che Jane Austen era all'altezza di entrare nell'élite dei classici e che L'abbazia di Northanger con la sua moda vecchia di tredici anni... non avrebbe fatto accezione.
Quel 20 dicembre 1817 finalmente il "datato" Northanger Abbey veniva pubblicato e lo spirito ironico e corrosivo di questa parodia austeniana che sapeva abilmente prendersi gioco del romanzo gotico e dei suoi appassionati lettori... non poteva che conquistare all'istante i fan di Jane Austen, con quel modo tutto austeniano di raccontare un'epoca e una moda irresistibile!

Persuasione, invece, è l'ultimo romanzo completato da Jane Austen nel 1816.
È la sua vera e propria eredità come autrice e non a caso è il suo romanzo più maturo sia per tematiche, che per personaggi, che per intenti. Come i suoi libri precedenti, affronta una storia d'amore appassionante e avvincente, con due protagonisti per cui fare il tifo... però lo fa con meno ironia, ma con più voglia di raccontare una storia d'amore sofferta e di grande maturazione. Non ci sono più le scaramucce di Orgoglio e pregiudizio, non c'è la passionalità portata all'estremo di Marianne Dashwood, non c'è il carattere spregiudicato di Emma Woodhouse nel voler combinare matrimoni ai suoi amici, no. In Persuasione ci sono due innamorati che un terribile sbaglio separa, lo sbaglio di lei, e otto lunghi anni di incertezze e sofferenze prima che si possa giungere alla riconciliazione e al lieto fine. Jane con questo romanzo sembra suggerirci che la vita sia una salita faticosa e che spesso gli ostacoli da superare sono parecchi prima di arrivare in cima; ci suggerisce che bisogna dare tempo al tempo e che bisogna imparare dai propri sbagli e seguire un percorso di crescita per diventare persone migliori. Le lunghe tribolazioni di Anne Elliot e del Capitano Wentworth ci ricordano che la vita è una corsa a ostacoli in cui niente è scontato (neanche il lieto fine) e che per guadagnarsi la felicità bisogna saper imparare dai propri errori e saper perdonare, saper dimenticare il passato e non smettere mai di credere nell'amore. Tutto questo è il magnifico ultimo romanzo di Jane Austen: una grande lezione di crescita.
Così come i due protagonisti crescono pagina dopo pagina e alla fine del romanzo possono ritrovarsi come persone nuove, così il lettore ha imparato lezioni e valori importanti da tale romanzo; imparando a non farsi influenzare dagli altri, imparando ad avere pazienza, imparando ad assumersi le proprie responsabilità. E soprattutto imparando a credere che l'amore, nonostante tutto, sia più forte di ogni avversità.
Questo rende Persuasione il romanzo della maturità di Jane, il desiderio di raccontare l'amore e le relazioni in tutta la loro onestà... anche ammettendo che possa essere uno dei due innamorati a sbagliare, a patto che poi riesca a rimediare al suo errore. Il romanticismo di base, la bellezza dei due protagonisti e la meraviglia di un finale che fa battere il cuore... innalzano Persuasione alle stesse vette raggiunte da Orgoglio e pregiudizio: come racconto d'amore indimenticabile con due protagonisti indimenticabili!

Sono passati 200 anni dalla pubblicazione postuma di Persuasione e L'abbazia di Northanger (così come 200 anni dalla morte di Jane), però questi due romanzi - uniti agli altri - sono ancora qui a farci sognare, divertire, innamorare, riflettere. Fanno parte della vita di tutti. Dopo due secoli siamo ancora curiosi di scoprire i segreti che aleggiano attorno a misteriose magioni antiche e facciamo ancora il tifo per il lieto fine tra Anne e Wentworth... due secoli che hanno reso Jane Austen un'amica fidata, oltre che la più grande scrittrice del mondo. Due secoli fa lei era già morta e uscivano i suoi due ultimi regali, ma nel momento in cui venivano pubblicati i suoi ultimi romanzi e veniva, poi, svelata la sua vera identità... il mondo iniziava ad innamorarsi dell'opera di una zitella dell'Hampshire: un amore che non sarebbe mai finito, ma che avrebbe continuato ad arricchire il mondo per sempre!



lunedì 18 dicembre 2017

L'eroe austeniano più costante: il Capitano Wentworth



Il Capitano Wentworth è in assoluto l'eroe più romantico tra i protagonisti maschili di Jane Austen. Si tratta di un uomo che ama e viene deluso e abbandonato, ma continua ad amare nonostante tutto, sempre. È lui il vero simbolo della costanza in amore, il simbolo dell'avere speranza fino alla fine. Come Anne, lui è l'eroe austeniano più tormentato e quello che deve superare difficoltà e avversità prima di essere riunito alla sua amata. Ed è il protagonista maschile più maltrattato dalle circostanze... dal momento che non è l'orgoglio a separarlo da Anne, non è un rivale, non sono fraintendimenti o equivoci, ma è la sua stessa amata a farlo. Sì, Frederick sa che la colpa è da attribuirsi a cattivi consigli e a convenzioni che non perdonano... però rimane il fatto che è proprio la sua cara Anne a spezzargli il cuore e a condannarlo ad almeno otto anni di sofferenze, incertezze e delusione.
Nonostante una realtà tanto dura da digerire, Wentworth rimane fedele a se stesso, non si lascia mai sopraffare dal risentimento: continuando a credere nell'amore. Col cuore in frantumi, va nel vasto mondo e si costruisce una reputazione e una fortuna e sorretto dalla costanza del suo cuore riesce ad andare avanti. Forse a volte ha tentennato e in un momento di debolezza può essersi guardato indietro con amarezza, eppure non smette mai di credere nell'unica donna che abbia mai amato. Così quando dopo otto anni la incontra di nuovo è come se niente sia cambiato, anche se è cambiato tutto. Lei ora è povera o quasi e lui è facoltoso e ambito e ammirato ovunque vada. Lui non si sbilancia mai con lei, rimanendo una statua indecifrabile... forse un po' lo fa per punirla, ma mai con l'intenzione di recriminare per i torti subiti. La osserva da lontano, in silenzio, amandola in silenzio come il primo giorno senza, però, lasciar trapelare nulla dei suoi reali sentimenti; si accontenta di seguirla con lo sguardo e sapere che dopo tanti anni di separazione lei è di nuovo accanto a lui. Wentworth da eroe senza macchia e senza paura tormentato sa soffrire senza darlo a vedere, speranzoso che all'eroe sia infine concessa la gioia. E a renderlo l'eroe romantico della vicenda è proprio la sua costanza, il non aver mai tentennato nel corso degli anni, il non aver mai ceduto all'offesa e al risentimento. Il Capitano Wentworth, l'eroe la cui costanza in amore l'ha reso tale, legittima la sua vocazione quando sente Anne parlare proprio della costanza in amore e di quanto le donne siano più portate a rimuginare e a struggersi rispetto agli uomini: secondo lei più presi dall'azione della vita per fermarsi a struggersi per amore. Quel discorso non può che far accendere la lampadina a Frederick! Come, proprio lui che è il Capitano della costanza in amore! Proprio lui che è stato offeso... eppure non ha mai smesso di amare... come può ascoltare tali dichiarazioni da parte della sua amata senza fare nulla? Così Jane Austen legittima la vocazione di eroe costante in amore del Capitano Wentworth facendogli scrivere la più bella lettera d'amore della storia della letteratura! Lì finalmente lui ha la possibilità di svelare i suoi sentimenti ad Anne, riesce a confessarle di aver amato lei e solo lei e di aver fatto progetti solo per lei e di voler donare a lei e solo a lei il suo cuore, quel cuore che lei aveva spezzato otto anni prima e che - nonostante le sue opinioni sull'incostanza dei sentimenti maschili - non ha mai smesso di appartenere a lei e solo a lei. Questa lettera ha il potere di svelare come non mai i più profondi sentimenti e le più profonde speranze del Capitano Wentworth, rendendolo l'eroe austeniano più propenso ad aprire il suo cuore. Questa lettera dimostra che Wentworth è l'eroe austeniano più costante in assoluto, l'eroe che pur avendo subito una pesante offesa non smette mai di amare per questo... ma che nella sua sofferenza trova la forza di non arrendersi. Questa lettera dimostra che Anne si sbaglia: non è vero che gli uomini dimenticano più facilmente, ci sono uomini che non dimenticano mai di struggersi per la persona amata. Questa lettera rende Wentworth l'ideale eroe romantico austeniano, un uomo che non ha paura di apparire debole solo perché mostra i suoi sentimenti, un uomo che trae forza dai suoi sentimenti e che alla fine viene ripagato da ogni sofferenza, potendo finalmente ricongiungersi alla donna amata dopo mille avversità.



sabato 16 dicembre 2017

Ritratto di signora (special edition): Anne Elliot



Anne Elliot è l'eroina austeniana più timida e sensibile, colei che spicca di più per cultura e sicuramente la più tormentata. Anne è quella che ha sofferto maggiormente per le convenzioni e le regole della sua epoca, quella che ha amato e ama con più profondità e quella che sopporta meglio il fardello del suo destino.
Di buon cuore, priva di pregiudizi e sensibile, si tratta di una ragazza dai natali nobili e agiati che si ritrova ad incontrare in maniera piuttosto facile il grande amore; lei ama Frederick e Frederick ama lei, senza che gli interessi e i calcoli si mettano in mezzo. Sono la coppia romantica per eccellenza dell'universo austeniano. Però le sopracitate convenzioni sociali cospirano per dividerli e ci riescono. Anne ha solo diciannove anni quando si ritrova a dover decidere della sua felicità e consigliata male da una figura saggia che le sta accanto si persuade a rinunciare al suo amato... non tanto perché consapevole dell'inferiorità sociale di Wentworth o perché sospetti ipotetici secondi fini di lui: ma unicamente perché si tratta di una ragazza giovane e inesperta che non ha la forza di far valere le sue opinioni. Anne, dal carattere riservato e timido, viene manipolata e indotta a fare qualcosa che va contro i suoi sentimenti. La sua debolezza è comunque una grave colpa... dal momento che nessuno ha il diritto di costringere una persona a fare scelte diverse da quelle che vorrebbe fare e il debole che acconsente diventa quasi un complice di una meschinità gratuita. Eppure, Anne sbaglia e capisce subito il suo errore, capisce di essersi comportata male con colui che l'amava sinceramente, capisce che le conseguenze delle sue azioni le si ritorceranno contro. Anne è abbastanza intelligente e corretta per assumersi le sue responsabilità. Così, passando gli anni, quando vede venir meno la sua gioventù e vede il tracollo della situazione economica del padre sa dare un nome al suo senso di colpa, sa fronteggiare il rimpianto senza avere bisogno di nascondersi. Non cerca alibi: è rassegnata a pagare a caro prezzo la sua follia giovanile. Anne soffre in silenzio, soffre in silenzio per aver perso il suo grande amore, accetta con pazienza le continue critiche e il disprezzo della sua stessa famiglia che non perde occasione per sminuirla. Vive la sua situazione con dignità senza lasciarsi prendere dallo sconforto: andando avanti a capo chino... un po' rassegnata e un po' confortata dai pochi bei ricordi del passato.
Quando il suo destino sembra ormai scritto accade che incrocia di nuovo Wentworth sul suo cammino. Quando lo ritrova otto anni dopo, ricco e ambito, Anne sa di non potersi aspettare niente da lui, sa che ciò che gli ha fatto è troppo grave per essere perdonato; così si accontenta di osservarlo da lontano e amarlo in silenzio. Ma a dispetto del distacco che il Capitano le dimostra, lui conosce il cuore di lei, sa che nel cuore di Anne ci sono i sentimenti più onesti e sinceri del mondo e questo è sufficiente per garantirle il perdono e il lieto fine. Perché pur avendo sbagliato, Anne ha saputo assumersi le sue responsabilità e nel corso degli anni nel suo cuore non ha mai smesso di essere fedele a quell'amore sincero sbocciato tanto tempo prima. Anne ha saputo sopportare con coraggio le conseguenze, ha saputo rassegnarsi al suo destino senza mai lamentarsene, ha saputo rimanere gentile e sensibile e per questo viene ripagata con una seconda occasione.

Anne Elliot attraversa un limbo di solitudine e incertezza, di rimpianto e rassegnazione... eppure, rimanendo ogni singolo giorno fedele a quell'amore speciale che l'aveva resa felice anni prima, riesce a sovvertire il suo triste destino e riesce a riconquistare il suo amato e la gioia che merita. Ha sbagliato ed è stata duramente punita per questo, ma infine la sua fiducia nella sacralità dell'amore vero e la sua pazienza nel sopportare le avversità e le sofferenze della vita... le rendono possibile tornare ad essere felice accanto all'unico uomo che abbia mai amato.
Anne Elliot è l'eroina che viene messa più alla prova da Jane Austen ed è colei che matura di più nel corso della vicenda, diventando a 27 anni la padrona del suo destino e trovando il coraggio di vivere il suo amore a testa alta, senza che nessuno decida per lei.



giovedì 14 dicembre 2017

Persuasione sullo schermo



Persuasione 1995

Versione targata BBC del 1995 con Amanda Root e Ciarán Hinds, questa trasposizione televisiva di Persuasione è assolutamente perfetta e fedele al romanzo di Jane Austen. I momenti clou della vicenda sono raccontati con la stessa emozione e cura del libro - soprattutto la scena che culmina con la lettera che Wentworth scrive ad Anne, scena ricreata lasciando intatta la magia narrata dalla Zia - e ogni elemento, dall'ambientazione al cast, è perfetto! Pur essendo una versione ormai un po' datata è senza ombra di dubbio la migliore e la più fedele allo spirito del capolavoro austeniano, è senza dubbio la versione più romantica e commovente!
Persuasione 1995 è un ottimo film: ideale per apprezzare e appassionarsi ancora di più alla vicenda di Anne e Frederick!

Voto: 8




Persuasion 2007

Versione targata ITV del 2007 con Sally Hawkins e Rupert Penry-Jones, questo film tv è un prodotto discreto abbastanza fedele al romanzo di Jane. Ha il difetto di avere alcune scene un po' troppo stravolte e improbabili (se si considerano le premesse del libro) e soprattutto - cosa alquanto imperdonabile - taglia e rovina completamente tutta la parte della stesura della lettera di Wentworth: cancellando la magia, il romanticismo e il Pathos della scena descritta da Jane Austen; questo è un grave difetto... considerando che si tratta del momento clou del libro. Poi vedere una Anne che corre come una pazza per mezza Bath non rispecchia molto il personaggio...
Persuasion 2007 è un film discreto ma non la migliore trasposizione possibile; pur avendo qualche buona trovata (come la scena finale), manca però del romanticismo e dell'emozione che questo racconto deve avere.

Voto: 7



martedì 12 dicembre 2017

Persuasione



Anne Elliot è la figlia di un baronetto decaduto e i problemi economici del padre costringono la sua famiglia a uno stile di vita più ridimensionato. Tuttavia, a turbare Anne non è tanto il cambiamento di condizione sociale quanto il fatto che ha 27 anni ed è sola. È sola perché otto anni prima aveva incontrato il suo grande amore, Frederick Wentworth, ma a causa dell'allora inferiorità di classe sociale di lui Anne era stata persuasa a rinunciare all'uomo che amava e a rompere il loro legame. Ora, dopo tanti anni, Anne sa che con il cambio di situazione della sua famiglia non ha più prospettive e sa di aver fatto un terribile errore con Frederick, così è rassegnata e consapevole che non si sposerà e vivrà nel rimpianto per ciò che poteva essere. Però otto anni dopo il destino le fa incontrare di nuovo il Capitano Wentworth, diventato nel frattempo un uomo ricco e di successo, e a dispetto dei sensi di colpa di lei e dell'apparente distacco di lui, i torti e gli errori del passato verranno dimenticati e cancellati per sempre e i due innamorati avranno una seconda possibilità per essere felici.

Persuasione è l'ultimo romanzo completo di Jane Austen. Si tratta del romanzo più romantico e delicato, del romanzo con la trama più sofferta e con il lieto fine che tiene di più con il fiato sospeso. Persuasione è il romanzo più maturo della Zia, quello della maturità come autrice e quello della maturità dei suoi personaggi. Questo perché Anne e il Capitano Wentworth sono i personaggi austeniani che più soffrono e affrontano le maggiori sfide e difficoltà prima di ritrovarsi ed essere felici. I due si amano sinceramente e pienamente fin dall'inizio, ma vengono separati dagli altri: non è colpa dell'orgoglio, di pregiudizi o di fraintendimenti... bensì colpa della debolezza di Anne e del suo essere manipolata dai consigli di un'amica che riteneva saggia. La cosa triste dell'errore di Anne è che sbaglia non perché ingannata da personaggi poco raccomandabili o da false amiche gelose, ma viene convinta a fare qualcosa che non vuole fare da una persona che crede come una madre e tutto questo solo per dare importanza alle convenzioni sociali e non ai desideri di un sentimento puro, sincero e disinteressato. Wentworth, pur non essendo un ambizioso senza scrupoli, viene allontanato dalla vita di Anne solo perché di estrazione sociale inferiore alla sua; questa intrusione fatta ai danni di un uomo umile e onesto e di una ragazza giovane, inesperta e non all'altezza di prendere le sue decisioni da sola rende il destino dei due innamorati davvero crudele. Per fortuna Jane Austen non concepisce un finale triste, così fa in modo che i due possano incontrarsi ancora, a situazioni economiche invertite, e permette loro di avere un'altra occasione. Quando Wentworth ricompare dinanzi ad Anne è ricco e rispettato, ammirato e ambito... mentre lei è sola e piena di rimpianti, con una famiglia che la sminuisce di continuo e ben poche ragioni di essere ottimista per il futuro. Però a dispetto delle apparenze, a dispetto degli sbagli del passato, il loro amore è sopravvissuto alla lontananza e alle intrusioni e Wentworth è pronto a donare una seconda volta il suo cuore all'unica donna che abbia mai amato. Grazie ad un crescendo emozionante, grazie ad una lettera indimenticabile... Anne e il Capitano Wentworth possono lasciarsi alle spalle le sofferenze del passato e riallacciare quel filo che otto anni prima era stato solo apparentemente spezzato ma che li aveva continuati a legare sempre.
Persuasione è sicuramente il romanzo più toccante di Jane Austen, è il romanzo più struggente e il romanzo il cui lieto fine scalda maggiormente il cuore dei fan della Zia. È il romanzo più maturo perché presenta un percorso particolarmente tortuoso che fa maturare i due protagonisti e li rende liberi di amarsi dopo tante traversie, è il romanzo più maturo perché rammenta che se hai amato non devi avere rimpianti... ma solo fiducia nel fatto che l'amore sarà sempre più forte di tutto il resto.



domenica 10 dicembre 2017

Il più simpatico degli eroi austeniani: Henry Tilney



Henry Tilney, pur essendo il protagonista maschile del romanzo più insolito di Jane Austen, non è da meno degli altri eroi austeniani quanto a fascino e valore. Si tratta dell'eroe austeniano più divertente, ironico e simpatico... quello più portato a dare battute e a prendere in giro la sua eroina! Fin dal primo incontro con Catherine, si distingue per la sua verve, la sua brillantezza e la sua voglia di apparire più autentico e meno artificioso dei suoi simili; Henry non è un ambizioso e un intrigante, non è un freddo calcolatore o un vanesio pavone desideroso di mettersi in mostra, non gli importa di apparire come il migliore degli uomini: cerca solo di essere se stesso. Così si dimostra subito gentile e spiritoso, pronto a sorridere delle debolezze della società e di Catherine... senza però essere maleducato o crudele: distinguendosi invece per onestà e razionalità. Il suo comportamento impeccabile lo rende fin da subito un modello e una persona su cui fare affidamento, la sua gentilezza e il suo spirito ironico lo rendono un eroe austeniano di cui è facile innamorarsi. Con pessimi modelli quali John Thorpe e il fratello Frederick, è fin troppo facile intravedere in Henry tutte quelle buone qualità che lo rendono il perfetto eroe di Jane Austen. Henry non tenta di mettere in cattiva luce gli altri - le circostanze parlano per lui -, non cerca di mortificare Catherine - fa solo in modo di farle capire i suoi errori per farla crescere -, non cerca di minimizzare la pessima condotta del Generale Tilney - andando subito dalla sua amata per scusarsi dell'imperdonabile comportamento del padre e dichiararle il suo sincero amore a dispetto dei divieti paterni; Henry in tutto e per tutto è l'eroe austeniano che si comporta sempre nel modo giusto, consapevole che l'importante è essere fedeli con se stessi e che prima o poi la verità viene a galla.
Henry è forse il più adorabile tra gli eroi di Jane Austen! È adorabile per il suo carattere simpatico e spiritoso. È adorabile per il suo saper osservare con occhio ironico e divertito le teorie di Catherine. È adorabile perché prende in giro la sua amata: non per essere cattivo ma solo per mettere in evidenza gli aspetti ridicoli ed esagerati delle convinzioni di lei. È adorabile quando, lungo la strada per Northanger, illustra a Catherine per filo e per segno un dettagliato scenario da perfetto romanzo gotico... ben sapendo quanto tali avventure siano più che speranze per la ragazza. È adorabile quando con calma le spiega e smonta tutte le sue assurde congetture sui misteri di Northanger. E infine, è adorabile quando raggiunge Catherine a casa per chiederle scusa per la maleducazione del padre e dichiararle finalmente il suo amore!
Henry Tilney è tutto questo: simpatia, onestà e un cuore innamorato da donare senza secondi fini.
Con la sua personalità scanzonata e brillante, sincera e semplice, Henry Tilney fa parte di diritto della schiera dei grandi eroi austeniani e dimostra che L'abbazia di Northanger, oltre ad essere una divertente parodia del romanzo gotico, sa regalarci anche l'ennesimo protagonista maschile di cui innamorarsi!



venerdì 8 dicembre 2017

Ritratto di signora (special edition): Catherine Morland



Catherine Morland non è certo nata per essere un'eroina: né il suo carattere, né le sue attitudini, né la sua famiglia, né le circostanze rendono probabile che lo diventi; eppure, Catherine Morland viene scelta da Jane Austen per esserlo! Si tratta di una ragazza come tante, sicuramente di buon cuore, sincera e senza malizia... ma anche una ragazza un po' troppo impressionabile e che si lascia facilmente suggestionare dalle persone e dalle apparenze. Quando arriva a Bath è in cerca di evasione da una vita di campagna monotona, sempre uguale e senza scossoni e tra una lettura e l'altra è pronta a vivere la sua grande avventura. Il batticuore di aver conosciuto Henry Tilney non le impedisce di sperare di essere coinvolta in qualche incredibile avventura, così - non essendo una persona di grandi pretese - si accontenta di visitare un antico castello in rovina, certa com'è che luoghi del genere non possano che nascondere chissà quali spaventosi segreti! L'ingenuità e la buonafede la portano a prendere abbagli colossali sia sulle amicizie (credendo che Isabella Thorpe sia un'amica sincera e affezionata e la fedele innamorata del fratello James) sia su improbabili segreti nascosti nelle stanze di Northanger. Catherine è fatta così, ha un'immaginazione impossibile da arginare e sognando ardentemente di essere una vera eroina (in contrasto con la sua vita ordinaria) si caccia in situazioni assurde e si mette in ridicolo pur di provare verità che sono reali solo nella sua mente. Però agisce senza malizia o calcolo, ma solo spinta dall'amore per la trasparenza che muove ogni eroina che si rispetti! Catherine è più una pasticciona, è più un'eroina sgangherata che altro! Essendo un'avida lettrice di romanzi gotici... ne diventa talmente dipendente... al punto da confondere la finzione letteraria con la realtà e di convincersi di essere coinvolta davvero in una mirabolante impresa! Con Catherine Morland Jane Austen descrive un po' ogni lettore: perché chiunque si perda con passione in un libro sogna in fondo di essere il protagonista di situazioni al limite e magiche avventure! L'unico problema di Catherine è che a lei la situazione sfugge di mano! Però grazie all'aiuto disinteressato e sincero di Henry - il quale la rimette subito in riga dalle sue inquietanti teorie - la ragazza imparerà a tornare con i piedi per terra e a riconoscere le meschinità e le piccolezze del suo mondo (come il pessimo comportamento dei Thorpe e del Generale Tilney), invece di inseguire le atmosfere gotiche di antichi manieri.

Catherine Morland alla fine diventa davvero un'eroina, ma non il tipo di eroina che avrebbe voluto: piuttosto diventa l'eroina in grado di crescere e imparare dalle sue esperienze e dai suoi sbagli; riconoscendo la malizia e il calcolo per ciò che sono e l'onestà di cuore dove si trova realmente, saprà trarre grandi insegnamenti dalle circostanze e imparerà che la vita è ricca di sorprese e di valori più di quanti se ne possano trovare nei libri. Rimanendo estranea agli intrighi e ai calcoli della società e meritando l'amore di Henry, dimostrerà che nella vita l'autenticità e avere un animo puro sono le qualità che distinguono davvero gli eroi! Così Catherine Morland, con il suo entusiasmo e il suo buon cuore, diventa veramente un'eroina: la più sgangherata e pasticciona delle eroine austeniane. E questo non è da sottovalutare!



mercoledì 6 dicembre 2017

Northanger Abbey 2007



Film del 2007 targato ITV, questa trasposizione televisiva di Northanger Abbey si dimostra fedele al romanzo di Jane Austen sia nella vicenda che nella psicologia dei personaggi. Abbiamo allora una Catherine ingenua e bonacciona che legge i suoi amati romanzi gotici sognando di esserne la protagonista! Una Catherine che sogna di innamorarsi... ma anche di vivere qualche misteriosa avventura nei corridoi bui di vecchi castelli durante notti tempestose! E abbiamo un Henry Tilney sveglio e divertente che non manca l'occasione di prendere in giro la sua amata con supposizioni inquietanti sui misteri che aleggiano attorno a Northanger! Tra gli intrighi di quella gatta morta di Isabella e del fratello e le imprevedibili avventure che Catherine dovrà affrontare lungo il suo cammino, alla fine l'improbabile eroina compirà il suo destino e potrà sposare il suo caro Henry.
Tutto ciò in un buon film austeniano in cui spiccano le interpretazioni di Felicity Jones, JJ Feild e Carey Mulligan. Ottime le location (perfetta la Northanger Abbey scelta per l'occasione) e molto belli i costumi.

Voto: 7,5



lunedì 4 dicembre 2017

L'abbazia di Northanger



Catherine Morland è una ragazza come tante, senza particolari qualità, che però ha una grande passione per i romanzi gotici e questo la porta ad avere una fervida immaginazione. Durante un soggiorno a Bath insieme ad alcuni cari amici di famiglia, Catherine conosce il simpatico e affascinante Henry Tilney - di cui si innamora - e fa amicizia con Isabella Thorpe e il fratello John; quanto Henry e la sorella Eleanor si dimostrano sinceri e onesti, tanto i Thorpe si riveleranno calcolatori e falsi. Ma il destino di eroina di Catherine si compirà quando sarà invitata dal Generale Tilney a soggiornare all'abbazia di Northanger, la misteriosa tenuta che alla ragazza sembra la location ideale per vivere le avventure dei romanzi che ama leggere. Lì sarà coinvolta in alcuni misteri da svelare... o forse no! Però, dopo una serie di equivoci e peripezie, riuscirà infine a coronare il suo sogno d'amore con Henry!

L'abbazia di Northanger è il romanzo austeniano forse più insolito! Perché, sì, nel canovaccio e nello schema si rifà alle altre sue opere, con una storia d'amore che dopo diversi ostacoli e fraintendimenti ha il suo meritato lieto fine, però stavolta si tratta anche e soprattutto di un romanzo parodistico. Infatti, all'epoca di Jane Austen stavano via via riscuotendo sempre più successo i romanzi gotici: opere horror piene di fanciulle in pericolo, loschi figuri e inquietanti antichi manieri. Erano letture accattivanti e intriganti, letture che tenevano il lettore con il fiato sospeso senza essere particolarmente edificanti, letture popolari e poco impegnative ma di sicuro intrattenimento. La Zia Jane, da acuta osservatrice e indagatrice dei comportamenti della gente della sua epoca, non poteva non cogliere in questa moda una possibilità di creare un romanzo ad hoc che sapesse ironizzare sulla faccenda! Così raccontando la vicenda di una ragazza di campagna ingenua e di buon cuore appassionata di tali letture e particolarmente impressionabile al punto da credersi l'eroina di una avventura dai contorni mystery, Jane crea una perfetta parodia del genere gotico mettendo in risalto gli aspetti involontariamente ridicoli di un filone di successo e dei suoi adepti. Raccontando abilmente di Catherine che ad un certo punto crede quasi di trovarsi dinanzi a qualche terribile segreto quando arriva a Northanger, illudendosi di essere una delle eroine dei suoi amati libri, Jane vuole omaggiare con la sua consueta ironia corrosiva un genere narrativo di successo (che magari apprezzava lei stessa) ma riportandolo alla dimensione che gli spetta di genere di puro intrattenimento senza grandi pretese. Così L'abbazia di Northanger si trasforma nel romanzo più divertente e vivace di Jane, trasformando Catherine nella sua eroina più sgangherata e pasticciona e Henry Tilney nel suo eroe più simpatico e scanzonato... rendendoli i protagonisti perfetti della tipica storia d'amore austeniana - tutta amore sincero e contrastato da denaro, differenze sociali e intrighi di finti amici -, ma anche i protagonisti del perfetto, ironico omaggio al romanzo gotico!
L'abbazia di Northanger è dunque il romanzo austeniano più insolito e anche quello più ricco di sorprendenti avventure!



mercoledì 23 dicembre 2015

1815-2015: 200 anni di Emma



Secondo Jane Austen Emma Woodhouse era un'eroina così piena di difetti che sarebbe potuta piacere soltanto a lei.
E' uno dei rari casi in cui la Zia Jane si è sbagliata.
Certo, Emma non è un personaggio facile con le sue disastrose convinzioni e un caratterino non tanto semplice da governare, ma a noi Janeites Emma Woodhouse piace così: con i suoi pregi e i suoi difetti e non la vorremmo in altri modi.
Emma è senz'altro un'eroina diversa dalle altre - ha un po' il carattere deciso di Elizabeth e la classe di Anne - però lei è più unica che rara! E' un vulcano di idee, un concentrato di iniziativa e testardaggine! Una ragazza, per certi aspetti incredibilmente moderna, che non ha paura di prendere in mano la situazione e fare le cose a modo suo. Rispetto alle altre eroine austeniane, è una donna d'azione che non aspetta l'evolversi degli eventi ma cerca lei di muovere gli eventi a suo piacimento, cercando di indirizzare i destini degli altri. E per quanto tutto ciò si riveli sbagliato non possiamo non tifare per lei! Perché le si può dire di tutto ma non che non ci metta l'anima e il cuore nei suoi progetti, anche se i risultati sono quelli che sono...
Però Emma è così, un fiume in piena che non può e non deve essere arginato. Zia Jane l'ha voluta diversa dalle altre sue eroine: non riflessiva, timida, malinconica, tormentata... ma effervescente e conbinaguai! Perché la vita è fatta di persone così piene di vitalità ed entusiasmo, sempre pronte a cacciarsi in qualche assurda impresa e Jane Austen che ha fatto del preciso e puntuale studio dei diversi caratteri umani la sua missione non poteva non regalarci un'eroina come Emma: deliziosamente imperfetta e unica, viziata ma dal cuore d'oro.
Se Emma non fosse stata tanto invadente... non sarebbe stata Emma. Sarebbe stata un'altra persona, non la stessa. E noi amiamo Emma per il suo distinguersi! Per il suo non essere la dama silenziosa e timida che non spiccica parola, ma una donna dell'Ottocento piena di carattere e voglia di dire la sua e far valere la sua opinione.
Emma ci suggerisce che si può anche agire in maniera sbagliata, ma c'è sempre la possibilità di correggere i propri errori e diventare persone migliori. Questo romanzo ci rammenta che tutti siamo imperfetti, che nessuno al mondo è un capolavoro di perfezione e che abbiamo solo questo: la vita da vivere ogni giorno imparando ad essere ogni giorno migliori di quello che siamo. In Emma ci possiamo riconoscere perché come lei anche noi sbagliamo, cadiamo e ci rialziamo e con l'aiuto di chi ci ama impariamo giorno dopo giorno a non cadere più.
Così questa eroina avventata e imperfetta ci piace e la amiamo perché sbaglia più delle altre eroine austeniane e ci dimostra, ancora una volta, la grande umanità dei personaggi usciti dalla penna di Jane Austen!

Sono particolarmente affezionata a Emma perché è il primo romanzo che ho letto di Jane Austen: grazie a questa adorabile manipolatrice sono diventata una Janeite! Sarò sempre affezionata a questo romanzo e a questa eroina che Jane riteneva talmente "terribile" da non poter essere apprezzata da nessun lettore, se non da lei. Questi ultimi 200 anni hanno ampiamente dimostrato che la Zia si sbagliava, che Emma è entrata nel cuore di centinaia di migliaia di lettori e che vi resterà per sempre. Perché il mondo di Jane Austen è talmente ricco di vita e di verità e di autenticità che attraverso la storia di Emma noi riconosciamo quella vita, verità e autenticità e non possiamo non sentirci parte di quel mondo così ben raccontato... che è il mondo con cui ci confrontiamo ogni giorno. Non smetterò mai di dire che è stata questa stessa autenticità la prima cosa che mi ha colpito quando ho letto Emma, la facilità nel riconoscere in quei personaggi, in quelle vicende, in quelle situazioni di primo Ottocento le stesse situazioni, vicende e personaggi con cui abbiamo a che fare ogni giorno: perché questa è semplicemente la vita e Jane Austen l'ha capita in pieno, la vita.
Indubbiamente è tale autenticità che ha reso Emma così amata da lettori di ogni tempo... persino dal Principe Reggente che ottenne da Jane Austen di farsi dedicare il libro!
Fin dalla sua prima apparizione, il 23 dicembre 1815 (anche se sul frontespizio c'era la data del 1816, come si usava all'epoca), Emma non ha mai smesso di risultarci simpatica con le sue fissazioni e le sue imperfezioni, con il suo bel caratterino e le sue assurde iniziative; più unica che rara, Emma è un patrimonio della letteratura mondiale che, come altre eroine a dir poco vivaci, non può non farci sorridere e farci tifare per lei!
Cara Zia Jane, come vedi ti sei sbagliata: Emma non piace solo a te!



lunedì 21 dicembre 2015

Emma: i personaggi maschili a confronto



Mr Knightley

Acuto, intelligente, affascinante, profondo, lungimirante, nobile di cuore, giusto, saggio, disponibile, gentile, modesto... in poche parole: Mr Knightley. Tutto questo è l'eroe maschile di Emma, un uomo dall'innegabile spessore e dotato di tutte le migliori qualità umane che lo rendono uno degli eroi austeniani che più facilmente appassiona. Perfetto nel ruolo dell'amico fedele e disinteressato che cerca di guidare Emma sulla retta via solo per il bene di lei perché soffre nel vederla sbagliare e ingannarsi, Knightley si dimostra l'ancora di salvezza, la persona su cui si può sempre contare, l'uomo che sa ammonire quando deve e che sa essere comprensivo e gentile subito dopo. Knightley non cerca di sovrastare gli altri dall'alto della sua importanza, dall'alto della sua superiorità anagrafica, morale e di classe sociale... ma cerca di agire secondo ciò che ritiene essere più giusto, grazie a quella lucidità che gli permette di analizzare con coerenza la realtà che lo circonda; spesso si ritrova a discutere con Emma proprio per la differenza di vedute che i due hanno, però alla fine lei grazie al suo aiuto riuscirà ad aprire gli occhi e a comprendere che Knightley non è solo il saggio e maturo amico che veglia su di lei, ma bensì un uomo dal grande cuore che merita di essere amato per sempre! E non può che essere Mr Knightley a smussare i difetti di Emma!




Frank Churchill

L'affascinante figlio di Mr Weston, cresciuto con degli zii che l'hanno fin troppo viziato, fin da subito quando piomba a Highbury pare destinato a diventare "lo scapolo dell'anno" e di certo a lui quel ruolo piace! Belloccio, ricco, dalla parlantina facile e per l'appunto pieno di fascino riesce ben presto a conquistare Emma che, seppur non innamorata follemente di lui, non può fare a meno di trovarlo un giovanotto assolutamente divertente e piacevole. E Frank Churchill lo è di sicuro. Spigliato e divertente, a volte avventato e poco prudente, così poco riflessivo al punto da arrivare ad agire in maniera sbagliata più che altro per superficialità che non per cattiveria. Indubbiamente il suo comportamento nei confronti di Miss Jane Fairfax, la sua fidanzata segreta che prende allegramente in giro con Emma in modo da allontanare i sospetti di tutti sulla loro relazione, è crudele... considerando che ben presto i suoi atteggiamenti finiscono per mettere in difficoltà Jane, al punto da metterla in ridicolo e farla soffrire profondamente. Ma Frank sbaglia nel suo agire anche e soprattutto per essere stato eccessivamente viziato e poco guidato dalla sua famiglia adottiva: la zia stravede per lui e gliel'ha sempre fatta passare liscia, così Frank è diventato un giovanotto viziato e spesso poco attento alle inevitabili conseguenze delle sue azioni. Però non è cattivo: perché dopo aver commesso i suoi sbagli rimedierà con Jane, ottenendo il suo perdono e dichiarando apertamente il suo amore per lei e saprà scusarsi con quanti ha ingannato e infastidito con le sue azioni, come Emma. Per fortuna Frank, in Zona Cesarini, riesce a correggere i suoi errori!




Mr Elton

Mr Elton è il subdolo, calcolatore, egoista, arrogante e ipocrita arrampicatore sociale della vicenda. Essendo il parroco del paesino viene rispettato e stimato da tutti. Fingendo una modestia che non gli appartiene, Mr Elton aspira a un matrimonio che possa innalzarlo nella scala sociale e quindi si mette in testa di conquistare Emma: la ricca ereditiera che fa al caso suo. Knightley non ci mette molto ad accorgersi degli intenti poco onorevoli di Elton, mentre Emma - troppo impegnata a portare avanti i suoi progetti matrimoniali - non coglie minimamente i difetti di Elton al punto da cercare di fargli sposare la povera Harriet Smith. Solo quando Mr Elton, svelati gli intenti di Emma, dimostra tutto il suo disprezzo per un ipotetico matrimonio con Harriet davanti all'inferiorità di classe sociale di lei e palesa, invece, il suo desiderio di sposare la ricca Miss Woodhouse, così da elevarsi socialmente, allora la protagonista inizia a intuire la meschinità di lui. Tanto meschino da disprezzare Harriet, che considera inferiore a lui, ma con la pretesa di essere egli stesso a unirsi in matrimonio a una donna che gli è di gran lunga superiore per classe sociale e non solo. Tale meschinità, intravista fin da subito da Mr Knightley, si manifesta definitivamente quando, dopo un periodo di lontananza, Elton fa ritorno con un'ereditiera superba e altezzosa come moglie, un'insopportabile creatura che guarda tutti dall'alto in basso e non perde mai l'occasione di giudicare gli altri. Un matrimonio del genere, che l'ha indubbiamente elevato nella scala sociale, dimostra tutta l'ipocrisia di Mr Elton, spinto soltanto da interesse e calcolo.
Mr Elton è senza dubbio uno dei personaggi austeniani più negativi in assoluto.



venerdì 18 dicembre 2015

Ritratto di signora: Emma Woodhouse (special edition)



Bella, ricca ed elegante, Emma Woodhouse è nata sicuramente sotto una buona stella! Pur avendo perso la madre troppo presto, è cresciuta tra le cure amorevoli della sua governante, Miss Taylor, e soprattutto sotto l'ala protettrice di suo padre, costantemente preoccupato per la salute della figlia - e di tutto il mondo in generale - da buon ipocondriaco qual è! Cresciuta, come si suol dire, nella bambagia Emma non ha mai avuto un pensiero negativo per la testa, viziata e coccolata sempre da tutti; senza problemi economici da fronteggiare e senza patire particolari dolori, ha avuto una vita facile. Da adulta, le cose - se possibile - migliorano persino per lei dal momento che la sua posizione privilegiata di figlia di Mr Woodhouse la rende la personalità di spicco del luogo, la personalità più influente, la donna più ricca e ammirata. L'insita regalità e sicurezza rendono Emma la "regina" di Highbury e tutta questa ammirazione finisce per farle perdere di vista la realtà e le esigenze delle persone che la circondano. Con un padre troppo attento ai malanni e una comunità che pende dalle sue labbra, l'unico che cerca di metterle un freno e tenerla con i piedi per terra è Mr Knightley: l'amico più grande di lei che da sempre è stato un punto di riferimento per Emma; Knightley sa che la giovane è di buon cuore e non agisce per il male, però comprende che tutto il timore reverenziale che da sempre la circonda le ha fatto più male che bene, così è sua speranza che Emma possa limitare i suoi difetti. Dal canto suo, Emma - dall'alto della sua condizione privilegiata - non desiderando sposarsi mai per rimanere accanto all'anziano padre non ha di meglio da fare che cercare di combinare i matrimoni agli altri. Dopo essersi presa il merito di aver fatto sposare Miss Taylor con Mr Weston decide di portare avanti la sua "agenzia matrimoniale" anche con l'amica Harriet Smith, benché Mr Knightley a più riprese cerchi di dissuaderla dal suo intento. Chissà che non siano le disastrose conseguenze dei suoi matrimoni combinati e il comportamento scorretto di Frank Churchill a farle abbassare un po' la cresta e a farle comprendere che non solo Mr Knightley ha sempre avuto ragione, ma che anche i suoi propositi di rimanere nubile possono essere rimessi in discussione...

Emma Woodhouse tra le eroine austeniane è quella superiore per situazione economica. E' probabilmente quella più sicura di sé e spigliata. Diciamo la verità, Emma ha un bel caratterino e ha tutta l'intenzione di farsi rispettare e portare a termine le sue manovre. E' una manipolatrice, a fin di bene sì... ma pur sempre una manipolatrice, una che non si fa problemi a condizionare le persone che la circondano pur di raggiungere il suo obiettivo. Essendo irriducibilmente sicura delle due azioni, senza che mai un dubbio le faccia capolino nella mente, Emma va avanti per la sua strada sicura che ogni cosa si risolverà al meglio! Sicura che immancabilmente tutti la approveranno! Ma così non è. L'essere intelligente non fa di lei una ragazza infallibile, questo forse le è stato fatto credere, eppure non è così e le conseguenze delle sue azioni glielo dimostreranno. Quando cercherà di far sposare a tutti i costi Harriet con Mr Elton non otterrà altro che illudere e far spezzare il cuore dell'amica e solo allora scoprirà la mediocrità e ipocrisia del parroco; senza contare che per fare tutto ciò aveva allontanato Harriet dal suo vero innamorato. Quando fa amicizia con Frank Churchill, influenzata dal comportamento non sempre irreprensibile di lui, finirà per dire e fare cose sbagliate che offenderanno e mortificheranno le persone più fragili che conosce; senza contare che l'inganno di Frank finirà per metterla in ridicolo e dimostrarle che persino lei può essere vittima di illusioni ed equivoci. Emma commette tanti errori per cocciutaggine e testardaggine perché non è stata in grado di analizzare le diverse situazioni con lucidità. Mr Knightley osserva con dolore gli sbagli di Emma perché la ama e sa che la giovane, per quanto non priva di difetti, non è una creatura cattiva. Ma Emma per comprendere i suoi errori e migliorare è dovuta inciampare da sola, è caduta e si è rialzata. In seguito ai disastri causati da lei, riesce finalmente a osservare con lucidità le cose e per la prima volta comprende di non essere infallibile, ma di avere pregi e difetti come tutti. Il guaio di Emma è che gli altri l'hanno sempre fatta sentire importante e infallibile, tutti l'hanno messa su un piedistallo e ciò l'ha danneggiata non permettendole di crescere con giudizio. Le persone hanno sempre accresciuto i suoi meriti, nessuno ha mai dubitato della bontà delle sue azioni e così Emma si è sempre sentita inattaccabile, invincibile, legittimata a fare ciò che riteneva giusto, anche se in realtà era il contrario. Dunque Emma non è certamente l'eroina capricciosa e superficiale che sembra, ma è la bambina viziata troppo cresciuta che Mr Woodhouse, Miss Taylor e tutta Highbury hanno prodotto. Per farla breve, non è completamente colpa sua se è così: in buona parte è colpa delle persone che le sono state intorno e non hanno saputo guidarla. Solo Mr Knightley riesce a cogliere i suoi difetti e cerca di farla migliorare per il suo bene perché la ama davvero. E sarà proprio Mr Knightley, da eroe della storia, ad aiutare Emma a cambiare grazie alla sua pazienza e al suo amore, un amore sbocciato all'improvviso ma celato da sempre nei loro cuori, che non solo farà cambiare idea a Miss Woodhouse sul matrimonio ma saprà renderla una donna migliore!
Per questo Emma è forse l'eroina più irresistibile di Jane Austen: quella che commette più errori a fin di bene, ma che sa rimediare ai suoi sbagli!



mercoledì 16 dicembre 2015

Emma: tra piccolo e grande schermo



Emma 1996

Con Gwyneth Paltrow, Jeremy Northam e Ewan McGregor tra gli altri, questa trasposizione di Emma è sicuramente la migliore. Deliziosamente ironico, è fedele allo spirito più corrosivo del romanzo di Jane Austen e fotografa alla perfezione - proprio come il libro - i vizi e le miserie del piccolo mondo immaginato dalla Zia.
Gwyneth Paltrow è Emma personificata: bella, elegante e sicura di sé è perfetta nel ruolo dell'adorabile manipolatrice! Sembra quasi che Zia Jane abbia scritto il personaggio proprio pensando a lei, tanto le calza a pennello! E Jeremy Northam, d'altro canto, è un Mr Knightley coi fiocchi: affascinante al punto giusto e in grado di dare lo spessore necessario a uno tra i più bei eroi maschili austeniani. Un plauso particolare ai costumi che sono così belli da essere in assoluto i migliori costumi Regency tra tutte le trasposizioni austeniane!
Emma 1996 è uno dei miei film austeniani preferiti! E non potrebbe essere altrimenti... considerando che è grazie all'esistenza di questa versione che mi sono avvicinata al mondo di Jane Austen!




Emma 1997

Film tv del 1997 targato ITV con Kate Beckinsale e Mark Strong, Emma 1997 è un prodotto discreto e abbastanza fedele al romanzo austeniano. Offre una buona ambientazione e buoni costumi. Lascia un po' spiazzati il fatto che qui ci sia una Emma con i capelli scuri (benché non ci siano descrizioni nel romanzo, grazie alle altre trasposizioni... uno ormai è abituato a immaginare Emma bionda!), anche se la Beckinsale non se la cava malaccio, anzi. Il vero difetto sta nel protagonista maschile: Mark Strong, per quanto ce l'abbia messa tutta, non era l'attore adatto per interpretare Mr Knightley; troppo accigliato e scuro in volto per essere un credibile Mr Knightley, un personaggio affascinante, rassicurante e dall'innegabile spessore, tanto serio e lungimirante quanto affabile e alla mano. Per questo ci voleva un attore più incline a ispirare sentimenti positivi... e non un interprete che, in effetti, negli anni al cinema spesso e volentieri ha ricoperto il ruolo del cattivo!
Soprattutto per questa ragione Emma 1997 non è così riuscito e non è particolarmente ricordato, benché abbia anche qualche buono spunto (come quando Emma "si fa i film" immaginando di far sposare le persone a suo piacimento!).




Emma 2009

Miniserie BBC in 4 puntate con Romola Garai e Johnny Lee Miller, anche questa versione di Emma si dimostra molto fedele al romanzo: piacevole, ironica e appassionante. Ottime le location e non male i costumi (adoro quello rosa indossato da Emma durante il ballo!). La Garai è discreta nel ruolo di Emma, pur non avendo l'insita regalità ideale per il personaggio, si dimostra frizzante e folle quanto basta per essere una credibile Miss Woodhouse! Anche stavolta a difettare maggiormente è il Mr Knightley della situazione: Johnny Lee Miller è indubbiamente dolce e affascinante... ma gli manca lo spessore necessario per essere un Knightley che sappia ispirare un positivo timore reverenziale; è facile vederlo come il "tenero e saggio amico della porta accanto" sempre disponibile a dare il consiglio giusto... ma gli manca il carisma per trasformarsi in quella meravigliosa figura maschile dalla moralità inattaccabile, dalla profondità di vedute e dall'incredibile intelligenza analitica in grado di far battere davvero il cuore.
La vera star di questa versione è comunque il Mr Woodhouse di Michael Gambon: ipocondriaco come si conviene!
Emma 2009 è una buona trasposizione, tutto sommato, nel pieno della tradizione della BBC.



lunedì 14 dicembre 2015

Emma



Emma Woodhouse, segni particolari: bella, ricca e con la passione per i matrimoni. Degli altri. Convinta di essere una versione Regency di Cupido, Emma impegna ogni sua energia per far convolare a giuste nozze tutti quelli che conosce. Però questo non vuol dire avere successo. Tra buoni propositi, fraintendimenti e sbagli colossali... alla fine Emma comprenderà di non poter decidere il destino delle persone, ma di dover imparare ad ascoltare il suo cuore...

L'eroina austeniana più invadente e testarda dimostra che la protagonista di un romanzo non deve essere per forza perfetta per essere apprezzata! Emma Woodhouse è irresistibile proprio per i suoi difetti che la rendono l'adorabile snob per antonomasia del mondo di Jane Austen.
Nel tentativo di portare a termine i suoi progetti finisce per mettere tutti (e mettersi lei stessa) nei guai, eppure non si può evitare di fare il tifo per lei! Anche se Zia Jane era convinta che Emma potesse essere simpatica soltanto a lei, in realtà ha dato vita a uno dei personaggi più riusciti della sua produzione, la quale ci ricorda da due secoli che dagli sbagli si può ricavare anche qualcosa di positivo... se si è disposti a riconoscerli. Così alla fine Emma riuscirà a risolvere tutti i guai che ha causato e grazie all'amore di Mr Knightley diventerà una donna migliore!

Questo è il primo libro che ho letto di Jane Austen e sarò sempre grata all'adorabile snob Emma Woodhouse per aver dato inizio alla mia felice "carriera" di janeite!



lunedì 12 maggio 2014

Mansfield Park tra cinema e tv



Mansfield Park 1999

La piccola Fanny Price viene accolta in casa dai parenti ricchi della madre e si trasferisce a Mansfield Park, lì cresce assieme al cugino Edmund, di buon cuore e gentile come lei. Anni dopo, Fanny - segretamente innamorata di Edmund - dovrà respingere la corte del ricco Henry Crawford...

Versione cinematografica americana con Frances O'Connor e Johnny Lee Miller, questo Mansfield Park è grossomodo fedele all'originale austeniano a parte qualche licenza poetica qua e là. Fanny viene descritta come una ragazza dall'ingegno acuto nonché dalla penna facile con tutte le caratteristiche proprie di Jane Austen (scrive persino una storia ironica dei re d'Inghilterra come nella realtà ha fatto la Zia), questo probabilmente per rendere il personaggio più affascinante e "cinematografico" di come non sia descritto nel libro; ci sono, poi, un paio di scene pepate non molto austeniane e si nota l'assenza di William Price, nemmeno menzionato.
Al di là di qualche licenza poetica, Mansfield Park 1999 è un film piacevole con un buon cast e un'ambientazione gradevole.

Voto: 7




Mansfield Park 2007

Film televisivo inglese targato ITV del 2007, questa versione di Mansfield Park con protagonista Billie Piper è più o meno fedele al romanzo di Jane Austen. Rispetto alla pellicola del 1999 torna la figura di William Price (lì ignorata); ma in questa versione viene cancellata tutta la trasferta di Fanny a Portsmouth: non è lei infatti a recarsi dai suoi familiari dopo anni, ma sono gli zii a dirigersi laggiù. Così l'incontro finale tra Fanny e Henry, con rinnovato rifiuto da parte di lei, avviene in una Mansfield poco popolata come non mai... ciò non cambia la sostanza e il corso della vicenda, però indubbiamente il viaggio di Mr Crawford fino a Portsmouth per vedere Fanny è più significativo e Portsmouth sarebbe dovuta essere presente, seppur brevemente, in questo film.
Nell'insieme il film è ben girato, con tutti i momenti clou opportunamente rispettati. Buono il cast, anche Billie Piper che inizialmente ritenevo poco adatta al ruolo di Fanny, bellissime come di consueto le location e i costumi, piacevole, infine, la colonna sonora.

Voto: 7