E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

martedì 20 settembre 2011

Ritratto di signora special edition: Satine




Un Ritratto di signora speciale questa volta! Dedicato alla protagonista di Moulin Rouge: Satine.

Satine è la tipica fanciulla ottocentesca evidentemente povera che per farsi strada nella società e trovare il suo posto nel mondo pensa che la via giusta sia quella di rinunciare ai sentimenti veri e alla propria anima adoperando avvenenza e fascino per emergere. Sorella minore di Marguerite Gautier e di Violetta Valéry, Satine crede che il benessere economico che può darle il Duca e la promessa di una veloce carriera di attrice grazie a lui è il meglio a cui possa ambire, in fondo le è sempre stato fatto credere che lei valesse solo quanto gli uomini erano disposti a spendere per la sua compagnia. Quindi la nostra Satine balla e canta al Moulin Rouge sognando una vita diversa di successi, sognando di essere una vera attrice; ma quando sembra che i suoi piani stiano per realizzarsi piomba Christian, lo scrittore idealista e dal cuore puro, che le insegna che l'amore è la cosa più importante al mondo che per nessuna ragione i sentimenti devono essere messi da parte, che tutti hanno diritto di amare ed essere amati. All'inizio Satine pensa che tutto ciò sia una follia, che amare Christian sia un rischio... ma alla fine comprende anche lei quanto le parole del ragazzo siano vere: una vita senza amore vero non vale la pena di essere vissuta. Vive un breve ma intenso periodo felice amando sinceramente Christian, ma come le sue sorelle maggiori è destinata ad una morte prematura a causa della tisi, non prima di essersi rinconciliata con l'amato Christian da cui si era momentaneamente allontanata a causa di un equivoco. Satine muore ma senza rimpianti perché sa di aver amato e questo ha reso la sua vita piena.

Satine c'insegna che non c'è gioia più grande dell'amare davvero e che nessuno vi deve mai rinunciare nonostante tutto!




domenica 18 settembre 2011

La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare!




"The greatest thing you'll ever learn is just to love and be loved in return"

"La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare"

(Christian - Moulin Rouge)
(Il disegno è di Chiara Moriconi)




sabato 17 settembre 2011

La storia del Moulin Rouge








Nuovo appuntamento con i post dedicati al decimo anniversario di Moulin Rouge, oggi dedicato proprio alla storia del famoso locale!



Il Moulin Rouge fu inaugurato nel 1889 da Charles Ziedler, l'idea nacque sull'onda del successo di un ristorante danzante, chiamato Moulin de la Galette, ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre; così Ziedler e Joseph Oller pensarono di aprire un cabaret dello stesso genere ai piedi di Montmartre e di costruirvi sopra un mulino finto, dal momento che lì c'era poco vento. Da subito fu un successo, grazie al repertorio di spettacoli e danze, tra cui il celebre can-can. Il pittore Toulouse-Lautrec ritrasse spesso i frequentatori del locale e disegnò anche quelle che oggi si possono considerare delle vere e proprie locandine, come quella che ritrae La Goulue. Nel Novecento il repertorio del Moulin Rouge cambiò lasciando maggior spazio all'operetta. Negli anni Trenta ebbe un periodo di declino anche a causa dell'ascesa del cinema ma fu un periodo breve: nel dopoguerra cantanti come Edith Piaf e Yves Montand riuscirono a riportare in auge il Moulin Rouge.



Oggi è una meta immancabile per i turisti che vanno a Parigi sia per gli spettacoli che offre o anche solo per una foto ricordo lì davanti... a dimostrazione che il mito del Moulin Rouge è inossidabile!












giovedì 15 settembre 2011

Ritratto di signora: Sarah Bernhardt






Sarah Bernhardt nacque a Parigi nel 1844 da Julie Bernardt e da padre ignoto. Iniziò la sua carriera di attrice nel 1862 alla Comédie-Française per poi passare all'Odéon nel 1866; fu scoperta sulle scene de Le Passant e trionfò nel ruolo della regina del Ruy Blas nel 1872, tali successi la portarono ad essere richiamata alla Comédie-Française dove interpretò Phèdre. Nel 1880 fece scalpore la sua decisione di lasciare la Comédie-Française per creare una sua compagnia teatrale con la quale partì per l'estero riscuotendo grande successo, a New York conobbe Edison e registrò su un cilindro sonoro un brano del Phèdre. Rientrata in Francia, dal 1893 diresse il Teatro del Rinascimento interpretando il ruolo de La signora delle camelie. In seguito chiese ad Alfons Mucha di disegnare le sue locandine. Con l'avvento del cinema, Sarah fu impegnata anche sul grande schermo in diversi film muti a partire dal 1900. Nel 1914 le fu conferita la Legion d'Onore (pare che per dimostrare di essere cittadina francese, senza la quale non avrebbe potuto ottenere tale onorificenza, creò falsi certificati di nascita); l'anno seguente le venne amputata una gamba, cosa che non le impedì di continuare a recitare da seduta. La vita sentimentale dell'attrice fu alquanto vivace: da un nobile belga ebbe il suo unico figlio, Maurice; in seguito ebbe diversi amanti. Nel 1882 sposò un attore greco, ma il matrimonio durò poco. Visse anche una relazione con la pittrice Louisa Abbema. Morì nel 1923.


La Divina Sarah è stata l'attrice più celebre della sua epoca, unanimamente considerata la più grande attrice dell'Ottocento. Sul palcoscenico come nella vita recitò sempre il ruolo della primadonna, fu la prima attrice a interpretare Amleto e fu la prima diva a scoprire il cinema. Inoltre, può vantare una stella sulla Walk of Fame di Hollywood... tutto questo creò il suo mito, un mito intramontabile.


mercoledì 14 settembre 2011

Downton Abbey 2: il trailer



Nel post precedente ho parlato della prima serie di Downton Abbey, ora vi mostro il bellissimo trailer della seconda serie che andrà in onda in Gran Bretagna da domenica! La vicenda riparte due anni dopo gli eventi della prima stagione: siamo nel 1916 in piena Prima Guerra Mondiale. Qui potete vedere una preview!
Sarà un'altra stagione piena di emozioni, ne sono sicura!

lunedì 12 settembre 2011

Downton Abbey: piccolo mondo




Downton Abbey è una miniserie della ITV in 7 episodi andata in onda lo scorso autunno in Gran Bretagna. La vicenda si concentra in quel di Downton Abbey un'immaginaria bellissima tenuta dello Yorkshire i cui abitanti, sia signori sia i domestici, sono uniti e divisi da alleanze, inimicizie, invidie, scandali, ripicche, vendette, tragici eventi e drammi di varia natura. Il continuo parallelo tra le miserie dei nobili e quelle dei domestici mette le due categorie sullo stesso piano in maniera così abile da rendere perfettamente quanto la natura umana sia simile in fin dei conti, indipendentemente da quale vestito si indossi e a quale classe sociale si appartenga.

L'azione inizia nell'aprile del 1912 con la sciagura del Titanic: il conte di Grantham, senza figli maschi, scopre che i due cugini eredi del titolo sono morti nella tragedia e si trova nella difficile situazione di dover accettare come nuovo erede un oscuro avvocato di Manchester, cugino di terzo grado, che non ha mai visto né conosciuto. Questo evento mette in moto la vicenda, da qui si susseguono scandali, situazioni imbarazzanti, manifestazioni politiche, furti simulati, tragedie... per finire con l'ombra della Grande Guerra che si allunga sulla tranquillità di Downton Abbey, tutto in un crescendo di emozioni.

Il creatore e sceneggiatore Julian Fellowes, analogamente come aveva fatto in Gosford Park, racconta il "piano alto" e il "piano basso", padroni e servitori, per spiegarci attraverso il suo mondo in miniatura, circoscritto alle pareti della tenuta, la realtà umana così com'è, una realtà umana poi facilmente applicabile al vasto mondo, quello oltre le pareti della tenuta. Ciò che accade in piccolo a Downton Abbey è la metafora del mondo. E' tutto molto ben fatto, le luci e le ombre nei vari personaggi li rendono tutti reali, plausibili; ci sono i cattivi e ci sono i buoni, ma nel mezzo c'è un'infinita varietà: chi sbaglia e poi comprende l'errore, chi è roso dall'invidia, chi cerca di recare danno ad un altro senza ragione, chi è costretto ad agire in un certo modo a causa di ragioni che non poteva prevedere, chi è incapace di amare ma vorrebbe amare e non vi riesce del tutto... e questo non è per fiction, ma è la vita come la viviamo tutti i giorni! Quindi è ammirevole lo sforzo di questo sceneggiato nel voler raccontare con estrema franchezza le glorie e le miserie umane. Naturalmente, location, costumi, scenografia ecc. sono impeccabili, ad animare lo sceneggiato un cast corale di attori tutti bravi a dare vita ai propri personaggi. Ho sempre pensato che la ITV non fosse all'altezza della BBC ma con questa serie mi sono dovuta ricredere: trattandosi di uno dei migliori lavori mai prodotti dalla tv britannica! Una serie che assolutamente consiglio!

Voto: 9

Link: trailer

sabato 10 settembre 2011

La traviata





Questo è un altro post speciale nell'ambito dei festeggiamenti per il decimo anniversario di Moulin Rouge! Visto che la trama del film è ispirata a La signora delle camelie e quindi anche a La traviata, ho pensato di dedicare un approfondimento alla celebre opera di Giuseppe Verdi.

Parigi, metà Ottocento, Violetta Valéry, donna di mondo, attende gli invitati nel suo elegante salone. Saluta il marchese d'Obigny, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, il quale si dichiara un suo ammiratore e che durante la sua malattia si è recato spesso a chiedere sue notizie; dopo aver chiesto spiegazioni per un simile comportamento, Violetta rimprovera al suo amante, il barone Douphol, di non aver avuto la stessa sollecitudine, il quale non gradisce tale ramanzina. Intanto Alfredo propone un brindisi e tutti insieme cantano le lodi dell'amore e del vino; si ode musica proveniente dalla sala accanto e Violetta invita tutti a spostarsi lì, mentre sta uscendo ha un malore e invita i suoi ospiti a precederla. Guardandosi allo specchio Violetta nota la sua aria sciupata e nota Alfredo, rimasto ad aspettarla, il quale le rimprovera di trascurare la sua salute e poi le dichiara il suo amore. Violetta è colpita da tale confessione e gli chiede da quanto tempo la ama, Alfredo risponde di amarla da un anno, da quando l'ha vista per la prima volta. Incapace di amare davvero, lei gli propone di rimanere amici, ma quando il ragazzo se ne sta andando, Violetta gli dona un fiore e gli chiede di riportarglielo il giorno dopo. Alfredo si allontana felice, mentre gli ospiti prendono congedo. Rimasta sola, Violetta si accorge che le parole di Alfredo l'hanno scossa, ma incerta sul da farsi decide di continuare la sua solita vita di cortigiana e di rinunciare all'occasione di essere amata davvero.

Sono passati tre mesi e Violetta e Alfredo vivono felici nella casa di campagna di lei; il ragazzo riflette sulla sua felice condizione, ma arriva Annina che confessa ad Alfredo di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni di Violetta e poter pagare così le spese per il mantenimento della casa. Scoperto l'ammontare della somma, Alfredo decide di andare lui stesso a sistemare gli affari e fa promettere ad Annina di tacere la cosa a Violetta. Alfredo si sente in colpa per quella situazione. Intanto Violetta riceve una lettera: si tratta di un invito a casa di Flora. Giunge Giorgio Germont, padre di Alfredo, e accusa Violetta di spogliare il figlio dei suoi averi, la ragazza allora mostra i documenti al signore che testimoniano che lei ha venduto i suoi beni per mantenere Alfredo, a questo punto l'uomo capisce la situazione. Pur convinto del vero amore che lega i due, Giorgio Germont cerca di far ragionare Violetta dicendole che la loro relazione rischierebbe di mettere a repentaglio il futuro dei figli: Alfredo ha una sorella il cui matrimonio potrebbe andare a monte a causa dello scandalo. Violetta propone di allontanarsi momentaneamente da Alfredo, ma il padre dichiara che la relazione deve essere troncata definitivamente, la povera ragazza senza parenti e malata di tisi non può accettare. Germont le fa notare che quando la sua bellezza sarà sfiorita il figlio non vorrà più stare con lei, non potrebbe trarne alcun conforto vista la natura illecita della loro relazione. Allo stremo, Violetta accetta di lasciare Alfredo: scrive al barone Douphol e poi ad Alfredo la sua decisione di lasciarlo; terminata la lettera entra proprio Alfredo che ha saputo della visita del padre, le propone di andare a conoscerlo, ma lei si fa promettere amore e poi fugge. Alfredo si insospettisce e quando vede la lettera di Flora pensando che Violetta sia alla festa pieno di rabbia decide di andarci nonostante le suppliche del padre. Alla festa di Flora si spettegola sulla rottura tra Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti del carnevale giunge Alfredo e poi Violetta accompagnata dal barone. Alfredo giocando insulta indirettamente Violetta e il barone, non avendo gradito, sfida il giovane ad una partita di carte: il barone perde e Alfredo incassa una grande somma di denaro. Violetta parla con lui e mentendogli gli dice di andare via perché lei ama il barone. Sdegnato, Alfredo chiama gli invitati e getta la borsa col denaro ai piedi di Violetta, la quale sviene tra le braccia di Flora; tutti inveiscono contro di lui e il padre lo rimprovera. Il barone sfida Alfredo a duello.

Violetta è a letto: la tubercolosi sta avendo la meglio su di lei e il dottor Grenvil confida ad Annina che la fine è vicina. Violetta è sola nella sua stanza e sta leggendo la lettera che le ha scritto Giorgio Germont nel quale la informa di aver rivelato ad Alfredo la verità, il quale sta tornando da lei dopo aver viaggiato all'estero. Ma lei sa che è troppo tardi. Nel frattempo, fuori impazza il carnevale e Annina porta una bella notizia: Alfredo è tornato, entra e abbracciando Violetta le dice che la porterà via da Parigi; arriva anche Giorgio Germont pieno di rimorsi. Violetta chiama a sé Alfredo e gli dona un medaglione col suo ritratto chiedendogli di non dimenticarla. Per un istante sembra che Violetta abbia ritrovato le forze... si alza dal letto... ma subito cade morta.