E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!
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domenica 1 dicembre 2013

I will love you... unconditionally...



Da qualche giorno è uscito il nuovo video di Katy Perry per la canzone Unconditionally. Lei è una delle cantanti che preferisco e trovo sempre molto carini e originali i suoi video; ma quest'ultimo video è un piccolo capolavoro: l'ho adorato dalla prima volta che l'ho visto!
Sì, perché il video di Unconditionally è largamente ed evidentemente influenzato dall'Anna Karenina di Joe Wright! La canzone parla di come l'amore può colpirti improvvisamente e quando meno te l'aspetti (tema già di per sé adatto ad Anna Karenina) e il tutto si svolge in un'ambientazione che ricorda molto la Russia imperiale di Tolstoj, con quel pizzico di modernità che caratterizza il film del regista inglese! Guardando il video è facile cogliere le tantissime somiglianze con il film: i ballerini ricreano la famosa coreografia del gran ballo, gli abiti (di Chanel e D&G) richiamano i bellissimi costumi di Jacqueline Durran e ci sono persino gli stessi lampadari che si vedono sulle locandine! Inoltre, tutto il video richiama simbolicamente la storia di Anna Karenina e le sue atmosfere! Questo video è un piccolo gioiello!!!
Katy Perry giustamente è la regina del pop mondiale: non ne sbaglia una!




Canzone e video stupendi, non c'è che dire!!!












Trovo molto simpatico anche questo artwork per il video di Roar!

mercoledì 12 dicembre 2012

Sylvia



Sembra che il nome Silvia sia gettonato anche nel mondo del balletto: infatti ce n'è uno che s'intitola proprio Sylvia! La cui prima andò in scena il 14 giugno 1876! Ma lo spettacolo non ebbe successo fino al 1952 quando fu coreografato nuovamente da Frederick Ashton. Ho scoperto casualmente questo balletto (anche se la musica la conoscevo benissimo!) e visto che si chiama come me... beh, vediamo di cosa parla...

Alcune creature della foresta danzano davanti ad Eros finché non vengono interrotte dal giovane pastore Aminta; poi arriva la ninfa Sylvia, di cui il pastore è innamorato, con il suo seguito di cacciatrici, e inizia a prendersi gioco di Eros. Aminta, allora, prova a nascondersi ma Sylvia lo vede e punta l'arco contro il dio dell'amore, nel tentativo di proteggere il dio il giovane pastore viene ferito. A questo punto, Eros tira contro Sylvia, la quale viene ferita lievemente e abbandona la scena. Intanto, un altro cacciatore, Orion, stava osservando Sylvia e si avvicina, poi, per commemorare Aminta che nel frattempo è svenuto. Quando la ninfa riappare sulla scena, Orion torna a nascondersi, e la fanciulla si dimostra benevola con il pastore: mentre le cacciatrici lamentano in onore della vittima, Orion ne approfitta per portare via Sylvia. Intanto, Eros rianima Aminta e gli comunica che la ninfa è stata portata via da Orion.
Orion tiene prigioniera Sylvia su un'isola e tenta di ammaliarla con gioielli e vino, ma con scarsi risultati; la ninfa è triste per Aminta e tiene con nostalgia la freccia con il quale l'ha colpito, quando Orion gliela sottrae Sylvia lo fa ubriacare, poi recupera la freccia e invoca l'aiuto di Eros. A quel punto, il dio dell'amore si palesa e mostra alla ninfa una visione di Aminta che la sta aspettando: quindi i due si recano al tempio di Diana. Aminta giunge al tempio di Diana ma Sylvia non c'è: arriva poco dopo con Eros. La gioia dei due dura poco perché arriva anche Orion, in cerca di Sylvia: lui e Aminta combattono, mentre la ninfa si chiude nel santuario di Diana e Orion cerca di seguirla. La dea, oltraggiata, colpisce Orion e nega a Sylvia la possibilità di riunirsi con l'amato. Allora interviene Eros mostrando una visione a Diana e ricordandole il suo amore per Endimione: Diana si rasserena e permette a Sylvia e Aminta di riunirsi.



























giovedì 25 ottobre 2012

Una canzone per Jane Austen!



Ormai sappiamo bene che la Zia Jane è una continua fonte d'ispirazione e sono tanti gli artisti e scrittori che la omaggiano con il loro lavoro! Ebbene, poteva mancare una canzone dedicata a lei? Ovviamente no! E così una giovane cantautrice neozelandese che si chiama Holly Christina ha scritto una canzone dal titolo Jane Austen in onore della Zia e del suo mondo! La canzone è molto carina e orecchiabile e anche il video richiama a modo suo l'epoca Regency!

Ascoltatela e ditemi se non è carinissima!




martedì 19 giugno 2012

It's too late to apologize, it's too late...




Qualche giorno fa mentre cercavo su Youtube Apologize degli OneRepublic ho trovato questo bellissimo video! Non l'avevo mai visto e ne sono rimasta subito incantata: lo trovo straordinario, a dir poco! La canzone è una delle mie preferite, ma non sapevo esistesse anche un video! Un video molto particolare, originale e suggestivo... con qualcosa che mi fa pensare all'Ottocento... e a tratti mi ricorda persino la sigla di Downton Abbey! Insomma, ne sono entusiasta! L'unica cosa che non riesco a capire è se a cantare sia il cantante degli OneRepublic, Ryan Tedder, non mi sembra la sua voce... ma potrei sbagliarmi!

Che ne dite, il video vi piace?


mercoledì 30 maggio 2012

Madama Butterfly



Dopo aver parlato della Traviata e della Turandot, oggi vi parlo della terza opera lirica che preferisco: la Madama Butterfly. Una storia triste ma con una protagonista femminile indimenticabile, una storia davvero commovente.

Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton, un ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito di avventura, sposa secondo le usanze locali una giovane geisha, Cio-cio-san (che significa Madama Farfalla), così facendo acquisisce il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese, se vuole; infatti questo accade: Pinkerton abbandona la giovane moglie e fa ritorno in patria. Ma Butterfly, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al figlio avuto da Pinkerton, continua a ripetere a tutti che l'amato tornerà presto, mossa da un'incrollabile fiducia in lui. Dopo tre anni effettivamente Pinkerton ritorna, ma non è solo: con lui c'è la donna che nel frattempo ha sposato regolarmente negli Stati Uniti; egli è tornato per prendere il figlio, di cui ha scoperto l'esistenza grazie al console Sharpless, e portarlo in America per educarlo agli usi occidentali. Soltanto adesso, di fronte all'evidenza dei fatti Butterfly apre gli occhi e comprende la sua grande illusione nell'aver creduto in un amore inesistente; decide quindi di scomparire dal mondo, in silenzio, senza clamore: dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si uccide con il coltello donatole dal padre (secondo l'usanza giapponese detta harakiri). Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, va a casa di Butterfly per chiederle perdono è ormai troppo tardi: lei ha già smesso di soffrire.




sabato 11 febbraio 2012

Diego Matheuz, un uomo da sposare!




Mai come quest'anno il Concerto di Capodanno di Venezia si è rivelato entusiasmante! Come sempre meravigliosa location e musiche stupende, ma la vera sorpresa è stata un'altra: quando ha fatto la sua apparizione il direttore d'orchestra!!! Appena l'ho visto ho subito pensato che si trattava del direttore d'orchestra più giovane che avessi mai visto, indubbiamente un enfant prodige di grande talento! Insomma, dopo 30 secondi dalla sua apparizione i miei occhi erano già a forma di cuore perché non solo si trattava del direttore d'orchestra più giovane mai visto... ma soprattutto del direttore d'orchestra più bello del mondo!!! Uno spettacolo nello spettacolo, sono davvero rimasta incantata e affascinata da lui e dalla sua bravura! Al termine del concerto ho fatto alcune ricerche per saperne di più su questo splendore e così ho scoperto che si chiama Diego Matheuz, è nato nel 1984 in Venezuela, suona il violino ed è considerato da pubblico e critica uno dei più giovani e talentuosi direttori d'orchestra del mondo; inoltre, dal 2011 è il direttore principale del Teatro La Fenice. Così giovane e ha già un curriculum di tutto rispetto! Farei un abbonamento a La Fenice solo per vedere questo splendore all'opera! Talentuoso, giovane e bellissimo... è proprio un uomo da sposare!!!

Ecco alcuni video dei momenti migliori del Concerto di Capodanno!





Non trovate che sia bravissimo? E ora vediamo alcune sue foto!























Bravo e bello!!!

domenica 4 dicembre 2011

Turandot




Oggi vi parlo di una delle mie opere liriche preferite: la Turandot!

La storia si svolge a Pechino. Un mandarino annuncia alla folla che il principe di Persia, non avendo risolto i tre enigmi proposti da Turandot, verrà giustiziato. Durante l'annuncio, tra la folla, sono presenti un anziano e una donna che chiede aiuto: accorre un giovane che riconosce nel vecchio suo padre, Timur, re tartaro spodestato; i due si abbracciano e il giovane Calaf prega il padre e la schiava Liù di non pronunciare il suo nome: teme infatti i regnanti cinesi usurpatori del trono del padre. Intanto il boia si prepara per l'esecuzione che avrà luogo al sorgere della luna. Al momento dell'esecuzione entra il corteo che accompagna la vittima e la folla commossa chiede la grazia, ma Turandot zittisce la folla e ordina di procedere con la condanna. Calaf rimane affascinato dalla bellezza di Turandot e decide di tentare di risolvere i tre enigmi, il padre e Liù cercano di fermarlo, ma lui è irremovibile: si avvicina al gong del palazzo imperiale; a quel punto, tre ministri del regno, Ping, Pong e Pang, cercano di far desistere Calaf dal suo intento denunciando la follia di quell'obiettivo ma lui si libera dei tre e suona il gong invocando Turandot. E' notte e Ping, Pong e Pang si lamentano del fatto che in qualità di ministri sono costretti ad assistere alle esecuzioni delle vittime di Turandot invece di vivere tranquilli nei loro possedimenti in campagna. Intanto, nel piazzale della reggia è tutto pronto per il rito dei tre enigmi, l'imperatore Altoum tenta di convincere Calaf a cambiare idea ma il giovane rifiuta ancora e così il mandarino dà il via alla prova. Turandot spiega le ragioni delle sue azioni: anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari e una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero; in ricordo della sua morte, Turandot aveva deciso che non sarebbe mai appartenuta ad uno straniero e quindi aveva ideato i tre enigmi sicura che nessuno avrebbe mai potuto svelarli. Calaf, però, riesce a risolvere gli enigmi e Turandot si getta ai piedi del padre supplicandolo disperatamente di non consegnarla allo straniero, ma inutilmente: per l'imperatore la parola data è sacra. Allora Turandot si rivolge a Calaf dicendogli che in lei avrà solo una donna riluttante e piena d'odio; allora Calaf decide di scioglierla dal giuramente e le propone una nuova sfida: se prima dell'alba riuscirà a scoprire il suo nome lui si lascerà giustiziare. Il patto viene accettato. Gli araldi portano l'ordine della principessa: quella notte nessuno deve dormire ma si deve fare di tutto per scoprire il nome di Calaf, questo intanto è sveglio e sogna le labbra di Turandot finalmente libere dall'odio che la imprigiona. Intanto, Ping, Pong e Pang vanno da Calaf e gli offrono qualsiasi cosa in cambio del nome svelato ma egli rifiuta. Timur e Liù vengono portati dinanzi ai tre ministri e poi giunge Turandot che ordina loro di parlare: Liù per difendere Timur sostiene di essere la sola a conoscere quel nome ma non lo svelerà mai; viene torturata ma non svela il nome e allora una Turandot stupita le chiede cosa le dia tanta forza e Liù risponde che è l'amore a rafforzarla. Turandot è turbata da quelle parole ma subito riassume il suo glaciale contegno e ordina ai ministri di scoprire il nome a tutti i costi, Liù consapevole di non poter tacere ancora a lungo prende un pugnale e si uccide crollando ai piedi di Calaf. Il suo corpo viene portato via dalla folla che prega. Turandot e Calaf rimangono soli e lui la bacia, lei dapprima lo respinge, poi gli confessa di aver avuto paura di lui la prima volta che l'ha visto, ma adesso si dichiara travolta dalla passione. Essendo orgogliosa supplica Calaf di non umiliarla, lui le fa il dono della vita e le rivela la sua identità: Calaf, figlio di Timur. Il giorno dopo la folla si trova davanti al palazzo imperiale, squillano le trombe e Turandot afferma di conoscere il nome dello straniero: "Amore!", tra la gioia della folla, si abbandona tra le braccia di Calaf.

domenica 25 settembre 2011

Spettacolo Spettacolare: la colonna sonora di Moulin Rouge!




Se dico Moulin Rouge non si può fare a meno di pensare ad alcune delle canzoni più famose della storia della musica degli ultimi decenni! Questo è il piatto forte del film: non musiche originali da musical ma canzoni subito riconoscibili che non puoi fare a meno di amare! E allora venite con me all'interno di questo Spettacolo Spettacolare... torniamo lì, al Moulin Rouge, e lasciamo che la musica faccia il resto...

There was a boy a very strange enchanted boy... subito si parte con Nature Boy! Poi c'è la celebre Lady Marmalade... Poteva mancare il can-can? No, siamo al Moulin Rouge! Eccolo: Because we can. Finalmente arriva il Diamante Splendente, la stella del Moulin Rouge... e il ritmo della notte cresce! Siamo nell'elefante, l'atmosfera è romantica... tutte le luci di Parigi si accendono... ma chi è stato? Certo, lui: Christian che intona Your song! Che la rivoluzione bohémien abbia inizio! Satine lo sa... che un giorno volerà via... Ecco a voi le ballerine del Moulin Rouge! Satine e Christian devono essere amanti: solo così diventeranno eroi! Elephant Love Medley. La canzone segreta degli innamorati... perché canticchiandola o fischiettandola sapranno sempre che il loro è un amore vero... Come what may. L'amore ci farà diventare matti... parola dell'argentino! Un pizzico di musica vintage non guasta in questo spettacolo! Al Moulin Rouge va in scena uno spettacolo indiano e il perfido Maharaja vuole la verità! Si soffre, il trucco si sta sciogliendo... ma bisogna sorridere lo stesso: lo spettacolo deve continuare! Siamo giunti alla fine... ma rimangono ancora i titoli di coda!

Vi siete divertiti? Se sì, v'invito a tornare quando volete... al Moulin Rouge!




sabato 10 settembre 2011

La traviata





Questo è un altro post speciale nell'ambito dei festeggiamenti per il decimo anniversario di Moulin Rouge! Visto che la trama del film è ispirata a La signora delle camelie e quindi anche a La traviata, ho pensato di dedicare un approfondimento alla celebre opera di Giuseppe Verdi.

Parigi, metà Ottocento, Violetta Valéry, donna di mondo, attende gli invitati nel suo elegante salone. Saluta il marchese d'Obigny, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, il quale si dichiara un suo ammiratore e che durante la sua malattia si è recato spesso a chiedere sue notizie; dopo aver chiesto spiegazioni per un simile comportamento, Violetta rimprovera al suo amante, il barone Douphol, di non aver avuto la stessa sollecitudine, il quale non gradisce tale ramanzina. Intanto Alfredo propone un brindisi e tutti insieme cantano le lodi dell'amore e del vino; si ode musica proveniente dalla sala accanto e Violetta invita tutti a spostarsi lì, mentre sta uscendo ha un malore e invita i suoi ospiti a precederla. Guardandosi allo specchio Violetta nota la sua aria sciupata e nota Alfredo, rimasto ad aspettarla, il quale le rimprovera di trascurare la sua salute e poi le dichiara il suo amore. Violetta è colpita da tale confessione e gli chiede da quanto tempo la ama, Alfredo risponde di amarla da un anno, da quando l'ha vista per la prima volta. Incapace di amare davvero, lei gli propone di rimanere amici, ma quando il ragazzo se ne sta andando, Violetta gli dona un fiore e gli chiede di riportarglielo il giorno dopo. Alfredo si allontana felice, mentre gli ospiti prendono congedo. Rimasta sola, Violetta si accorge che le parole di Alfredo l'hanno scossa, ma incerta sul da farsi decide di continuare la sua solita vita di cortigiana e di rinunciare all'occasione di essere amata davvero.

Sono passati tre mesi e Violetta e Alfredo vivono felici nella casa di campagna di lei; il ragazzo riflette sulla sua felice condizione, ma arriva Annina che confessa ad Alfredo di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni di Violetta e poter pagare così le spese per il mantenimento della casa. Scoperto l'ammontare della somma, Alfredo decide di andare lui stesso a sistemare gli affari e fa promettere ad Annina di tacere la cosa a Violetta. Alfredo si sente in colpa per quella situazione. Intanto Violetta riceve una lettera: si tratta di un invito a casa di Flora. Giunge Giorgio Germont, padre di Alfredo, e accusa Violetta di spogliare il figlio dei suoi averi, la ragazza allora mostra i documenti al signore che testimoniano che lei ha venduto i suoi beni per mantenere Alfredo, a questo punto l'uomo capisce la situazione. Pur convinto del vero amore che lega i due, Giorgio Germont cerca di far ragionare Violetta dicendole che la loro relazione rischierebbe di mettere a repentaglio il futuro dei figli: Alfredo ha una sorella il cui matrimonio potrebbe andare a monte a causa dello scandalo. Violetta propone di allontanarsi momentaneamente da Alfredo, ma il padre dichiara che la relazione deve essere troncata definitivamente, la povera ragazza senza parenti e malata di tisi non può accettare. Germont le fa notare che quando la sua bellezza sarà sfiorita il figlio non vorrà più stare con lei, non potrebbe trarne alcun conforto vista la natura illecita della loro relazione. Allo stremo, Violetta accetta di lasciare Alfredo: scrive al barone Douphol e poi ad Alfredo la sua decisione di lasciarlo; terminata la lettera entra proprio Alfredo che ha saputo della visita del padre, le propone di andare a conoscerlo, ma lei si fa promettere amore e poi fugge. Alfredo si insospettisce e quando vede la lettera di Flora pensando che Violetta sia alla festa pieno di rabbia decide di andarci nonostante le suppliche del padre. Alla festa di Flora si spettegola sulla rottura tra Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti del carnevale giunge Alfredo e poi Violetta accompagnata dal barone. Alfredo giocando insulta indirettamente Violetta e il barone, non avendo gradito, sfida il giovane ad una partita di carte: il barone perde e Alfredo incassa una grande somma di denaro. Violetta parla con lui e mentendogli gli dice di andare via perché lei ama il barone. Sdegnato, Alfredo chiama gli invitati e getta la borsa col denaro ai piedi di Violetta, la quale sviene tra le braccia di Flora; tutti inveiscono contro di lui e il padre lo rimprovera. Il barone sfida Alfredo a duello.

Violetta è a letto: la tubercolosi sta avendo la meglio su di lei e il dottor Grenvil confida ad Annina che la fine è vicina. Violetta è sola nella sua stanza e sta leggendo la lettera che le ha scritto Giorgio Germont nel quale la informa di aver rivelato ad Alfredo la verità, il quale sta tornando da lei dopo aver viaggiato all'estero. Ma lei sa che è troppo tardi. Nel frattempo, fuori impazza il carnevale e Annina porta una bella notizia: Alfredo è tornato, entra e abbracciando Violetta le dice che la porterà via da Parigi; arriva anche Giorgio Germont pieno di rimorsi. Violetta chiama a sé Alfredo e gli dona un medaglione col suo ritratto chiedendogli di non dimenticarla. Per un istante sembra che Violetta abbia ritrovato le forze... si alza dal letto... ma subito cade morta.






martedì 1 marzo 2011

Il lago dei cigni

Dopo aver visto Il cigno nero, mi sono così appassionata alla storia de Il lago dei cigni... e mi sono accorta che benché conoscessi bene la musica di Tchaikovsky... non conoscevo affatto la trama. Allora ho cercato di mettere fine a tale lacuna! Ho appurato che si tratta di una storia tragica e bellissima! Ve la racconto...




Il principe Siegfried sta festeggiando il suo compleanno, assieme ai suoi amici, quando arriva la regina e lo esorta a scegliere una sposa tra le ragazze che interverranno al ballo del giorno dopo. Quando si fa buio appare uno stormo di cigni e il principe e i suoi amici decidono di andare a caccia, prendono l'arco e si avviano nel bosco. I cigni stanno nuotando sulle acque del lago: sono in realtà delle fanciulle trasformate dal perfido Rothbart e possono riassumere la forma umana solo di notte; il principe e i suoi amici ammirano i cigni sotto la luce della luna. Quando i cacciatori si apprestano a prendere la mira i cigni si trasformano in fanciulle e Odette, la regina, narra la loro triste storia: solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l'incantesimo. Siegfried incantato dalla bellezza di Odette la implora di prendere parte al ballo della sera successiva quando dovrà scegliere la sua sposa. All'alba le fanciulle riprendono la forma di cigno. La sera del ballo gli invitati arrivano al castello e vengono accolti dal principe Siegfried e dalla regina, iniziano i festeggiamenti, poi uno squillo di tromba annuncia l'arrivo delle sei fanciulle che ambiscono a sposare il principe; ma Siegfried rifiuta di scegliere. A questo punto un nuovo squillo di tromba annuncia l'arrivo di nuovi ospiti: si tratta del perfido Rothbart e della figlia Odile, che grazie al padre ha assunto l'aspetto di Odette; lo scopo del mago è di far innamorare il principe di Odile, in modo che l'incantesimo che tiene prigioniera Odette non venga spezzato. Odile (che indossa un costume nero, è quindi lei il cigno nero) con il suo fascino riesce a sedurre Siegfried e questo la presenta alla regina come sua sposa. Rothbart esultante si trasforma in civetta e fugge dal castello, che piomba nell'oscurità fra l'orrore degli invitati. Finalmente Siegfried si rende conto dell'inganno e scorge la vera Odette attraverso un'arcata del castello, e disperato si precipita a cercare la fanciulla. Nel finale, una Odette morente piange il destino crudele che l'attende, Siegfried arriva da lei tentando di salvarla ma una tempesta si abbatte sul lago e le acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera le anime dei due amanti si riuniscono in un'apoteosi celeste.







Esiste anche un finale alternativo: Siegfried combatte contro il perfido mago ma ha la peggio, Rothbart allora minaccia Odette di uccidere il principe se lui non acconsentirà a sposare la figlia Odile, ma il principe prende la spada del mago e si uccide. In questo modo il suo amore spezza l'incantesimo e i cigni tornano ad essere fanciulle, Siegfried torna in vita e può finalmente vivere il suo sogno d'amore con Odette.
Bella storia, vero? Ne sono affascinata...
Il cigno nero (ammirate il magnifico Roberto Bolle!!)

mercoledì 16 febbraio 2011

Una poesia e una canzone... by me!!!

Siccome questa è la settimana di Sanremo, ho pensato di farvi ascoltare una canzone. Una canzone molto particolare per me... perché io sono l'autrice del testo! Un testo che nasce da una poesia che ho scritto nel 2008, in un momento particolare della mia vita; si tratta della poesia a cui sono più legata.



Come Elizabeth
Mi sembrava giusto lasciarmi il tramonto pastello alle spalle.
Ho tracciato un percorso di passi mai calpestati.
Ho passeggiato nel prato avvolto dall'ombra,
una quiete irreale, accarezzata dal mondo inquieto del mio cuore.
Mi sono sentita come Elizabeth... ma io non sono lei.
Io rassomiglio a me stessa, sono una creatura della mia stessa penna.
Ho passeggiato in solitaria nel giardino,
tra il vecchio, avvizzito ciliegio e gli ulivi;
rannicchiata nella mia giacchetta...
simile a un abbraccio simulato.
Ho camminato in cerchio alcuni tristi minuti
constatando compiaciuta e commossa la mia solitudine.
Il cuore ha gridato, ma a chi importa?
Ho perso il mio sentiero di passi immaginari tra le foglie;
la stagione è al crepuscolo.
Tu sei distante una vita intera da me... lontano, smarrito...
ti cercavo dietro al ciliegio, consapevole che mai, mai
mi saresti apparso.
Ho passeggiato in silenzio, sola col tuo spettro.
Ho respirato nuova quiete.
Mi sono illusa per un momento di rassomigliare a Elizabeth...
ma questo non è il mio lieto fine.
26 agosto 2008
Ho scritto questa poesia mentre mi trovavo nella mia casa in campagna, come detto in un periodo molto particolare della mia vita, un periodo difficile, un periodo che mi ha spezzato il cuore... e che mi ha accumunata a Marianne Dashwood di Ragione e sentimento. Facile capire perché sono così legata a questi versi. Versi che raccontano tutto lo smarrimento e il dolore di quel frangente. Versi che mi ricordano ogni giorno che devo fare di tutto per non soffrire mai più allo stesso modo, mai più.
La poesia è carica di pathos e richiama un altro personaggio austeniano fin dal titolo: Elizabeth Bennet di Orgoglio e pregiudizio; questo perché scrissi la poesia, appunto in campagna, dopo una breve passeggiata solitaria nel giardino davanti casa: era il tramonto e sentii l'esigenza di isolarmi e raccogliermi in un momento di intima solitudine, sola con le mie inquietudini. Mentre passeggiavo ebbi la sensazione, trovai somiglianze con la particolare atmosfera che si percepisce nelle battute finali del film con Keira Knightley, quando lei cammina nella brughiera all'alba e poi incontra Darcy. Mi sembrò di vedere la stessa luce (benché nel film è l'alba, mentre io ero al tramonto), la stessa dolce solitudine, la stessa poesia nell'aria... e mi ritrovai a credere di essere Elizabeth o quantomeno di rassomigliarle un po' in quel momento. Ma è stata un'illusione breve: la persona che cercavo non è apparsa come Darcy col giaccone svolazzante... e non ho avuto alcun lieto fine.
Perciò questa poesia parla di un pezzo perduto per sempre del mio cuore ed è nello stesso momento un omaggio a Orgoglio e pregiudizio!







E ora passiamo alla canzone! Ho riadattato il testo di questa poesia per renderla una canzone, quando la mia amica Serena, che suona e canta benissimo, ha indetto un concorso il cui vincitore avrebbe visto il suo testo musicato e cantato da lei! Il risultato è questa canzone dal titolo Tra le mie righe! Inutile dire che quando ho ascoltato la canzone per la prima volta ho pianto come una fontana, l'emozione è stata fortissima!
Ora vi lascio ascoltare la canzone!
Tra le mie righe
Parole: Silvia Ponzo
Musica e voce: Serena Sabatini