E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!
Visualizzazione post con etichetta Niamh delle fate (romanzo a puntate). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Niamh delle fate (romanzo a puntate). Mostra tutti i post

lunedì 14 gennaio 2013

Le fan art di Niamh delle fate!

"L'espressione Fan art o fanart designa un'opera d'arte basata su un personaggio, un costume, un oggetto, o una storia che è stata creata da una persona diversa dall'artista, in particolare un fan del medesimo."

Questa è la definizione di fan art tratta da Wikipedia, e questa, invece... è la prima fan art dedicata a Niamh delle fate, una musa preraffaellita! Eccola:




Sì, il racconto a puntate pubblicato l'anno scorso insieme a Vele Ivy ha avuto una tale simpatia di pubblico da dare vita anche a delle fan art!
Come spiegarvi l'emozione mia e di Vele Ivy quando abbiamo visto queste bellissime immagini, che ritraggono la nostra Niamh? Per un autore è veramente una sensazione meravigliosa!
Grace ha ritratto una scena del racconto (la separazione di Niamh e Thomas), una figura intera di Niamh e una sua interpretazione del ritratto che dà vita a tutta la vicenda!





L'autrice di questi disegni è Grace Malvin, giovanissima blogger, disegnatrice e accanita lettrice! Andate a trovarla sul suo blog e sulla pagina Facebook.
E' meraviglioso ricevere queste creazioni da parte dei fan, e vedere attraverso i loro occhi i personaggi a cui abbiamo dato vita.





E se volete saperne di più sulla storia di Niamh, vi consigliamo un video molto speciale: un'altra creazione nata da un lettore, Fabio Bogliotti aka Strillo. E' il booktrailer di Niamh delle fate! Cliccate QUI per vederlo!

mercoledì 9 gennaio 2013

Niamh "interpretata" da Reese Witherspoon!

A volte capita di "incontrare" i propri personaggi quando meno te l'aspetti, in maniera assolutamente casuale e per questo straordinaria! I personaggi vivono perlopiù nei sogni degli autori... questo finché non prendono forma sulla pagina scritta, nero su bianco; spesso, poi, i personaggi diventano di carne ed ossa grazie al cinema o alla televisione o al teatro... e ciò che era nato in principio come sogno dell'autore... magicamente prende vita così da far sognare la gente.

Questo è successo anche a noi.

Sì, perché Vele Ivy ed io abbiamo "incontrato" Niamh in maniera incredibile! Il suo volto era già nei nostri sogni da tempo... ma è bastato un attimo, uno sguardo, un viso per esclamare: "Eccola, ecco Niamh in carne ed ossa!". Ci è capitato di vedere un'immagine di Reese Witherspoon tratta dal film L'importanza di chiamarsi Ernest... e vedendo quella immagine non abbiamo avuto nemmeno un dubbio: lei era Niamh, così come dovrebbe essere Niamh! Fotografata nella stessa angolazione, con lo stesso abito azzurro e la stessa coroncina di fiori a cingerle il capo. Sì, lì Reese era la perfetta personificazione della nostra Niamh! In una scena peraltro evidentemente ispirata a La belle dame sans merci! L'unica differenza era nel colore dei capelli: biondi anziché rossi come il tramonto. Come risolvere questo dettaglio? Semplicemente con un piccolo intervento grafico di Vele che con una pennellata ha colorato di rosso i capelli di Reese! Il risultato ci ha lasciate senza parole: ora avevamo dinanzi a noi Niamh in persona, con tutta la sua bellezza, dolcezza e il suo romantico amore!

Così grazie a Reese la nostra Niamh è diventata reale, pronta a rendere vera un po' di più la magia di Niamh delle fate!

Ecco tutte le immagini di Niamh/Reese tratte da L'importanza di chiamarsi Ernest modificate per l'occasione da Vele!





lunedì 11 giugno 2012

Ebook gratis: Niamh delle fate

Niamh delle fate, una musa preraffaellita finalmente è disponibile in formato ebook, scaricabile gratis!

Se sei appassionato/a di Ottocento inglese, epoca vittoriana, pittura preraffaellita e racconti di fate, questo ebook fa per te! Ma anche per chi, semplicemente, ama le grandi storie d'amore.

Niamh delle fate parla infatti della passione tra un pittore preraffaellita e la sua musa irlandese; è una storia racchiusa in un dipinto e portata alla luce da una giovane studentessa italiana, che indaga tra quadri, schizzi preparatori e antichi manoscritti.

Per avere un assaggio della storia, potete guardare il booktrailer:





 
Mentre per scaricare l'ebook, dovete semplicemente cliccare QUI!
Per scaricarlo, cliccate sulla scritta FILE in alto a sinistra e poi su "Download" o "Scarica". Lo troverete in formato pdf, ma chi ha un reader e preferisce un formato particolare (es. MOBI o ePub), può scrivere alla mail colorarelavitamail@yahoo.it e il file verrà convertito.

In molti hanno già letto gli episodi pubblicati su Vorrei essere un personaggio austeniano e sul blog della mia co-autrice, Colorare la vita: questo ebook contiene molti elementi in più, parti inedite e speciali!

Cosa troverete di nuovo nella trama di Niamh delle fate?
  • Il diario di viaggio di Ginevra, durante i suoi primi giorni a Londra!
  • I biglietti d'amore scambiati tra Niamh e Thomas!
  • Approfondimenti sulla storia dei vari personaggi (come Kathleen, la sorella minore di Niamh)
  • Episodi inediti, come ad esempio il periodo vissuto da Thomas prima del suo allontanamento dalla realtà
  • Ulteriori riferimenti all'arte preraffaellita e ai racconti di fate
... e inoltre, leggerete approfondimenti sul periodo storico e sul movimento preraffaellita, nonché i commenti più belli dei lettori.

Ringraziamo DI CUORE chi ci ha seguite fin qui e chi vorrà continuare a seguirci in questa splendida avventura!

IMPORTANTE:

Per noi è molto importante conoscere le reazioni - e speriamo le emozioni! - dei lettori di Niamh: per questo invitiamo chi vorrà leggerlo a lasciarci una sua traccia commentando questo post o scrivendo a silvia_ponzo@libero.it. Grazie mille!

Inoltre, trattandosi di un libro autoprodotto e scaricabile gratuitamente, non abbiamo una casa editrice o un ufficio stampa alle spalle: perciò, se volete aiutarci col passaparola, ve ne saremo eternamente grate!! Ogni post che parla di Niamh, messaggio su Facebook o recensione, per noi è un aiuto prezioso!

lunedì 4 giugno 2012

Niamh delle fate: il booktrailer!



Il progetto Niamh delle fate, nato quasi per gioco lo scorso novembre, nel corso dei mesi è cresciuto sempre di più, dando a noi autrici tante straordinarie soddisfazioni che non avremmo mai potuto ipotizzare all'inizio di questa avventura. Tanta è stata la partecipazione dei lettori che hanno seguito la nostra storia, una partecipazione che ci ha riempite di gioia! L'interesse per il nostro lavoro è stato tale che uno dei nostri più entusiasti lettori, Fabio aka Strillo - sceneggiatore del fumetto Zeto, questo è il suo blog http://fabiobogliotti-strillo.blogspot.it, ci ha fatto una delle sorprese più grandi offrendosi di creare un booktrailer per noi!!! Un booktrailer che accompagnasse il lancio dell'ebook che raccoglie la versione completa di Niamh delle fate, una musa preraffallita! Vele Ivy ed io siamo state da subito entusiaste di questa opportunità perché dimostra che il nostro racconto ha saputo arrivare al cuore di chi l'ha letto, noi ci abbiamo messo anima e passione per scriverlo e i nostri lettori hanno risposto al nostro invito con la medesima passione! In particolare Strillo ha saputo trarre ispirazione dalla storia di Niamh e Thomas per realizzare un booktrailer che ha reso reale un po' di più la magia del nostro racconto!

Cogliamo quindi l'occasione per ringraziare Strillo per questo regalo che ci ha donato! E v'invitiamo a vedere e a commentare il meraviglioso booktrailer di Niamh delle fate, una musa preraffaellita!

E naturalmente continuate a seguire i nostri blog, visto che l'ebook di cui trovate anticipazione nel trailer uscirà tra poco... e sarà scaricabile gratis!


martedì 29 maggio 2012

Ultimo approfondimento: le muse preraffaellite



Eccoci arrivati all'ultimo approfondimento relativo a Niamh delle fate. Che cosa sarebbe un artista senza la sua musa ispiratrice? Forse non sarebbe niente... Per questo Vele Ivy ci parla delle muse preraffaellite e della loro grande importanza per i pittori che si sono cimentati con tale movimento artistico! Per leggere l'articolo cliccate qui!

martedì 22 maggio 2012

Nuovo approfondimento: John William Waterhouse



Nuovo imperdibile appuntamento con gli approfondimenti legati a Niamh delle fate: stavolta Vele Ivy ci parla di John William Waterhouse, il grande pittore che ha giocato un ruolo importantissimo all'interno del nostro racconto! Cliccate qui per leggere l'articolo!

domenica 13 maggio 2012

Il matrimonio nell'epoca vittoriana




Durante l'epoca vittoriana i matrimoni combinati erano la consuetudine e nessuno se ne stupiva particolarmente. Solitamente tali unioni erano accordate dai genitori dei futuri sposi, con lunghe e serrate trattative che impegnavano le due parti. Il matrimonio a quel tempo era soprattutto una questione di convenienza e di alleanze vantaggiose. L'amore c'entrava poco o nulla: i matrimoni d'amore erano rari e addirittura considerati fuori luogo, ammissibili solo nel caso dei ceti inferiori, mentre per quanto riguarda le unioni tra altolocati le parole d'ordine erano accordi prematrimoniali e alleanze considerate vantaggiose per questa o quella ragione (ad esempio, un titolo nobiliare per un nuovo ricco desideroso di essere accettato tra la gente importante o una cospicua dote per un nobile decaduto in cerca di denaro per risolvere i propri dissesti economici). La fitta rete che si instaurava tra le due famiglie per portare avanti le contrattazioni matrimoniali vedeva completamente esclusi i due futuri sposi che non prendevano parte ai giochi di potere messi in campo dai rispettivi genitori, questo portava spesso e volentieri a creare unioni tra persone male assortite, destinate ad una sicura infelicità matrimoniale. Così le trattative (quasi un mercanteggiare) andavano avanti tra le due parti nel tentativo di strappare all'altra le condizioni più convenienti possibili dal proprio punto di vista. Il matrimonio era quindi una sorta di baratto, un contratto, un'alleanza accordata tra due potenze per allargare maggiormente la propria influenza in società.





Indubbiamente la futura sposa era la parte più svantaggiata in questo sistema. Alla donna vittoriana non erano riconosciuti particolari diritti, non poteva lavorare (se non come insegnante o domestica e in tal caso i soldi guadagnati venivano presi dal marito), non poteva accedere ad una forma alta di istruzione (materie come legge, ingegneria, fisica e lo studio dei classici erano preclusi alle donne e quelle che vi si impegnavano erano derise e giudicate in maniera negativa), tutto quello che ci si aspettava dalla donna vittoriana era che si sposasse e che si curasse dei figli e della casa, e doveva incondizionata obbedienza al marito al quale apparteneva legalmente dopo le nozze. Il matrimonio, quindi, era la sola via possibile per acquisire dignità per la donna vittoriana (le zitelle non erano molto popolari e dovevano sempre sperare nella carità di un fratello o di un parente in generale), le ereditiere che disponevano di una grande dote erano mogli ambitissime, capaci di risolvere i guai economici dei futuri mariti; la dote era messa da parte sin dall'infanzia e ciò era motivo di orgoglio per qualsiasi fanciulla consapevole che senza la quale difficilmente si sarebbe sposata.

sabato 12 maggio 2012

Nuovo approfondimento: la pittura preraffaellita




Ecco un nuovo interessantissimo approfondimento relativo a Niamh delle fate, stavolta scopriremo le origini del movimento preraffaellita, che come sapete è stata una delle fonti d'ispirazione più importanti per la nostra storia! L'approfondimento è stato scritto dalla mia cara coautrice Vele Ivy, v'invito a cliccare il link sottostante per leggere l'articolo:




martedì 1 maggio 2012

Vita di John Keats: "Una cosa bella è una gioia per sempre"





Nato a Londra il 31 ottobre 1795, John Keats era il primo di cinque figli, passa gli anni dell'infanzia nella tenuta di Finsbury che il padre amministrava. Nel 1803 si iscrive alla scuola del reverendo Clarke, a Enfield; il figlio di Clarke sarà colui che avvierà il futuro poeta alla scoperta della letteratura. Alla morte del padre, i fratelli Keats vengono mandati dai nonni materni, John e Alice Jennings, dopo la morte del nonno, Alice nomina tutore dei ragazzi Richard Abbey, decisione che si rivelerà disastrosa: l'uomo infatti amministra con disonestà il patrimonio, affossando le finanze dei fratelli; principalmente sarà John a pagarne le conseguenze passando il resto della sua vita in ristrettezze economiche.

Nel 1811 Keats inizia a studiare come apprendista medico e farmacista e nel 1815 entra come studente in medicina al Guy's Hospital. Proprio durante il periodo di studi al Guy's Hospital Keats inizia a scrivere i primi versi. Nonostante studi con impegno e con profitto (passato un esame nel luglio del 1817 sembra pronto per far pratica come farmacista, chirurgo e medico), la letteratura diventa una presenza sempre più importante nella sua vita.










il 5 maggio del 1816 l'Examiner pubblica la sua prima poesia: O Solitude; in ottobre compone On Firts Looking into Chapman's Homer e fa amicizia, tra gli altri, con Leigh Hunt che lo indica come una promessa in un articolo uscito sull'Examiner. Nel 1817 Keats va a vedere i marmi del Partenone al British Museum, la bellezza di queste opere del mondo classico lo colpisce a tal punto da ispirargli in seguito l'Ode su un'Urna Greca. In marzo esce la sua prima raccolta poetica: Poems. In quel periodo si trasferisce ad Hampstead con i fratelli, dove l'anno seguente incontra Fanny Brawne, il suo grande amore. In aprile si reca all'isola di Wight e inizia a scrivere l'Endimione ("A thing of beauty is a joy forever"). In quello stesso anno conosce quelli che saranno i suoi amici più cari e le persone a lui più vicine: Charles Brown, Jospeh Severn e Richard Woodhouse. In ottobre la rivista letteraria Blackwood inizia una campagna denigratoria contro "la scuola di Hunt" chiamata negativamente "Cockney School". In quel periodo il fratello Tom si ammala di tubercolosi e il poeta lo assiste fino alla fine.

Intanto, purtroppo le poesie di Keats non ricevono critiche positive e l'Endimione viene duramente stroncato dai detrattori del poeta. Tuttavia, Keats continua a scrivere: La Vigilia di Sant'Agnese, La Vigilia di San Marco, Ode a Psyche, La Belle Dame Sans Merci, Ode a un Usignolo, Ode su un'Urna Greca, Ode alla Malinconia, Ode all'Indolenza, Lamia, La Caduta di Iperione e All'Autunno; questo è il periodo migliore per la vita poetica di Keats, il suo Grande Anno, grazie all'amore e all'ispirazione della sua musa, Fanny, con cui si fidanza.  








Nel 1820 si manifestano i primi segni della tubercolosi; la gravità degli attacchi, spinge il medico a consigliare al poeta un soggiorno in Italia, certo che un clima più mite potesse favorirne la guarigione. Così Keats e Severn partono per l'Italia, arrivando a Roma il 15 novembre per stabilirsi a Piazza di Spagna. Purtroppo il trasferimento si rivela inutile, Keats è consapevole di essere quasi alla fine: il 23 febbraio 1821 muore tra le braccia di Severn al quale lascia le sue ultime parole "Severn, sollevami perché sto morendo - morirò facilmente - non spaventarti - grazie a Dio è arrivata". Aveva solo 25 anni. Keats verrà sepolto nel Cimitero Acattolico di Roma, la sua lapide reca la frase "Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua".

La cosa che più colpisce di John Keats è che è morto con la convinzione di essere stato un fallito come poeta, quando invece in seguito è stato rivalutato ed è a tutt'oggi considerato il più grande poeta inglese, indiscussa figura di spicco del movimento romantico, grazie a poesie stilisticamente perfette ed evocative.



martedì 24 aprile 2012

Niamh delle fate: riferimenti storici, ambientazioni, nomi dei personaggi e stile narrativo





Attraverso fitti e frequenti scambi di e-mail abbiamo elaborato la linea temporale e confrontato le nostre ricerche sulle ambientazioni (da Londra al villaggio di Watton-at-Stone, di cui io ho detto "Ho valutato altre cittadine, ma erano tutte o troppo famose per altre cose o troppo grandi, mentre io volevo un posticino tranquillo e ritirato!") e i riferimenti storici.
Niente è stato fatto per caso, la stessa nazione di origine di Friedrich von Werther, l'Austria, è stata stabilita da me dopo uno studio sulle nazioni europee più influenti dell'epoca.

Vele Ivy ha provveduto a trovare il business "adatto" alla famiglia di Niamh, identificandolo nella coltivazione e lavorazione del lino, tipico della contea irlandese dell'Ulster. Io commentai così questa scelta:

Un commercio molto romantico, direi! Hai ragione, grano o bestiame non sarebbero stati adatti al nostro racconto che deve essere delicato, romantico, suggestivo ed evocativo!

Inoltre, la data della loro fuga dalla terra natale combaciava con il periodo della grande carestia (1845-1848), che fece emigrare tantissimi irlandesi.

I nomi dei protagonisti

Per Niamh Vele Ivy si è ispirata ad una leggenda irlandese che ha scritto anche su Colorare la vita:

A me piacerebbe chiamarla Niamh, che ne dici? E' un nome irlandese che significa "lucentezza" e poi è il nome della leggenda irlandese che ho scritto qui

E per il cognome:

Niamh O'Brien, che ne dici? O'Brien è il vero cognome di Anne Rice, autrice di romanzi gotico-fantasy che mi piacciono molto. Anche la sua famiglia è di origini irlandesi.

Io ho trovato il nome a Thomas:

Per il pittore io avevo pensato di chiamarlo Thomas Crawley (il cognome è un omaggio a Downton Abbey!), che ne dici, ti piace?

Io ho deciso di chiamare Gineva la studentessa di storia dell'arte che scopre la vicenda, perché è un nome che mi piace moltissimo, e la cosa straordinaria è che anche Vele Ivy ama questo nome:

Ginevra è uno dei miei nomi preferiti da sempre!!! Ottimissima scelta!

La scelta del nome della sorella di Thomas è stata una geniale intuizione di Vele Ivy che ho condiviso al volo:

Partendo dalla tua idea (un parente di Thomas che racconta la storia a Waterhouse) ho aggiunto il personaggio della sorella di Thomas. Io la chiamerei Jane, visto che come la nostra paladina Jane Austen in qualche modo ha dato vita ad una storia d'amore...

Infine, bisognava trovare un nome adatto per il nobile austriaco che Niamh deve sposare, dopo averci riflettuto un po' ho avuto la giusta intuizione:

Riguardo al nome del nobile austriaco... ho avuto un'idea: ho pensato di cercare un cognome citato in un romanzo di qualche autore tedesco famoso, avendo subito pensato a Goethe ho cercato un nome tra i suoi scritti... e ho trovato che Werther sarebbe perfetto!!!! Anche perché leggendo la trama del Werther ho trovato un sacco di punti di contatto con la nostra storia e sarebbe una citazione nella citazione (ragazzo che s'innamora di una ragazza già promessa ad un altro uomo e alla fine muore a causa della delusione), quindi ho pensato che il nostro nobile potrebbe chiamarsi Friedrich von Werther, che ne pensi?

Il nome di Kathleen, invece, fu scelto da Vele per due ragioni: la prima è che cercava un nome molto diverso da quello di Niamh, per segnalare il contrasto tra le due sorelle. Ci voleva un nome lungo, diffuso in Irlanda ma meno particolare di Niamh. Proprio in quel momento Vele stava leggendo il libro "La scoperta dell'Irlanda di bar in bar" di Pete McCarthy, in cui il nome Kathleen è molto presente... ed era anche perfetto per il personaggio!

Lo stile narrativo

Un altro momento cruciale è stato decidere la voce narrante della storia. Inizialmente io avevo proposto lo stesso Waterhouse quale narratore, dal momento che è un personaggio importante del racconto e ha conosciuto di persona Thomas, solo che questa soluzione avrebbe portato dei problemi come mi fece notare Vele Ivy:

A me piace l'idea che il narratore sia Waterhouse, perché così lo si rende più protagonista, se no si rischia di tenerlo un po' in secondo piano. Però trovo sia difficile scrivere un intero racconto con lo stile e il punto di vista che avrebbe avuto il pittore all'epoca, anche tenendo conto che si tratta di un personaggio veramente esistito e quindi si potrebbe incappare facilmente in errori/anacronismi. Come compromesso avrei pensato: e se ipotizzassimo che la storia è stata scoperta da uno scritto di Waterhouse? (una specie di diario, o una lettera). Così potremmo riscriverla dal nostro punto di vista e in qualche punto riportare le testuali parole del pittore, anche per dare più movimento al racconto.

Dopo aver riflettuto su questo aspetto ho pensato di dare vita al personaggio della studentessa che si reca in Inghilterra per le ricerche della tesi, lei avrebbe trovato la lettera scritta da Waterhouse con il racconto di tutta la vicenda e lei sarebbe stata l'ideale voce narrante:

Potremmo immaginare, allora, che una studiosa o una studentessa abbia ritrovato casualmente la lettera scritta da Waterhouse e abbia così scoperto al storia di Thomas e Niamh, quindi il racconto è scritto da questa figura fittizia con riferimenti e citazioni della lettera di Waterhouse, che ne dici?

lunedì 16 aprile 2012

Come nasce un racconto preraffaellita (a quattro mani)




Oggi vi parleremo della nascita del racconto Niamh delle fate, una musa preraffaellita, scritto assieme a Vele Ivy. Una serie di The making of, insomma!

Scrivere una storia intera con un'altra persona che condividesse le mie passioni era un desiderio che coltivavo da tempo, ma avevo letto che non è facile accordare la propria scrittura con quella di qualcun altro, e trovare la sintonia giusta per terminare un intero racconto. Eppure per noi non è stato così: la nostra collaborazione è nata per caso, quasi per gioco, e si è sviluppata sempre di più; abbiamo trovato subito una grande sintonia su tutto, un'unica mente dedita alla storia che abbiamo creato, e di cui ci siamo innamorate!

Da cosa è sorta l'idea di scrivere il racconto a quattro mani?

Tutto è nato da un mio commento al racconto di Vele Ivy La bambola fantasma:

Bellissima questa fiaba, complimenti! Prima o poi dobbiamo scrivere una storia insieme, che ne dici?

Vele Ivy era entusiasta dell'idea e da qui è iniziato un fittissimo scambio di mail!

La nascita della trama

Vele Ivy mi scrisse se avessi qualche idea particolare, e io le risposi:

Un'idea be precisa non ce l'ho, però mi piacerebbe se fosse un racconto ambientato nell'Inghilterra dell'Ottocento, magari con una storia d'amore e qualche inserto mistery/gotico! Mi piacerebbe che la storia fosse costruita attorno ad un quadro... non so un amore perduto o impossibile... qualcosa di romantico e struggente! Visto che tu ami tanto i Preraffaelliti si potrebbe trarre ispirazione da lì!

Vi ricorda qualcosa?

Vele Ivy scelse La belle dame sans merci di Waterhouse, per due ragioni: Waterhouse è il suo preraffaellita preferito, e inoltre il quadro era basato su una ballata di Keats, che raccontava una storia d'amore impossibile con personaggi fatati... e lei adora le fate!

A me l'idea piacque subito:

Leggendo i versi (della ballata di Keats n.d.r.) e pensando ad una possibile trasposizione realistica, mi viene in mente che la bella dama potrebbe essere una Lady, moglie di un nobile, e il cavaliere potrebbe essere un giovane pittore chiamato a farle il ritratto...

Inoltre ebbi l'idea che la storia de La belle dame sans merci potesse essere vissuta nella mente del pittore, dopo la tragica fine dell'amore con la dama:

magari è ossessionato dalla ballata di Keats perché rivede la sua storia in quella dei personaggi

Vele Ivy ovviamente desiderava metterci anche un po' d'Irlanda e un po' di fate:

Ho pensato che la dama potrebbe essere una "fanciulla da marito", magari di origini irlandesi e questo spiega i capelli rossi e l'aspetto "fatato".

Inoltre desiderava inserire dei riferimenti alla ballata di Keats:

Nella ballata di Keats si racconta che la "corte" che circonda la dama è costituita da "pallidi re e principi", questa cosa potrebbe essere richiamata dall'aspetto dei familiari, come lei di carnagione lattea. Altro richiamo potrebbe essere la corona di fiori, con cui la dama posa per il dipinto, e "la canzone di fata": in Irlanda c'è una grande tradizione di ballate popolari e la dama potrebbe cantarne qualcuna al pittore. Insomma, sarebbe bello usare un po' di questi richiami al testo!

Lunedì prossimo vi parleremo dei riferimenti storici, ambientazioni, nomi dei personaggi e stile narrativo di Niamh delle fate! Continuate a seguirci!

lunedì 2 aprile 2012

Contenuti speciali di Niamh delle fate

La belle dame sans merci, immagina tratta da www.viona-art.com


Conclusa la pubblicazione degli episodi di Niamh delle fate le sorprese non finiscono! Infatti, Vele Ivy ed io abbiamo preparato una serie di "contenuti speciali": approfondimenti circa le tematiche affrontate nel racconto, utili per capire più a fondo il contesto della storia e per rivivere ancora un po' le emozioni che ci hanno accompagnato in queste settimane! Tali approfondimenti verteranno sul movimento Preraffaellita - dalle origini a Waterhouse, ultimo esponente di questa corrente -, su John Keats e la sua splendida ballata che è stata grande fonte d'ispirazione per noi e sulle regole e convenzioni del matrimonio vittoriano, che hanno condizionato in maniera tragica l'epilogo della storia d'amore tra Niamh e Thomas. La novità riguardante questi approfondimenti è che non saranno pubblicati in entrambi i blog, ma saranno divisi: su www.colorarelavita.blogspot.com Vele Ivy pubblicherà i tre approfondimenti sui Preraffaelliti, mentre io sul mio blog pubblicherò quelli su Keats e sul matrimonio vittoriano; vi invitiamo pertanto a leggere i post di entrambi i blog per conoscere meglio questi argomenti!
Prima di questi approfondimenti, però, pubblicheremo due post sul Making of del racconto: un behind the scenes per scoprire i retroscena e le curiosità che stanno dietro alla nascita della storia, un'avventura straordinaria dal titolo Niamh delle fate!
Terminati questi contenuti speciali sarà la volta del gran finale: pubblicheremo infatti l'ebook da scaricare liberamente che riunirà tutta la storia! Sì, proprio l'ebook ampiamente annunciato al termine di ogni episodio pubblicato nei blog! Vi invitiamo fin da ora a non perdere l'occasione di leggere l'ebook perché sarà una sorta di Director's cut dal momento che saranno presenti molte parti inedite del racconto, parti mai lette, che vi aiuteranno a svelare meglio tanti altri punti della storia!
Continuate a vivere le emozioni di Niamh delle fate insieme a noi!
Lunedì prossimo ci sarà una pausa per le vacanze di Pasqua, quindi il primo contenuto speciale ci sarà lunedì 16 aprile!

lunedì 26 marzo 2012

Niamh delle fate, una musa preraffaellita - Ep. 8: Insieme

Episodi precedenti:








Episodio 8. Insieme

Waterhouse nel finale della lettera riportava che Thomas era tornato a Watton-at-Stone dopo la malattia e che folle e disperato aveva continuato a vagare per la campagna recitando passi della ballata di Keats, sempre convinto di essere il cavaliere della storia, e che aveva continuato a disegnare il volto dell'amata perduta fino alla sua morte avvenuta nel 1892.





Disegno di Silvia con elaborazione grafica di Vele Ivy




Jane alla morte del fratello aveva inviato lo studio preparatorio del ritratto di Niamh a Waterhouse, spiegandogli che era l'unica opera del fratello che non era andata perduta: purtroppo tutte le altre erano state bruciate da Thomas stesso in un impeto di follia, mentre il ritratto originale era stato dato via da Friedrich von Werther, il marito di Niamh, dopo la morte della moglie e nessuno sapeva dove fosse finito. Provando troppa pena nel conservare quell'unico disegno, visto che lei in qualche modo si riteneva colpevole per lo sfortunato amore, ma non avendo il coraggio di distruggerlo, infine era giunta alla soluzione di spedirlo a Waterhouse, sicuramente la persona più adatta per averne cura e preservare il ricordo del fratello. Ricevuto il disegno, Waterhouse si sentì sorpreso e commosso dal gesto di Jane, considerando che in tutti quegli anni non aveva mai smesso di essere "ossessionato" dalla triste storia di Niamh e Thomas, a tal punto che decise di utilizzare come base lo schizzo di Thomas per dare volto alla sua Belle dame sans merci con le fattezze di Niamh e il cavaliere con le fattezze di Thomas. Waterhouse aveva spiegato così la ragione di tale decisione: "Desidero fare in modo che i due innamorati possano essere riuniti e immortalati nel mio dipinto, visto che non hanno potuto vivere il loro amore nella realtà". Quando terminai di leggere nel mio spirito regnava un grande sconvolgimento, e non poteva essere diversamente dopo essere venuta a conoscenza di una storia tanto struggente. Per qualche istante, tenendo tra le dita i fogli, cercai di respirare profondamente e di raccogliere le idee che mi si erano affollate nella testa durante la lettura. La consapevolezza di aver scoperto un documento eccezionale, come uno scritto inedito di Waterhouse, era niente in confronto alla straordinaria storia che ne era emersa, una storia probabilmente sconosciuta al resto del mondo. Istantaneamente provai un senso di gelo al pensiero che nessuno conoscesse la storia di Niamh e Thomas, mi sembrò una seconda ingiustizia nei confronti dei due innamorati già così duramente provati da un destino avverso. Ci pensai un po', poi giunsi alla conclusione che il minimo che potessi fare era quello di far conoscere una storia d'amore rimasta sepolta nell'oblio per oltre un secolo, questo cambiando il mio progetto di tesi: capii che dovevo farla su Thomas e il suo ritratto di Niamh. Mi sembrava tutto così ovvio, il fatto che proprio io avessi scoperto la lettera di Waterhouse era il segno che dovevo essere io a raccontare questa storia. Presa la mia decisione, tornai ancora una volta a vedere il ritratto di Niamh, mentre la sua attenzione era puntata sul magico cerchio delle fate che solo lei riusciva a vedere, io le "promisi" che avrei fatto del mio meglio per raccontare la sua storia e renderle giustizia. In seguito, presi il primo aereo diretto in Germania e andai a vedere La belle dame sans merci, conservata nel Hessisches Landesmuseum; rimasi a lungo ad osservare il quadro, commossa perché mi rendevo conto che quella era la prima volta che lo vedevo in tutta la sua verità, con gli occhi della consapevolezza ero in grado di vedere il messaggio segreto che vi era stato nascosto. Indugiai, fino quasi all'ora di chiusura, dinanzi al quadro e infine liberai la commozione che mi attanagliava trasformandola in un sorriso dal profondo del cuore: perché Niamh e Thomas, lì immortalati, dovunque si trovassero in quel momento... erano insieme ed erano felici.






John William Waterhouse, La belle dame sans merci





Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Tutte le immagini di Waterhouse che compaiono negli episodi sono tratte da: www.jwwaterhouse.com

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

lunedì 19 marzo 2012

Niamh delle fate, una musa preraffaellita - Ep. 7: La separazione

Episodi precedenti:







Episodio 7. La separazione

Il periodo più felice dell'amore tra Thomas e Niamh culminò in un giorno di sole, mentre stavano facendo una delle loro consuete passeggiate attraverso i campi che circondavano la tenuta degli O'Brien. Niamh aveva appena visto il quadro quasi ultimato: una fanciulla dal dolce sorriso che guardava qualcosa di meraviglioso che sfuggiva allo spettatore; il tutto era circondato da un'aura soffusa, e sulla coroncina che le circondava il capo una spruzzata d'oro dava l'impressione che una fata fosse passata di là per spargere la sua polvere magica. Niamh chiese come gli fosse venuta l'idea di ritrarla in quella posa, e di conferire all'opera un'atmosfera tanto magica. Thomas rispose: E' tutto merito tuo... di quello che sei e di quello che mi hai raccontato".





Edward Hughes, Midsummer Eve




E spiegò che i primi tempi si era sentito inadeguato perché non sapeva che taglio dare al dipinto: voleva che comunicasse allo spettatore qualcosa di profondo, che andasse oltre alla semplice trasposizione di un volto su tela. Niamh, percependo la sua scontentezza, aveva cominciato a cantargli ballate e raccontargli leggende irlandesi, cercando di distrarlo dal suo stato d'animo cupo. Gli rivelò che la sua leggenda preferita raccontava di una sua omonima, cioè la piccola Niamh, l'unica del villaggio ad udire i canti delle fate che di notte danzavano in cerchio. Un giorno - nonostante tutti le dicessero di starne lontana - si unì al cerchio delle fate, e di lei si perse ogni traccia. Thomas rimase stregato da questa leggenda, tanto che decise di ritrarre la sua musa nelle vesti di una novella Niamh che ascolta il canto delle fate. Solo lei poteva percepire la presenza del Piccolo Popolo, e il suo sorriso era quello di chi è circondata dalla magica atmosfera delle fate. Per questo Thomas stabilì di sottotitolare il ritratto "Niamh delle fate". Non aveva quasi parole per esprimere alla fanciulla la sua gratitudine, visto che senza i suoi racconti non avrebbe saputo conferire all'opera lo spirito che la rendeva speciale. "Quando mi hai raccontato quella leggenda ho avuto un'illuminazione, ed ero così contento che avrei voluto abbracciarti" riuscì a confessarle a occhi bassi. "E allora perché non lo fai adesso?" Gli domandò lei spontaneamente. Thomas avvampò, ma il richiamo della sua fata era così irresistibile che vinse ogni timore e la strinse tra le sue braccia, tenendola così per un lasso di tempo che sembrò ad entrambi eterno e brevissimo, contemporaneamente.






Disegno di Silvia




Persi l'uno nell'altra, non si accorsero che da dietro un albero un'esile figura dai selvaggi riccioli rossi li stava spiando. Il giorno dopo, Thomas cominciò a notare qualcosa di strano in Niamh. Non era più allegra e spensierata come al solito, era silenziosa e gli occhi cerchiati di rosso facevano pensare che avesse pianto di recente. In più, nella stanza dove posava si era presentata anche la sorella Kathleen, dicendo che Niamh non poteva più stare sola con Thomas, perché non si confaceva ad una dama del suo rango. Il pittore cercò più volte di capire il motivo del cambiamento, ma Niamh evidentemente non voleva parlarne davanti alla sorella, e tutto quello che Thomas ottenne fu la promessa di sapere tutto alla fine del dipinto. Il giovane, confuso e preoccupato, si diede da fare per terminare il dipinto velocemente e scoprire così il segreto della sua musa. L'ultimo giorno arrivò, e Thomas era pronto a fronteggiare la verità. Niamh era restia, anche perché Kathleen non li lasciava un attimo ed era presente perfino in quel momento, ma Thomas fu irremovibile. Alla fine la fanciulla spiegò, con voce tremante: "Non te l'abbiamo mai detto, ma in realtà il dipinto che hai appena ultimato è destinato ad un nobile austriaco... che i miei genitori vorrebbero diventasse il mio sposo". Thomas scosse la testa, incredulo: "Non credo di aver capito". "Mia sorella è destinata da anni a sposare il conte Friedrich von Werther - si intromise Kathleen - in modo da ottenere il titolo nobiliare per la nostra famiglia. I von Werther saranno anche nobili ma non se la passano bene economicamente, devono ancora pagarci l'ultimo carico di lino. Nonostante ciò, sembra che non siano troppo desiderosi di imparentarsi con una famiglia di commercianti irlandesi... papà ha sempre detto che se Friedrich vedesse Niamh non avrebbe più nessun dubbio a sposarla, per questo ha voluto commissionare un suo ritratto da mandare in Austria. Non te l'abbiamo mai detto perché papà è molto orgoglioso e non gli va che dobbiamo fare tutti questi sforzi per imparentarci con una famiglia di stranieri". "Non può essere. Niamh, dimmi che non è così" la implorò Thomas. "Quanto ti ha detto Kathleen è la verità" confermò amaramente la fanciulla.





Dante Gabriel Rossetti, Ritratto di Elizabeth Siddal




Thomas si sentì come se gli avessero inferto una pugnalata in pieno petto. Il ritratto che aveva dipinto con tanta passione era destinato a far innamorare della sua donna un altro uomo, e tutto questo gli era stato nascosto fin dall'inizio. Si sentì tradito da tutti, ma in particolare da Niamh. Senza dire una parola, si girò e uscì dalla stanza. Il suo cavallo era già stato sellato e condotto nel giardino: ora che aveva portato a termine il suo lavoro, gli O'Brien evidentemente non vedevano l'ora che se ne andasse. Ed in effetti è quanto fece, galoppando a velocità folle fino a Londra, senza voltarsi nemmeno una volta. Invano Niamh tentò di svincolarsi dalla sorella e sellare un cavallo per inseguirlo: le fu proibito. Voleva spiegargli tutto, voleva rivelargli che la sera dopo il loro abbraccio Kathleen - che li aveva sorpresi - aveva riferito tutto ai genitori. E' per questo che le avevano impedito di stare da sola con lui, ed è per questo che appariva sempre pallida e stanca: tutte le notti li implorava di non mandare il ritratto in Austria, perché amava Thomas e non voleva sposare un altro uomo. A Londra, il giovane pittore cominciò a frequentare le bettole dei quartieri più miseri, nel tentativo di dimenticare l'amore tradito stordendosi con l'alcol. E' proprio in questo periodo che cominciarono a farsi strada nella sua mente i versi di Keats, che aveva imparato anni fa, poiché si convinse che Niamh non era la dolce fata che aveva sempre creduto, bensì una dama senza pietà che l'aveva stregato e poi abbandonato. Tali deliri divennero per lui la realtà di tutti i giorni, senza aver più bisogno dell'alcol a supportarli, quando seppe poco tempo dopo la triste fine di Niamh. Passato un mese dalle nozze con Friedrich von Werther, fu trovata morta per cause sconosciute, con le lettere di Thomas tra le mani.







John Everett Millais, Study for Ophelia




Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

lunedì 12 marzo 2012

Niamh delle fate, una musa preraffaellita - Ep. 6: L'incanto

Episodi precedenti:
1. Il ritratto
2. Guarda dentro
3. Follia
4. L'incarico
5. L'incontro

Episodio 6. L'incanto





Psyche Entering Cupids Garden, John William Waterhouse




Thomas venne invitato a stabilirsi alla tenuta per poter lavorare meglio al suo quadro, vivere in un luogo tanto maestoso lo metteva quasi a disagio ma si ripeteva che se desiderava intraprendere una seria carriera di pittore non poteva sentirsi in imbarazzo come uno sciocco trovandosi in ambienti ricchi. Per fortuna poteva contare su una modella paziente e dotata di spirito, capace di rimanere ore e ore ferma nella stessa posizione senza mai muoversi o emettere un lamento; inoltre, Niamh sembrava emanare luminosità, fiducia e serenità perché Thomas, che come ogni artista spesso aveva momenti di crisi e di dubbio, quando si trovava insieme a lei si sentiva perfettamente rilassato e in grado di lavorare al meglio al suo quadro, il giovane amava pensare che la sua modella avesse qualche misteriosa dote magica. Entrare in sintonia con lei era stato semplice e spontaneo, la fanciulla aveva il dono di mettere le persone a proprio agio, era di indole gentile e non lesinava mai sorrisi d'incoraggiamento, talvolta Thomas si scopriva a guardarla di nascosto con occhi affascinati, la osservava per carpirne l'anima e la trovava assolutamente perfetta nel suo abito azzurro e con i splendidi lunghissimi capelli rossi sciolti sulle spalle, inoltre la coroncina di fiori che indossava sul capo le dava un incredibile aspetto regale, era la personificazione della Regina delle fate. Durante le lunghe ore passate nello studio, mentre lui dipingeva, Niamh lo intratteneva cantando canzoni tradizionali irlandesi con la sua voce incantevole che pareva far passare il tempo molto più in fretta, altre volte gli raccontava storie e leggende irlandesi che lo affascinavano e lo facevano sognare ad occhi aperti. Nei momenti di pausa, la fanciulla si avvicinava alla tela per constatare i progressi e si dimostrava particolarmente interessata alla pittura facendo molte domande a Thomas sul suo lavoro, alle quali lui rispondeva con estremo piacere. Capitava di frequente che i due passeggiassero in giardino, giacché Niamh amava la natura e adorava essere immersa nel verde, in tali occasioni si raccontavano reciprocamente il loro passato: Niamh rievocava gli anni dell'infanzia trascorsi nel suo villaggio in Irlanda, di cui conservava parecchi ricordi avendo vissuto laggiù fino ai 7 anni; gli raccontava di come le tradizioni e la cultura d'origine fossero rimaste impresse in lei, raccontava delle persone che aveva conosciuto, della natura del luogo e i suoi occhi brillavano come non mai in quei momenti.






Howt, Irlanda. Foto di Vele Ivy





Thomas, dal canto suo, le raccontava della passione per la pittura che aveva sentito in lui fin dall'infanzia, raccontò a Niamh quando verso i 10 anni aveva conosciuto un importante paesaggista che si era recato nei dintorni del suo villaggio per trarre l'ispirazione per un nuovo lavoro; le spiegò che i suoi genitori e la sorella avevano lavorato duramente per consentirgli di studiare pittura e che lui si sentiva in dovere di onorare i loro sacrifici diventando un pittore rispettato e apprezzato. Niamh comprendeva appieno la speranza di affermarsi che animava il giovane e lo ammirava per la sua determinazione e la sua forza di volontà, lo ammirava sempre di più. Giorno dopo giorno, sempre più vicini a causa delle lunghe sedute in studio e delle frequenti escursioni e soprattutto sempre più vicini di spirito e di anima, Niamh e Thomas si scoprirono innamorati, un amore delicatissimo sbocciato in maniera spontanea quasi senza che i due se ne accorgessero. L'estrema gioia nel ritrovarsi insieme, nel conversare, nello scambiarsi pensieri non poteva che tradire un sincero, puro sentimento che stava nascendo nei loro cuori. Quando la consapevolezza fu totale per entrambi non ci fu nemmeno bisogno di parlarne apertamente, perché le loro due anime erano in grado di comunicare senza parole e di comprendersi come nessun altro poteva fare. La loro era una complicità di sguardi, di sorrisi, di anime affini che si erano ritrovate come per incanto nello stesso luogo e nello stesso tempo. Un segreto magico come il regno delle fate che animava i racconti di Niamh, il loro segreto. Quando l'amore conquistò i loro cuori, i due iniziarono a scriversi di nascosto messaggi in versi, codice scelto da entrambi, in cui parlare del loro sentimento. Non potevano credere che esistesse tanta gioia al mondo quanta ne riuscivano a contenere nelle loro anime, si sentivano immersi in uno stato di grazia perfetto e incantevole in cui niente poteva essere sbagliato o fuori posto; si sentivano privilegiati a poter amare così tanto, a potersi guardare negli occhi con tale immensa perfezione. Si auguravano che tanta grazia potesse investire tutto il mondo e si cullavano nel loro piccolo regno, un regno in cui solo loro avevano il permesso di entrare. Tale incanto era il loro più grande segreto, un segreto inaccessibile agli altri. Quello fu il periodo più felice per i due innamorati, Niamh era più luminosa che mai, cosa che nessuno mancò di notare, e Thomas dava il massimo nella sua arte: il quadro infatti era straordinariamente bello, sembrava addirittura "vivo" ed era pieno d'amore per la sua musa... di cui era innegabilmente una segrata dichiarazione d'amore.

Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Tutte le immagini di Waterhouse che compaiono negli episodi sono tratte da: www.jwwaterhouse.com

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

lunedì 5 marzo 2012

Niamh delle fate, una musa preraffaellita - Ep. 5: L'incontro

Episodi precedenti:
1. Il ritratto
2. Guarda dentro
3. Follia
4. L'incarico

Episodio 5. L'incontro




Castello di Howt, Irlanda. Immagine di Vele Ivy




Era un Thomas ricco di giovanili speranze, quello che si recò per la prima volta nella tenuta degli O'Brien, ricchissima famiglia irlandese che gli aveva commissionato un ritratto. Il suo primo incarico ufficiale! Il giovane non stava più nella pelle, era emozionato ma anche sicuro di dare il meglio, perché il ritratto era il genere che amava di più e gli veniva meglio. Come dimostrazione del suo lavoro, aveva portato con sé lo studio preparatorio del dipinto di cui andava più orgoglioso: il ritratto che aveva fatto alla sorella Jane in occasione delle sue nozze. L'espressione che aveva colto sul volto della sorella rendeva appieno l'orgoglio e la piena felicità di Jane, che dopo tanti sacrifici era riuscita ad ottenere quello che più sognava, cioè un marito serio e affidabile e una casetta tutta per sé. La dimora degli O'Brien era grande e sfarzosa, ma l'elemento che colpiva più, a colpo d'occhio, erano i campi di lino che circondavano la tenuta, creando delle meravigliose macchie di azzurro. Un po' intimorito, si presentò all'uscio e si fece annunciare... subito fu accolto dal capo famiglia insieme alla moglie e tre dei loro sette figli, che gli diedero il benvenuto parlando tutti insieme ad alta voce. Lo condussero ad una lunghissima tavolata e gli offrirono una pinta di birra. Elogiarono molto il ritratto di Jane, ma non si accontentarono di parlare di pittura: vollero sapere tutto della vita del giovane, e a loro volta gli raccontarono le vicissitudini che avevano passato in Irlanda, prima di giungere a Watton-at-Stone e avviare il fiorente mercato della tessitura del lino. Thomas da una parte era contento dell'accoglienza ma anche frastornato, visto che la sua indole introversa e riflessiva non era adatta a relazionarsi con gente tanto vulcanica. Nel contempo, il suo occhio da pittore studiava i tratti della famiglia: il capofamiglia e i figli avevano un aspetto molto simile tra loro ed era possibile che queste caratteristiche fossero le medesime che avrebbe dovuto ritrarre nella figlia maggiore, Niamh. Avevano tutti i capelli rossi, in diverse gradazioni, erano di statura alta e la loro carnagione era molto chiara. Come se avesse colto il filo dei suoi pensieri, Mr O'Brien gli chiese, improvvisamente:

"Sarai curioso di vedere la nostra Niamh, vero? Kathleen, conduci il pittore da tua sorella."

"Va bene, padre. Niamh sarà di sicuro nei campi dietro casa a raccogliere fiori e intrecchiare ghirlande." E così lo precedette saltellando, facendogli strada. Thomas faceva fatica a starle dietro: gli sembrava di inseguire un folletto. Anche il suo aspetto contribuiva a farla sembrare uno spiritello del Piccolo Popolo: la struttura esile contrastava con la gran massa di capelli ricci, rosso carota; aveva zigomi pronunciati cosparsi di lentiggini e grandi occhi azzurri. Non aveva nessun timore nello stare da sola con un uomo, e Thomas rifletté che probabilmente in quella famiglia le donne avevano più libertà di quanto fosse abituato a vedere lui, forse perché avevano avuto un ruolo importantissimo nell'attività che aveva reso ricco il clan, cioè la tessitura del lino. Ormai la famiglia O'Brien non svolgeva più il duro lavoro manuale, visto che erano a capo di un'attività avviatissima, ma i primi tempi erano stati operativi come ora lo erano i loro lavoranti. Kathleen, intanto, parlava senza sosta: "Niamh ha già venticinque anni e non è ancora sposata. Io spero proprio di non arrivare alla sua età ancora nubile! Voglio trovare un marito quanto prima, però deve essere bello e affascinante, e ovviamente ricco, e... oh, eccola qua."





My sweet rose, immagine di John William Waterhouse






E detto questo, si fermarono entrambi davanti ad una visione meravigliosa. Niamh stava stringendo delicatamente una rosa tra le mani, per sentirne il profumo. Thomas scorse in lei qualcosa che non c'era negli altri membri della famiglia, cioè una grazia naturale che rendeva elegante ogni suo movimento. Se Kathleen sembrava un folletto, Niamh era una fata. Era alta e flessuosa, i lunghissimi capelli avevano una tinta rosso scuro che ricordava il tramonto, e i suoi occhi erano verdi come i prati d'Irlanda. Come lo scorse, lo guardò dritto negli occhi, ma con dolcezza, senza la sfrontatezza dei suoi parenti. Thomas provò una strana sensazione, come se da quel primo sguardo fosse nata un'intesa che non aveva mai provato con nessun altro.

Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Tutte le immagini di Waterhouse che compaiono negli episodi sono tratte da: http://www.jwwaterhouse.com/

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

lunedì 27 febbraio 2012

Niamh delle fate, una musa preraffaellita - Ep. 4: L'incarico

Episodi precedenti:




Episodio 4. L'incarico

Waterhouse dopo aver ascoltato le parole di Thomas non poteva che essere sconvolto: evidente com'era che l'uomo aveva totalmente perso il contatto con la realtà, ma si era smarrito in un mondo dai contorni inafferrabili in cui fate e cavalieri erano in balìa di un destino beffardo. Non poté evitare di provare una sincera pena nel constatare il triste stato in cui egli era ridotto senza possibilità di guarigione, il destino si era accanito nel modo più crudele con lui, condannandolo ad un eterno, terribile oblio dell'anima.





La belle dame sans merci, Henry Meynell Rheam




Mentre Waterhouse rifletteva amaramente, Thomas si era acquietato improvvisamente e in silenzio si era fermato a guardare con nostalgia nel vuoto, non un punto preciso, forse senza nemmeno esserne consapevole, come se fosse una foglia trascinata dal vento che compie i suoi giri in aria e poi cade a terra contro la sua volontà ma unicamente perché non può evitarlo. Thomas Crawley era ormai una foglia al vento rassegnato ad essere trascinato via contro la sua volontà, perché volontà non ne aveva più. Waterhouse rimase per un po' a fargli compagnia senza osare disturbare la sua contemplazione del nulla con domande inopportune, domande a cui l'altro non avrebbe mai potuto rispondere. Dopo un tempo difficile da calcolare, Waterhouse se ne andò lasciandolo alla sua solitaria follia, più si allontanava da Thomas più il suo cuore era stretto da una morsa malinconica che non gli dava tregua. Mentre abbandonava il luogo, si accorse che c'era una donna dinanzi a lui, la quale aveva certamente assistito alla scena e pareva lo stesse aspettando. La donna accennò un lieve sorriso quando lui si fermò facendole un inchino e lo ringraziò per aver tenuto compagnia al fratello, che in un angolo oscuro e smarrito del suo essere aveva certamente apprezzato il gesto. Notando lo stupore di Waterhouse a quelle affermazioni, la donna si presentò come Jane la sorella maggiore di Thomas, colei che aveva accolto in casa lo sfortunato pittore dopo la malattia e se ne prendeva cura insieme al marito; spiegò che permetteva al fratello di vagare da solo per la campagna perché credeva che quell'esercizio in qualche modo fosse un bene per lui, ma che lei non mancava di andare a controllarlo di tanto in tanto e quando aveva visto un accompagnatore al suo fianco, cosa assai insolita visto che dopo la malattia tutti gli amici di Thomas si erano dileguati, aveva pensato di restare in attesa per scoprire l'identità del forestiero. Mentre i due si dirigevano verso la casa della donna, Jane aveva iniziato a raccontare a Waterhouse tutta la storia dal principio.






La belle dame sans merci, Frank Cowper






Jane si era trasferita a Watton-at-Stone dopo il matrimonio, prima di sposarsi infatti aveva lavorato qualche tempo in casa degli O'Brien, una famiglia di origine irlandese, e quando casualmente aveva saputo che il padrone cercava un pittore per ritrarre la figlia lei si era permessa di fare il nome del fratello, un giovane pittore non ancora investito da incarichi ufficiali ma di grande talento, Jane sperava che la sua raccomandazione presso Mr O'Brien potesse favorire la nascente carriera di Thomas. Dopo che si furono accomodati davanti ad una tazza di tè, Jane riprese a narrare la storia, tornando indietro di cinque anni, al 1865. Thomas Crawley aveva 28 anni e si apprestava a lavorare al suo primo incarico ufficiale, un incarico molto importante ottenuto grazie all'intercessione della sorella: doveva dipingere il ritratto della figlia di una ricchissima famiglia di commercianti di lino di origine irlandese, gli O'Brien. La famiglia era emigrata nel 1847 dall'Ulster a seguito di una terribile epidemia di tifo causata da una carestia che aveva seminato la morte in tutta l'isola irlandese, i ricchi O'Brien avevano dovuto lasciarsi alle spalle tutto il loro avviato commercio e ricominciare da capo in Inghilterra; appena giunti erano riusciti a comprare un terreno per coltivare il lino e le donne della famiglia si occupavano di filarlo, gli inizi furono difficili ma grazie alla costanza e alla grande abilità nel lavorare il tessuto, ben presto riuscirono ad avviare un nuovo fiorente commercio di lino che dette loro fortuna sia in Inghilterra sia in Europa facendo tornare la famiglia all'antica ricchezza. Così Mr O'Brien probabilmente per celebrare il prestigio in società raggiunto dalla sua famiglia aveva deciso di chiamare un pittore per far ritrarre la figlia maggiore, Niamh.

Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!