E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

sabato 8 settembre 2012

Ritratto di signora: Vivien Leigh



Vivian Mary Hartley nacque a Darjeeling, in India, nel 1913; il padre era un ufficiale della cavallerie britannica. A sei anni la futura attrice venne mandata a studiare in un collegio in Inghilterra, giudicato dai suoi genitori il luogo ideale per la formazione scolastica della figlia; iniziò, allora, un lungo periodo nel quale Vivian frequentò diversi collegi in vari Paesi europei: questo la portò ad accrescere la sua cultura e a farle apprendere molte lingue. In quegli anni iniziò seriamente a prendere in considerazione l'idea di diventare attrice, anche stimolata dalle sue insegnanti che ne intravedevano già il talento. Ma in quegli anni cominciarono timidamente a mostrarsi i primi segni delle turbe mentali che in seguito avrebbero drammaticamente segnato la sua vita personale. Nel 1932, ad appena diciannove anni, sposò l'avvocato Herbert Leigh Holman, dal quale ebbe l'anno seguente la sua unica figlia, Suzanne. Nonostante questo, Vivian era un tipo troppo irrequieto per accettare una noiosa vita domestica, così riprese a seguire le lezioni all'Accademia di arte drammatica, momentaneamente abbandonate dopo le nozze, nella speranza di riuscire a sfondare. Nel 1934 arrivò un piccolo ruolo nel film Things Are Looking Up, ma fu lo spettacolo teatrale The Mask of Virtue a metterne in risalto le doti recitative: a quel punto il regista Alexander Korda la mise sotto contratto e nacque ufficialmente Vivien Leigh. In seguito conobbe l'uomo della sua vita con il quale formò un sodalizio artistico che li consacrò a "coppia reale del teatro inglese": Laurence Olivier. I due recitarono insieme nel film Elisabetta d'Inghilterra del 1937 e a teatro nell'Amleto; benché entrambi sposati, divennero ben presto amanti, nonostante Olivier fosse venuto a conoscenza fin da subito dei gravi sbalzi d'umore causati dalla malattia della compagna. Nel 1938 l'attrice girò Un americano a Oxford, pellicola che la fece conoscere in America; proprio in quel periodo gli Stati Uniti erano in fermento a causa della ricerca dell'interprete ideale per quello che sarebbe diventato il film più famoso della storia del cinema, Via col vento. Da almeno un paio d'anni la ricerca di Rossella O'Hara stava impazzando in tutto il Paese e il produttore David O. Selznick iniziava a disperare di riuscire a trovarla, questo finché suo fratello Myron, rimasto folgorato da Vivien, non la portò sul set a inizio riprese proprio quando il regista George Cukor stava girando la scena dell'incendio di Atlanta. La bravura, la bellezza e la determinazione di Vivien riuscirono a farle avere la parte. Il periodo delle riprese di Via col vento fu lungo e faticoso per lei: non aveva stima per Victor Fleming - regista subentrato in corsa al posto di Cukor - e spesso litigava con Clark Gable; inoltre, soffriva per la lontananza da Olivier. Comunque, il film fu un successo epocale e le regalò il suo primo Oscar. Quando entrambi ottennero il divorzio, Vivien e Olivier si sposarono in gran segreto nell'agosto del 1940. Ora che erano finalmente marito e moglie, Vivien desiderava tornare a lavorare con Olivier e tentò, senza successo, di farsi scritturare in diversi film nei quali lui figurava come protagonista maschile tra cui Rebecca, la prima moglie e Orgoglio e pregiudizio; in quell'anno, girò Il ponte di Waterloo. In seguito i due coniugi misero in scena a Broadway Romeo e Giulietta che però venne fortemente criticato a causa della natura adulterina della loro relazione e del fatto che, con l'Europa in guerra, loro si trovassero al sicuro in America invece di compiere il loro dovere in patria, l'insuccesso dello spettacolo portò la coppia ad avere gravi problemi finanziari a causa degli investimenti fatti per l'allestimento. Il grande ammiraglio, film su Horatio Nelson, riunì la coppia sul grande schermo nel 1941 per una pellicola apprezzata persino da Churchill, che era amico degli Olivier. Nel 1943 durante una serie di spettacoli in Africa per le truppe, Vivien si ammalò gravemente di tubercolosi, dopo il lungo periodo di ricovero in ospedale, l'attrice venne dimessa ma tornata a casa fu preda di depressione e violenti sbalzi di umore di cui alla fine non ricordava nulla: Olivier capì che la moglie soffriva del disturbo bipolare. Nel 1945 durante le riprese del film Cesare e Cleopatra perse il bambino che aspettava a causa di una caduta sul set. Nel 1948 fu la protagonista di Anna Karenina. L'anno precedente Olivier aveva ricevuto il titolo di baronetto e Vivien era divenuta Lady Olivier. Sempre nel 1948 i due partirono per una tournée teatrale in Australia, dove recitarono diverse opere shakespeariane, e dove si accentuarono - anche agli occhi della troupe - i problemi mentali dell'attrice e i frequenti litigi con il marito. Nel 1949 Vivien ottenne il ruolo di Blanche Dubois nel dramma teatrale scritto da Tennessee Williams Un tram che si chiama desiderio; lo spettacolo venne fortemente criticato per le tematiche scabrose affrontate. Al termine delle 326 repliche, Vivien ottenne il ruolo di Blanche anche nella versione cinematografica che Elia Kazan intendeva girare con Marlon Brando come protagonista. Con questa interpretazione vinse il suo secondo Oscar come migliore attrice: Vivien arrivò ad immedesimarsi così tanto con Blanche al punto da essere convinta di essere veramente lei, quasi fino a perdere il contatto con la realtà, ossessione che contribuì a farla sprofondare nella follia. Nel 1951 gli Olivier tornarono a recitare a teatro, poi Vivien partì per l'isola di Ceylon per girare il film La pista degli elefanti, ma un esaurimento nervoso a inizio riprese la costrinse a lasciare il set e il suo ruolo venne affidato a Elizabeth Taylor. Dopo un periodo di ricovero voluto da Olivier, i due tornarono a recitare insieme in The Sleeping Prince, che poi lui girerà per il grande schermo con Marilyn Monroe nel ruolo che Vivien aveva recitato a teatro. Nel 1955 i due recitarono alcune opere di Shakespeare nella città natale del drammaturgo, Stratford-upon-Avon. Intanto, gli attacchi di isteria, gli eccessi violenti e maniacali dell'attrice continuarono al punto che Olivier chiese aiuto all'ex marito di Vivien per arginare la difficile situazione. Quando ormai il loro matrimonio era agli sgoccioli, Vivien iniziò una relazione con l'attore Jack Merivale e nel 1960 gli Olivier divorziarono. Agli inizi degli anni Sessanta, con Merivale che si prendeva cura di lei, Vivien partì per una tournée in Australia, Nuova Zelanda e Sud America; nonostante la depressione e l'aggravarsi della malattia mentale, l'attrice non smise mai di lavorare e di ricevere consensi, cosa testimoniata dal Tony Award vinto nel 1963 per il musical Tovarich. Nel 1965 girò il sui ultimo film: La nave dei folli. Nel 1967 si ripresentò in maniera grave la tubercolosi di cui soffriva da vent'anni: rifiutò il ricovero e pensò di poter guarire, come era successo la prima volta, con un periodo di riposo. La sera del 7 luglio Merivale la lasciò sola in casa per andare a recitare in teatro, quando rincasò verso mezzanotte la trovò addormentata e non si preoccupò, ma quando tornò a controllarla poco dopo la trovò riversa sul pavimento, ormai senza vita. Rossella O'Hara se n'era andata per sempre all'età di 54 anni.
 
Vivien Leigh è stata una delle attrici più talentuose, amate, di successo e affascinanti del Novecento; con Laurence Olivier aveva dato vita ad una delle coppie più ammirate e invidiate del mondo, entrambi belli e di talento. Ma i demoni interiori che pian piano avevano preso il sopravvento su di lei le hanno in qualche modo impedito di vivere appieno quella che poteva essere una vita meravigliosa. Di lei ci rimagono alcune delle più grandi interpretazioni del cinema, il volto che l'ha resa una delle più belle dive di tutti i tempi, soprattutto ci rimane la forza, il coraggio e la testardaggine di Rossella... l'eroina che ha segnato il suo destino, consegnandola all'immortalità. Di lei ci rimane anche la tristezza per la consapevolezza che quel "domani è un altro giorno" simbolo di una seconda possibilità sempre certa per chiunque... non sia toccata a lei... che ne era l'icona.


10 commenti:

Federica ha detto...

Che bella la tua descrizione di Vivien Leigh. Molto bella, brava ma anche sfortunata!
L'ho vista e rivista sia in Via col vento che nel Tram chiamato desiderio, due film superbi!
A presto, Federica

GG ha detto...

ADORO.
Una delle migliori attrici di tutti i tempi.

Silvia ha detto...

@Federica: grazie! Già, è stata davvero sfortunata... sembra che questo sia il destino di molte grandi figure femminili...

@Giada: concordo totalmente!

Anonimo ha detto...

Bellissimo post Silvia!Mi è piaciuto soprattutto il finale..Vivien Leigh mi ha sempre affascinato molto come figura..non solo era bellissima,ma anche una grande attrice.Via col Vento è uno dei miei film preferiti e ogni volta che posso lo rivedo!
Purtroppo è un pò lo stesso discorso che facevamo con Marylin Monroe..
Holly

Silvia ha detto...

@Holly: grazie!!! Sì, Vivien Leigh è stata una figura veramente affascinante! Anch'io rivedo spesso Via col vento, quel film è leggendario! Sì, direi che anche lei ha avuto una vita triste quasi come Marilyn...

lavitaenientaltro ha detto...

nella mia ultima London visit in Giugno siamo andati a cercare la casa di Irene Adler, The Woman di Sherlock, e quando siamo arrivati al 42 di Eaton Square abbiamo trovatoquesta

lavitaenientaltro ha detto...

nella mia ultima London visit in Giugno siamo andati a cercare la casa di Irene Adler, The Woman di Sherlock, e quando siamo arrivati al 42 di Eaton Square abbiamo trovatoquesta

Silvia ha detto...

@lavitaenientaltro: grazie della segnalazione!

lavitaenientaltro ha detto...

Errata Corrige :Era il 44 di Eaton Square

Cmq la cosa divertente è che all''indirizzo VERO dello Sherlock televisivo abbiamo trovato una targa che testimoniava il fatto che Giuseppe Mazzini ha abitato lì ....
Amazing !!!

Silvia ha detto...

@lavitaenientaltro: ahahahaha, fantastico!!!!