E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

sabato 18 maggio 2013

Mr Selfridge: un re a Londra!



Londra 1909, dall'America sbarca Mr Harry Gordon Selfridge pronto a conquistare la città e il mondo del commercio aprendo il suo Grande Magazzino: Selfridges. L'americano è un tipo intraprendente, spregiudicato e irriducibilmente ottimista, sicuro del successo negli affari che raggiungerà in breve tempo. Ben presto si intrecceranno le storie del personale e dei personaggi famosi e non che popolano il Grande Magazzino, tra successi e momenti drammatici, con un occhio agli eventi storici dell'epoca.

Miniserie ITV in 10 puntate firmata da Andrew Davies, Mr Selfridge racconta la storia vera dell'americano che a inizio Novecento rivoluzionò il mondo del commercio londinese con il suo spirito d'iniziativa: pieno di idee e di voglia di fare Harry Selfridge riuscì a lasciare un'impronta indelebile, il Grande Magazzino che porta il suo nome a tutt'oggi esiste ancora.
Inutile negarlo, questa miniserie fa il paio con la concorrente The Paradise targata BBC: stesso argomento, protagonisti simili, vicende complementari... ma se nel corso della prima puntata Mr Selfridge può evocare più di un déjà vu di The Paradise (la serie ITV è stata messa in onda più tardi proprio per evitare che si scontrassero, vista la tematica comune), poi trova subito la sua identità, percorrendo una strada tutta sua per contenuti e atmosfere. I personaggi - tra realmente esistiti e di fantasia - sono molti e ciò permette una fitta rete di relazioni, con approfondimenti psicologici e di classe sociale, Mr Selfridge è un uomo di successo ma non privo di spettri che lo tormentano e i suoi errori e le sue glorie lo rendono un personaggio quanto mai reale; del resto, il vantaggio di raccontare una storia vera permette di inserire i fatti in un contesto storico ben preciso, buttando l'occhio spesso e volentieri al momento storico e ai grandi personaggi che l'hanno caratterizzato: così capita che lo scaltro Selfridge inviti la celebre ballerina Anna Pavlova, Arthur Conan Doyle o l'esploratore Ernest Shackleton nel suo Grande Magazzino per attirare la curiosità della clientela, non mancano inoltre rimandi alle suffragette e in generale a un'epoca ricca di grandi cambiamenti. Così tra fatti storici e storie di fantasia si dipana, episodio dopo episodio, un mondo - quello di Harry Selfridge - rivolto al futuro, pronto ad accogliere il meglio che l'avvento dell'era moderna era pronto ad offrire; tra splendori, trionfi, sofferenze, incidenti e scandali... Mr Selfridge riuscirà a diventare il re di Londra!

La miniserie è davvero ben fatta e avvincente, il protagonista è il magnetico Jeremy Piven con un'adorabile faccia da schiaffi che non può che conquistare! Tra i personaggi che ho preferito annovero l'affascinante francese Leclair e il cameriere Victor, Frances O'Connor dà volto a Rose la tormentata moglie di Harry. Lo sceneggiato è più che mai elegante e ben fatto, atmosfera di inizio Novecento davvero imperdibile, bellissime le musiche e ben approfondite e interessanti le diverse storie dei personaggi!
La serie è stata rinnovata per una seconda stagione che mi auguro possa essere all'altezza della prima! La consiglio!

Voto: 8













mercoledì 15 maggio 2013

Aspettando Il grande Gatsby...

Finalmente domani esce Il grande Gatsby! Dico finalmente non tanto per sottolineare quella che è la normale attesa per l'uscita di un film in genere quanto perché si sta parlando di Baz Luhrmann: un regista che fa attendere troppi anni prima di realizzare una nuova pellicola. I lunghissimi 7 anni che sono intercorsi tra Moulin Rouge e Australia sono emblematici... Stavolta ci ha messo "solo" 5 anni per realizzare il grande Gatsby e gliene sono grata, ma se penso che il suo prossimo film non uscirà prima di altri 5 o 6 anni... E questo è un peccato perché ritengo Baz Luhrmann il regista più geniale, visionario, originale in circolazione, i suoi film sono unici, sono subito riconoscibili e questo rende il suo cinema personalissimo e meraviglioso! Se solo fosse un tantino più prolifico... sarebbe davvero il più grande regista del mondo! So che la quantità di film non è sinonimo di qualità... però è anche vero che fare un grande film e poi sparire per anni e anni non è che sia una cosa molto producente, Baz dovrebbe trovare una via di mezzo, ecco! Dovrebbe fare grandi film ma in minor tempo... certo, in meno di 7 anni...

Questa premessa mi è servita per sottolineare quanto io sia in trepidante attesa di vedere Il grande Gatsby! Bentornato Baz!!!









































lunedì 13 maggio 2013

Carey Mulligan per Vogue

La Daisy Buchanan de Il grande Gatsby, Carey Mulligan, è stata protagonista del numero di maggio di Vogue America in occasione dell'uscita del film; fotografata da Mario Testino, nel servizio fotografico ha rievocato l'atmosfera anni Venti grazie ai bellissimi vestiti e accessori di nomi prestigiosi della moda!

La Gatsby-mania è ovunque, ormai!

Ecco le splendide immagini del servizio fotografico!






Chanel




Miu Miu




Chanel




Oscar de la Renta




Nina Ricci




Alexander McQueen




Dior

domenica 12 maggio 2013

Daisy Buchanan veste Prada!

Come se non bastasse il romanzo capolavoro di base, il regista geniale, l'ottimo cast e la splendida colonna sonora... ad impreziosire Il grande Gatsby targato Baz Luhrmann ci pensa anche Miuccia Prada! Sì, perché la costumista Catherine Martin ha collaborato con la stilista italiana per creare i costumi, 40 in tutto, per la scena della festa. Prada, così come Luhrmann, è abituata a reinventare il passato rendendolo moderno e attuale, così tale collaborazione è più che azzeccata!
















venerdì 10 maggio 2013

Just married: Mr e Mrs Righton!

Sabato scorso a Mazan, un paesino a pochi Km da Marsiglia, Keira Knightley è convolata a giuste nozze con il suo fidanzato James Righton, componente della band inglese dei Klaxons. La cerimonia si è svolta alla presenza di sole 11 persone: i parenti e gli amici più vicini alla coppia. Il matrimonio è stato molto semplice: dopo le nozze la coppia è salita su una Renault Clio per andare al ricevimento e gli invitati alla festa non erano più di una cinquantina! Anche la mise della sposa è stata sorprendente! Keira indossava un abito corto di tulle di Rodarte che aveva già indossato nel 2008 durante una festa pre-Bafta, una giacchetta Chanel, delle ballerine come scarpe e sui capelli sciolti aveva una deliziosa coroncina di fiori! Un look davvero molto semplice, delicato, primaverile e giovanile! Una scelta veramente azzeccata perché la semplicità è sempre la cosa migliore!

Sembra che Keira si sia molto commossa durante la cerimonia e sicuramente era radiosa più che mai insieme al suo James! Auguro tanta felicità a Keira e James, e che questa per loro sia la prima di tante gioie!













mercoledì 8 maggio 2013

Les adieux à la Reine



Luglio 1789, i fatali giorni che decreteranno la fine della monarchia assoluta francese raccontati dal punto di vista della giovane Sidonie Laborde, lettrice di Maria Antonietta. Durante le drammatiche ore successive alla presa della Bastiglia e all'inizio della Rivoluzione francese, Versailles è in fermento per un evento a dir poco inaudito destinato a cambiare per sempre la storia della Francia, in quelle ore di confusione e incertezza si muove Sidonie, in ansia per le sorti della Regina e per quello che succederà. Quando l'odio sempre più crescente del popolo verso i nobili porta Maria Antonietta a chiedere a Sidonie di fingersi la duchessa di Polignac per permettere all'amica di salvarsi... la giovane lettrice sarà chiamata a compiere la scelta più difficile di tutte.

Film francese presentato al festival di Berlino del 2012, tratto dal romanzo di Chantal Thomas, con Diane Kruger, Léa Seydoux e Virginie Ledoyen, Les adieux à la Reine (Farewell, My Queen) racconta i giorni cruciali dell'inizio della Rivoluzione francese non dal punto di vista della Storia ufficiale, ma attraverso lo sguardo dell'entourage dell'ultima Regina di Francia, in particolare attraverso gli occhi della lettrice di Maria Antonietta che vede crollare a poco a poco un mondo fatto di privilegi, lusso e superficialità... che sembrava intramontabile. In questa pellicola non accadono grandi cose, grandi colpi di scena, niente che già non sappiamo dai libri di storia... ma è un film che grazie anche alla colonna sonora incalzante mette molta tensione e ansia per quello che accadrà, benché lo si sappia più che bene.

Film interessante per osservare da un punto di vista inedito uno dei fatti storici più conosciuti e raccontati. Versailles da sogno e ottimi costumi!

Voto: 7

lunedì 6 maggio 2013

La stella di luna - Ep. 14: L'eredità di Niamh e Thomas

Episodi precedenti:

Episodio 14. L'eredità di Niamh e Thomas

Il mattino seguente mi svegliai ancora in casa O'Brien: Domhnall aveva approfittato della visita imprevista per passare tutto il fine settimana con la sua famiglia, e i suoi genitori avevano insistito perché rimanessi anch'io.
Ciò che mi svegliò fu una voce bellissima, limpida e dolce... una voce angelica! Ancora nelle nebbie del sonno riconobbi la melodia della canzone che stava intonando... era molto famosa nella capitale, l'avevo sentita tante volte dagli artisti itineranti lungo le strade di dublinesi...


Un artista delle strade dublinesi. Foto di Vele Ivy


So how can you tell me you're lonely
And say for you that the sun don't shine?
Let me take you by the hand
And lead you through the streets of London
I'll show you something to make you change your mind

... era Street of London! Una canzone dalla melodia struggente e il testo duro, ma cantato da quella limpida voce il ritornello sembrava cambiare il suo significato, diventando portatore di speranza:

Come puoi dirmi che sei solo
E dire che per te il sole non splende?
Lascia che ti conduca per mano
Attraverso le strade di Londra
Ti mostrerò qualcosa che ti farà cambiare idea

Mi lavai e vestii di fretta, perché ero troppo curiosa di sapere da dove proveniva quella voce: non era la radio, qualcuno in carne ed ossa stava cantando in casa O'Brien!
Quando scesi, vidi Domhnall fermo impalato davanti alla porta della cucina, con un'espressione stranissima sul volto: aveva gli occhi sgranati e sembrava che trattenesse il respiro. Mi preoccupai nel vederlo così, invece che con la sua solita faccia tra l'impassibile e l'accigliato, perciò gli misi una mano sulla spalla per scuoterlo:
"Ehi, McCarthy! - avevo deciso di chiamarlo così per prenderlo un po' in giro - cosa succede?"
Lui si riscosse un attimo vedendomi, tentò di parlare ma non gli uscirono le parole di bocca, così mi mise una mano sulla schiena e mi spinse delicatamente davanti a sé, in modo da farmi vedere la scena che stava guardando lui.
Allora capii lo stato d'animo di Domhnall: in cucina c'era Réaltàn intenta a preparare una torta, e nel mentre cantava Street of London! Cantava! Non solo aveva ripreso la voce, ma anche la passione per il canto...
In quel momento lei si voltò e ci sorrise:
"Che fate lì immobili? Perché non mi aiutate con questa torta?"


Foto di Ailera Stone


Noi facemmo come aveva detto, ubbidienti, aiutandola a preparare il dolce e poi a rigovernare.
Mentre aspettavamo che la torta cuocesse in forno, ci riunimmo attorno al tavolo della cucina.
Réaltàn improvvisamente mi chiese:
"Ginevra, che ne pensi della cultura giapponese?"
Domhnall aggrottò le sopracciglia di fronte a quella domanda inaspettata, ma io istintivamente risposi:
"Mi piace un sacco... adoro Sailor Moon!"
Lei si mise a ridere di cuore:
"Sì, anche a me piace! E in generale sono sempre stata un'appassionata delle tradizioni nipponiche. Una cosa che mi ha sempre affascinata è la credenza degli Tsukumogami, oggetti che dopo un lungo periodo d'uso acquisiscono un'anima. Che so, l'orsacchiotto di un bambino, o una panchina che ha ospitato generazioni di passanti."
"Affascinante!"
"Sì. Io ho sempre pensato che il medaglione di mia nonna, la Stella di luna, fosse uno Tsukumogami - con una mano sfiorò l'opale scintillante che portava al collo - ora so che è permeato dell'amore di Thomas e delle speranze di Niamh; fino a poco fa non conoscevo la loro storia, ma avvertivo la sua energia ed è per questo che mi è costato tanto separarmene. Quest'oggetto è l'unica cosa che rimaneva a Niamh del suo amato, quando fu costretta a trasferirsi in Austria; però un oggetto, per quanto caro, non è come avere accanto una persona in carne ed ossa. Perdere una persona amata è terribile, e infatti io avevo deciso di smettere di parlare perché non potevo accettare di essere sopravvissuta a Liam, di essere viva mentre lui era morto."
Io sentii subito le mie guance accalorarsi per l'agitazione: non volevo che Réaltàn, in preda alla tristezza, perdesse di nuovo il sorriso e la voce.
"Réaltàn, ascoltami...!" iniziai, ma lei mi bloccò con un sorriso:
"No Ginevra, lasciami finire... dovete sentire tutto quello che ho da dirvi"
"Lei interrompe sempre" si affrettò a puntualizzare il fratello, con un tono che mi fece sorridere, perché sembrava una persona che mi conosce ormai da una vita.
Réaltàn riprese:
"Niamh soffrì tantissimo e ciò la portò alla morte: Niamh era sola. Era stata separata dall'amato e dalla famiglia e portata in una terra straniera, costretta a vivere assieme ad una persona che non amava. Ho riflettuto molto, e mi sono resa conto di essere molto diversa da lei... io ho perduto Liam, ma ho ancora delle persone che mi amano con tutto il cuore: i miei genitori e tu, Domhnall, che hai perfino rinunciato alla carriera per starmi vicino. E ora anche tu Ginevra, che senza timore sei andata a recuperare il mio medaglione. Il fatto che sia tornato a me dopo tutte le traversie che ha passato mi fa pensare che sia un segno del destino... l'amore di Thomas e Niamh è di nuovo con me, così come il vostro. Sono stata un'egoista a non provare a riprendermi, facendo soffrire tutti. Questa consapevolezza mi ha fatto tornare la voglia di parlare e cantare. Ho capito che devo vivere e fare tesoro della vita ogni giorno: provando ad essere felice per me stessa e per Niamh."


John William Waterhouse, My sweet rose


Sentendo quelle parole provai una sensazione di liberazione: percepii che la maledizione delle donne O'Brien era spezzata. Avrei voluto stringere la mano di Domhnall, ma dopo un impercettibile movimento delle dita mi bloccai; non sapevo ancora a che punto fosse la confidenza tra noi due e soprattutto non sapevo sei lui avesse apprezzato un simile gesto. Proprio in quell'attimo, però, sentii che mi afferrava la mano per poi stringerla saldamente, come se avesse intuito i miei pensieri.
In quel momento seppi che Niamh e Thomas da qualche parte erano felici per tutti noi... perché quella era la loro eredità!





Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!