E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

martedì 18 ottobre 2011

A dangerous method: l'interpretazione della psicoanalisi




Il film si concentra sugli anni del fiorire della psicoanalisi e sui suoi momenti cruciali: ossia relativamente a quale strada avrebbe dovuto intraprendere tale teoria; tutto ciò avviene attraverso le due figure più importanti legate alla psicoanalisi, i due "attori protagonisti" della vicenda: Freud, colui che gettò le basi della nuova cura delle parole, e Jung, il giovane "allievo" di tali teorie e del maestro di cui sarebbe dovuto esserne l'erede... ma le differenze di vedute tra i due creerà tra di loro un abisso tanto incolmabile da farli giungere, infine, ad un'inevitabile rottura. Nel mezzo di questa diatriba, tra i due si frappone una ragazza: la tormentata Sabina Spielrein una giovane sofferente di isteria in cura presso Jung, il quale l'aiuta proprio col metodo freudiano, la incoraggia nel suo desiderio di diventare psichiatra e ne diventa l'amante. Il loro sarà un amore proibito, difficile, costruito sulla colpa... che alla fine darà a Sabina l'impulso per andare avanti e intraprendere il suo percorso e che lascerà invece Jung privo di qualcosa e forse preda del rimpianto.

Presentato con successo a Venezia, il nuovo film di David Cronenberg, tratto da una piéce teatrale di Christopher Hampton qui anche sceneggiatore della pellicola, si concentra sulla complessità del genere umano, sulle sue fragilità e su quanto immancabilmente pur cercando di individuare le ragioni di un disagio si finisca per caderne vittime. Jung ne è la personificazione: diviso com'è tra il bisogno di una rispettabile sicurezza nel nido domestico con la moglie e il bisogno di fuggire da esso e abbandonarsi a desideri proibiti, senza mai smettere di oscillare da una parte all'altra e senza trovare una soluzione. Freud emerge come un personaggio terrorizzato dall'idea di perdere la propria autorità e forse credibilità, incapace di accettare opinioni diverse dalla sue. Utile al fine di ricostruire questa storia è stato il carteggio tra Sabina, Jung e Freud che venne rinvenuto alla morte di lei: solo allora la figura della Spielrein fu rivalutata e si scoprì l'importante contributo che diede alla psicoanalisi.

A dangerous method è un film non facile, un film che tratta tematiche complesse, un film sulla più oscura natura umana, ma si tratta indubbiamente di una pellicola estremamente interessante e stimolante rispetto a varie riflessioni. E' un film molto curato, con una bella colonna sonora e con ottime interpretazioni, soprattutto è notevole la performance di Keira Knightley alle prese con un ruolo molto difficile in grado di mettere in risalto il suo talento, ancora una volta in un period drama di grande qualità.

Voto: 8

Link: trailer

9 commenti:

Irene ha detto...

sono curiosa, anche se io e la psicoanalisi andiamo su due binardi diversi... e paralleli!!!!!!!

Andromaca ha detto...

La fan di Michael Fassbender che è in me reclama giustizia: sulla pubblicità (sia essa manifesti, sia essa trailer) il nome dell'attore compare sempre per terzo, quando il protagonista è in realtà praticamente lui... Ma ora che "A Dangerous Method", "Jane Eyre" , "Shame" e il Festival di Venezia gli hanno dato visibilità non sarà più secondo o terzo a qualcuno! :P
Le performances degli attori in lingua originale sono straordinarie (ma Keira continua a non convincermi) e il prodotto è tecnicamente ottimo, ma chi apprezza Cronenberg si chiede: dov'è qui? Per questo non mi ha esaltato, anche se lo rivedrei subito! ;-)

P. S. Sabato "Arrietty", lunedì "This Must Be the Place", ieri "Cowboys & Aliens" e stasera "I tre moschettieri"! Che maratona... E venerdì arriva Lars!

Silvia ha detto...

@Irene: io non sono una fan della psicoanalisi, però il film mi è piaciuto molto!!! Te lo consiglio!!!

@Andromaca: l'ho notato anch'io il fatto che il suo nome sia il terzo nel trailer e nei manifesti! Ma ho pensato che prima non era conosciuto come adesso e in effetti in questo periodo sta avendo la vera consacrazione come star internazionale! Tranquilla, sono certa che nei prossimi film sarà il suo nome il primo ad essere menzionato!!! Ehehehehehe, lo sai che io sono una fan di Keira quindi non potevo non apprezzare la sua interpretazione! Anche Michael mi è piaciuto tantissimo! Io devo dire che di Cronenberg ho visto in precedenza solo un paio di film... quindi non so giudicare quanto sia forte la sua presenza in A dangerous method... però indubbiamente è un film che ho apprezzato molto!

Wow, che programma fitto di film!!! Arrietty e I tre moschettieri sono i prossimi film che vedrò!!!

;-)

Francesca D. ha detto...

Film che non mi ha particolarmente esaltato. Molto lento, bellissimi i dialoghi, buona la recitazione di Fassbender e Mortensen, ma Keira ha veramente esagerato. Ho trovato la sua Sabine eccessiva, troppe smorfie, troppo esasperata, mi ha quasi infastidito...(di solito la amo^^)
Credo che la parte che mi è piaciuta maggiormente sia stato il finale: commovente e significativo. Per il resto mah...L'ho trovato un film un po' piatto.

Silvia ha detto...

@Francesca: è un film più che altro di riflessione e questo comporta il non avere molta azione!

Francesca D. ha detto...

Sìsì, ovviamente non mi aspettavo 'azione' in quel senso, ma un po' più di pathos, soprattutto nell'interazione tra i personaggi...
Solo nel finale sono riuscita veramente a cogliere l'amore che legava Jung e Sabine. Poi, non so a te, ma a me molte sequenze hanno dato l'impressione che fossero piuttosto slegate le une dalle altre, come se avessero subito tagli e rimontaggi un po' frettolosi...

Silvia ha detto...

@Francesca: il fatto è che il film è stato incentrato, a mio avviso, più sulla psicoanalisi che non sulla relazione tra Sabina e Jung... e questo immagino che abbia tolto qualcosa alla storia d'amore! Come dici giustamente tu, solo nella scena finale s'intravede più profondamente il legame che univa i due. Per quanto riguarda le varie scene... non saprei... a me sono sembrate più che coerenti!

Francesca D. ha detto...

Forse sono io che ultimamente faccio molta fatica ad appassionarmi realmente a qualcosa...Libri, film, non c'è stato qualcosa che nell'ultimo periodo mi abbia davvero colpito. Sarà un po' di depressione autunnale, sono ipercritica e mi annoio subito >___<
E dire che l'autunno è anche la mia stagione preferita! Mi sa che lavoro troppo, meno male che è venerdì! Vado a vedermi le tue foto su Londra per tirarmi un po' su...

Silvia ha detto...

@Francesca: forse allora hai solo bisogno di rallentare un po', di rilassarti e magari di concentrarti su svaghi leggeri e poco impegnativi... un periodo di tranquillità che ti aiuti a superare questo periodo di stress così da permetterti di ricaricare le batterie e poter tornare ad apprezzare con più calma tutto quello che adesso ti annoia!

;-)