E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

domenica 17 marzo 2013

Se nessuno scrive più lettere d'amore... (un'iniziativa inter-blogger!)



La moderna tecnologia (e-mail, messaggini, social network vari) ha cambiato il modo di comunicare, indubbiamente oggi si comunica in maniera più facile, veloce e immediata rispetto al passato, ma tale facilità non significa che abbia favorito la comunicazione stessa. Un tempo si scrivevano lettere, bigliettini, messaggi di poche righe ma che sapevano arrivare al cuore delle persone... Certo, l'e-mail è immediata, ma  non ha quel fascino romantico che aveva una lettera scritta a mano. La lettera comportava una lunga riflessione prima di essere scritta, comportava raccoglimento e chi la scriveva sapeva che sarebbe stata letta e riletta e questo faceva sì che ci fosse maggior attenzione al suo contenuto. Ma la comunicazione non è cambiata solo dal punto di vista strettamente tecnologico (e-mail e non più carta e penna), oggi infatti troviamo grande facilità nel comunicare in tempo reale... però siamo disabituati ad esprimere con i messaggi i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre idee... quasi come se aprire il nostro cuore sia un segno di debolezza; pensiamo a quanto spesso e volentieri sia difficile parlare di noi e di quello che proviamo. 
Bisognerebbe imparare ad aprire di nuovo il nostro cuore... con quella semplicità e spontaneità di un tempo! Anche da tale presupposto nasce questa bella iniziativa Se nessuno scrive più lettere d'amore da un'idea di Ophelinha, un'iniziativa voluta per incoraggiare le persone a tornare a scrivere per esprimere il proprio stato d'animo! L'idea è questa: Ophelinha, le altre partecipanti all'iniziativa ed io per festeggiare l'arrivo della primavera, il 21 marzo, scriveremo - rigorosamente a mano - una lettera d'amore (potrà essere una lettera d'amore celebre o scritta da noi) che metteremo dentro le pagine di un libro (possibilmente vecchio) e lasceremo questo libro con la lettera all'interno in un luogo pubblico della nostra città... in modo che possa essere trovato da qualcuno! Una cosa tipo bookcrossing! Il libro con la lettera potrà forse portare gioia, entusiasmo e curiosità nella persona che lo troverà... e questo oltre ad essere un "regalo inaspettato" sarà anche un modo per (ri)scoprire l'amore per la lettura e per la scrittura! E' una piccola iniziativa che può fare tanto bene al cuore!

Mi auguro che questa idea possa piacervi e possa spingervi a seguire le nostre orme: scrivere una lettera d'amore da nascondere tra le pagine di un libro da lasciare in giro da qualche parte! Più siamo e meglio è!!! Grazie!

sabato 16 marzo 2013

Quella lettera d'amore nascosta al Colosseo...



"Tu ricordi della venuta a Roma il desiderio che non mi ha abbandonato/ che Franca mi ami quanto io amo lei. Domenico e Franca per tutta la vita/ Ti amo ti amo ti amo più di me stesso."

Recentemente è stata ritrovata al Colosseo, abilmente nascosta tra due blocchi di travertino, una lettera d'amore, probabilmente lasciata lì negli anni Cinquanta! Scoperto casualmente durante l'opera di restauro dell'Anfiteatro Flavio che si sta svolgendo in questo periodo, il bigliettino era accuratamente ripiegato e la cura con cui è stato nascosto fa pensare che magari l'uomo che l'ha lasciato lì fosse un restauratore che negli anni Cinquanta stava lavorando al Colosseo. Così Domenico, il romantico poeta, ha pensato di lasciare una traccia del suo grande amore per Franca proprio lì: nella suggestiva cornice dell'eterna bellezza del simbolo di Roma! La lettera d'amore probabilmente presto troverà posto, custodita in una teca di vetro, nel museo che sorgerà all'interno del Colosseo a lavori di ristrutturazione ultimati! Questa è una scoperta davvero romantica e straordinaria, è un vero gesto d'amore d'altri tempi! Chissà chi erano Domenico e Franca...
Spero che abbiano avuto una vita lunga e felice insieme, che il loro amore tanto speciale da dover essere messo nero su bianco abbia avuto tante gioie! E dimostra una verità inconfutabile: al tempo delle e-mail, dei messaggini e dei social network... la lettera d'amore è ancora il gesto più dolce e romantico che ci sia!



giovedì 14 marzo 2013

Tristano e Isotta



A seguito della caduta dell'Impero romano, l'isola britannica è frammentata in una serie di tribù che poco o nulla riescono contro gli attacchi dell'Irlanda. Mentre i capi delle varie tribù sono riuniti per cercare una soluzione, gli irlandesi attaccano a sorpresa compiendo una strage: il piccolo Tristano viene salvato da Lord Marke, il quale lo alleverà come un figlio. Anni dopo, Tristano è diventato un guerriero forte e coraggioso, durante uno scontro con il nemico riesce a uccidere uno dei guerrieri ma da questi viene ferito gravemente, creduto morto dai suoi compagni viene messo su una barca funeraria lasciata alla deriva. L'imbarcazione però giunge sulle coste d'Irlanda e lì viene trovata da Isotta, figlia del Re, e dalla sua ancella; la ragazza, accortasi che il giovane è ancora vivo, lo cura senza svelargli la sua vera identità. Tra i due nascerà un intenso amore, un amore impossibile: perché l'uomo ucciso da Tristano era il promesso sposo della fanciulla. Poco dopo essere rientrato in Cornovaglia, Tristano si propone per andare a combattere al posto di Lord Marke al torneo indetto dal Re d'Irlanda: al vincitore sarà concessa la mano della figlia così da mettere fine alla guerra; il giovane vince la mano della principessa che sposerà Marke ma l'attende un'amara sorpresa: scopre che Isotta non è altri che la fanciulla da lui amata che l'aveva curato. Col cuore in pezzi Isotta giunge in Inghilterra per sposare un altro uomo, ma l'amore potentissimo che unisce i due giovani non potrà essere arginato...

Film del 2006 con l'affascinante James Franco e Sophia Myles ispirato al famoso mito celtico che racconta della struggente e tragica storia d'amore tra Tristano e Isotta, la pellicola diretta da Kevin Reynolds ha la giusta dose di epicità e di romanticismo per appassionare lo spettatore, con un amore che anticipa di qualche secolo le altrettanto atmosfere struggenti di Romeo e Giulietta.

Voto: 7

lunedì 11 marzo 2013

La stella di luna - Ep. 6: Il segreto di Domhnall

Episodi precedenti:
5. La festa di mezz'estate

Episodio 6. Il segreto di Domhnall


Il Trinity College, foto di Vele Ivy


Il giorno dopo la festa, mi trovavo in biblioteca ad analizzare la leggenda irlandese: rileggevo in continuazione quelle righe alla ricerca della chiave dell'enigma, ma invece di trovare uno spiraglio accadeva l'opposto, perché ad ogni rilettura la mia confusione aumentava maggiormente. Inoltre, la mia mente non era mai stata meno lucida di quel frangente. Sì, perché la frustrazione nel constatare di non essere in grado di venire a capo del mistero dei bigliettini si aggiungeva alla frustrazione per i fatti accaduti la sera precedente... con il risultato che concentrarmi a dovere era praticamente impossibile. Mentre cercavo di raccapezzarmi in quel caos di pensieri, con le mani tra i capelli e un'espressione indubbiamente stralunata sul viso, mi accorsi che Agata si era avvicinata e si era seduta di soppiatto accanto a me. Notai che aveva una strana espressione sul viso, tra l'amareggiato e il cospiratorio (oltre ai segni della sbornia della sera precedente), di tanto in tanto lanciava occhiatine verso Domhnall intento a parlare con un paio di studenti. Provai a dirle qualcosa, ma lei scuotendo il capo mi fece segno di tacere, dopo qualche istante finalmente si decise a parlare, io ero sulle spine senza nemmeno comprenderne la ragione.
-"Ginevra, tu devi sapere che non ci si può fidare di Domhnall. Lui è un bugiardo e ti ha mentito persino sul suo cognome" mi disse Agata senza giri di parole, sembrava imbarazzata o vicina ad uno stato simile alla vergogna di sé. La osservai con un'espressione poco intelligente, senza capire l'entità delle sue rivelazioni. Che cosa mai poteva significare tutto questo? In che senso Domhnall mi aveva mentito? E soprattutto a quale scopo? Dopo aver riflettuto qualche momento, guardai Agata ma la ragazza aveva distolto lo sguardo: giocherellava nervosamente con la pagina del mio libro. Allora mi voltai verso l'enigmatico ragazzo oggetto di quella conversazione: era intento a sistemare alcuni libri, senza poter neanche solo lontanamente immaginare di essere al centro dei miei pensieri.


Biblioteca del Trinity College


Incerta sul da farsi alla luce di quelle notizie, infine mi alzai e percorrendo il breve tratto che ci separava, mi avvicinai a lui; notai che Domhnall si era accorto della mia presenza ma che palesemente mi stava ignorando, così senza fretta restai ad attendere in silenzio che finisse di sistemare i volumi sullo scaffale. Quando la cosa (indubbiamente secondo il suo punto di vista) si stava facendo ridicola o addirittura imbarazzante, si voltò verso di me e sbottò: -"Ti serve qualcosa?"
-"Io... ecco, io... ho bisogno di avere spiegazioni da te su una questione molto importante" risposi sentendomi in soggezione più del necessario.
Domhnall scosse la testa con espressione esasperata e senza perdere il suo solito glaciale contegno, mi rispose: -"Ascoltami bene, io sto lavorando e non posso perdere tempo ad intrattenermi in amabili conversazioni con te, quindi ti prego di scusarmi" e si voltò senza aggiungere nient'altro.
Ferita, più da tutto l'insieme dei suoi atteggiamenti nei miei confronti che non da quell'ultima frase sgarbata, me ne tornai al mio posto. Notai a malapena che Agata se n'era andata senza nemmeno dire una parola. Provando a fingere risolutezza inforcai il mio libro con l'intenzione di immergermi nel mistero... volevo concentrarmi con tutte le mie forze, ma era difficile: ero troppo esausta e delusa per farlo. Inoltre, quanto mi aveva raccontato Agata continuava a ronzarmi nella testa, un ronzio impossibile da scacciare... Così quando mi accorsi che Domhnall si era allontanato in un'altra sala e in quel momento ero da sola fu un lampo, un impulso partito chissà da quali meandri del mio istinto: mi alzai e andai verso la giacca del ragazzo, frugai dentro alle tasche fino a trovare le chiavi del suo alloggio, poi senza guardarmi indietro recuperai le mie cose e uscii dalla biblioteca.





Mentre camminavo velocemente per le strade di Dublino non riuscivo a credere a ciò che avevo appena fatto! Di nuovo una cosa illegale! Le raccomandazioni di Allegra mi risuonavano nella memoria! Eppure, non potevo evitare di agire in quel modo: dovevo scoprire il segreto di Domhnall, a tutti i costi. Allungai il passo, consapevole che il suo turno di lavoro alla biblioteca sarebbe terminato dopo due ore, dandomi così il tempo di tornare indietro e rimettere le chiavi al loro posto prima che lui potesse accorgersene. Entrai in casa sua quasi in punta di piedi e in apnea, la casa era in penombra; l'ambiente era ordinato e tranquillo, pieno di libri e appunti. Un luogo che rifletteva pienamente la sobrietà della persona che vi abitava. A pensarci bene, in nessun altro posto se non lì avrei potuto comprendere meglio chi era davvero. Mi soffermai a lungo a curiosare in giro... una strana emozione nel petto... poi mi avvicinai alla scrivania notando alcune lettere accanto al computer. Le presi in mano con curiosità vedendo che provenivano da Harvard, poi ne rigirai una per leggere l'indirizzo del destinatario... e lo shock mi colpì in un istante: Mr Domhnall O'Brien... c'era scritto Mr Domhnall O'Brien. A tentoni trovai la sedia e mi sedetti nel vano, impossibile tentativo di riordinare le idee, ma il cuore martellante minacciava di spaccarmi il petto: quel cognome, quel cognome... non poteva essere solo una coincidenza!


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

lunedì 4 marzo 2013

La stella di luna - Ep. 5: La festa di mezz'estate

Episodi precedenti:

Episodio 5. La festa di mezz'estate

Da: ginevra.baroni@yahoo.it
A: allegra.merini@virgilio.it
Oggetto: Una strana serata...

Carissima Allegra,

eccomi a raccontarti la mia ultima avventura irlandese, questa volta ambientata in un castello colmo di fate e folletti!
No, non sono impazzita! Devi sapere che ieri sera sono andata con i miei nuovi amici ad una festa di mezz'estate a tema fantasy, tenuta appunto in un vecchio castello nel mezzo della campagna irlandese. Ora la tua prima domanda sarà: e tu come ti sei vestita? Da fata dei fiori! Ci ha pensato Carolyn, da vera dublinese DOC, a portare me ed Agata in un negozietto di abitini vintage a basso costo.


Foto di Vele Ivy


Loro due si sono prese dei vestiti color pastello, mentre a me hanno consigliato di prenderne uno rosso acceso, dicendomi che sta bene con i miei capelli castani scuri e gli occhi neri. Oltre a ciò, io ho creato delle coroncine di fiori per me e le mie amiche, e per la mia ho usato dei boccioli di rose rosse! Mi è tornato utile quel corso di "fai da te creativo" che abbiamo frequentato qualche anno fa, ti ricordi?
Una volta pronte siamo andate da Gregg che ci aspettava vestito da Leprechaun, il tipico folletto irlandese che qui è spesso rappresentato da artisti di strada/locandine/pupazzi etc. I capelli rossi ce li ha già ed in abbondanza, sono bastati una barbetta posticcia e un gran cappello verde a fare il resto. Agata ha subito chiesto dove fosse Domhnall, ma Gregg ha detto che ci potevamo avviare senza di lui perché era indeciso se venire o meno, eventualmente ci avrebbe raggiunti... io ho pensato che era logico che non venisse: non mi sembra proprio un tipo da feste.
Comunque il posto era meraviglioso, e faceva un certo effetto vedere tutta quella gente vestita da ninfe, gnomi e abitanti vari del Piccolo Popolo! C'era musica celtica suonata dal vivo, ovviamente, e un enorme prato contornato da candele faceva da pista da ballo.


Foto di Ailera Stone


Subito mi si è avvicinato un tipo biondo chiedendomi se fossi italiana (è incredibile come nei paesi anglosassoni distinguano senza esitazione noi sud-europei). Ci siamo messi a ballare, e sarebbe stato anche piacevole, se non fosse che tra un ballo e l'altro il mio cavaliere si scolava ogni volta due pinte di Guinness! E di balli ne abbiamo fatti cinque! Quando gli ho detto che volevo tornare dai miei amici ha cominciato a diventare molesto, mi ha abbracciata dicendo che non poteva lasciarmi andare finché non gli avessi dato un bacio. Io non sapevo davvero cosa fare, ero sconcertata, e lui continuava a sbraitare! Improvvisamente ho visto una mano posarsi sulla spalla del ragazzo, e ho sentito qualcuno che diceva: "Ehi amico, ora è arrivato il mio turno." Ma il biondo non ci pensava lontanamente a mollare la presa. Allora l'altra persona l'ha preso per la spalla e l'ha allontanato da me, facendolo cadere per terra (ubriaco com'era ci è voluto poco a fargli perdere l'equilibrio). A questo punto sono rimasta esterrefatta dallo scoprire che... il mio salvatore era Domhnall, vestito da elfo tolkeniano! Il biondo si è rialzato e tutto arrabbiato ha chiesto a Domhnall cosa volesse da me, e lui guardandomi ha detto che era un mio amico e che io potevo confermarlo. Io però non l'ho fatto, perché ero così sconvolta che continuavo a guardare prima l'uno e poi l'altro senza riuscire a dire niente. Allora Domhnall, col suo tipico carattere paziente, si è girato dicendomi: "Se vuoi rimanere con quell'ubriacone fai pure" e ha fatto per allontanarsi. Io ho pensato al male minore, così l'ho raggiunto e praticamente mi sono buttata tra le sue braccia per ballare! E' stata una serata strana...


Ginevra disegnata da Vele Ivy


... per di più, il mio nuovo cavaliere non era per niente loquace come l'altro, anzi, anche in quel frangente evitava il mio sguardo e non mi parlava. Allora mi sono fatta coraggio e per rompere il ghiaccio ho detto: "Go raibh maith agat", cioè "Grazie" in gaelico. Lui senza fare una piega ha risposto "You're welcome" in inglese, e a questo punto ho deciso di fargli il seguente discorso, in gaelico:
"Sai, non sono una semplice turista che sa solo una parola in gaelico. Io questa lingua la parlo e la capisco piuttosto bene perché l'ho studiata all'università. Ed è buffo, perché tutti mi dicevano che era una perdita di tempo, invece è utilissimo conoscerla!"
Con una certa soddisfazione ho notato che a questo punto Domhnall si è visto costretto a guardarmi, e anche spalancando gli occhi. Di sicuro stava pensando che avevo capito la frase detta ad Agata durante la gita ad Howt. E' stato solo un attimo di turbamento, dopo di che mi ha chiesto, un po' strafottente: "E che alto sai fare, oltre parlare gaelico, rubare antichi manoscritti e scoprire cerchi di fate?" E io, prontamente: "Bè, per esempio sono appena riuscita a tirare fuori una battuta di spirito dal tenebroso Domhnall McCarthy!"
Devo averlo preso alla sprovvista perché a quel punto, che tu ci creda o no, l'ho visto ridere! E ti garantisco che ha tutto un altro aspetto quando ride sinceramente, sembra quasi carino. Allora ne ho approfittato per chiedergli il perché di quella frase ad Howt, e in generale il perché dell'antipatia nei miei confronti. Lui ha cominciato una spiegazione un po' vaga, qualcosa come: "Il problema è un altro, non è che tu non mi piaccia... ma ci sono altre cose che impediscono..." Che impediscono cosa? Non lo so, perché proprio in quell'attimo è arrivata Agata molto agitata, dicendo che aveva bevuto troppo e si sentiva male: aveva cercato Carolyn e Gregg ma loro si erano appartati, e ora le dispiaceva interrompere noi... Domhnall ha subito detto che non stava interrompendo niente (e ti pareva) e riprendendo il suo solito contegno ha deciso che bisognava tornare a casa immediatamente. L'ha aiutata a raggiungere la macchina e insieme siamo tornati a casa di Agata, e io mi sono fermata a dormire da lei per aiutarla ne caso si fosse sentita di nuovo male.
E qui finisce la mia strana serata di mezz'estate!

Un abbraccio e alla prossima,

Ginny


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

sabato 2 marzo 2013

Un bronzo azzurro!

A fine gennaio, come di consueto, si sono svolti i Campionati europei di pattinaggio di figura, che io ho seguito con la solita passione, specialmente la gara della mia specialità preferita: l'Ice Dance. Purtroppo, causa infortunio, non era presente la mia coppia preferita - formata dai francesi Nathalie Péchalat e Fabian Bourzat -, la quale non ha quindi potuto sfrecciare verso l'ennesima medaglia d'oro... Ma la competizione mi ha regalato comunque una bella soddisfazione perché la coppia italiana formata da Anna Cappellini e Luca Lanotte ha conquistato una bellissima medaglia di bronzo! Anna e Luca sono due pattinatori di grande talento, molto espressivi e passionali e i loro due programmi sono davvero fantastici: Sette spose per sette fratelli (Short Dance) e la Carmen (Free Dance).
In attesa dei Mondiali che si svolgeranno in Canada fra pochi giorni, ecco le esibizioni di Anna e Luca agli Europei!

Sette spose per sette fratelli
(Short Dance)















Carmen
(Free Dance)























venerdì 1 marzo 2013

I costumi da Oscar di Anna Karenina!

Ingiustamente snobbato nel corso della Award Season, Anna Karenina è riuscito ad aggiudicarsi solo il riconoscimento per i migliori costumi creati da Jacqueline Durran: prima il Bafta e poi l'Oscar domenica scorsa. Riconoscimento più che giusto per una delle costumiste più apprezzate e di talento del panorama cinematografico internazionale; aveva fatto un ottimo lavoro già con i costumi di Orgoglio e pregiudizio ed Espiazione (il vestito verde ha fatto epoca), ma con Anna Karenina ha decisamente puntato all'eccellenza creando costumi originali in grado di reinventare in maniera tutta nuova la moda della seconda metà dell'Ottocento! Tra colori sgargianti e uno stile vicino a quello della moda francese degli Anni Cinquanta, Jacqueline Durran è riuscita a dare vita ad una eleganza vintage e moderna allo stesso tempo!

Tanti complimenti a Jacqueline per l'Oscar!