E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

venerdì 16 dicembre 2016

Amore e inganni



Inghilterra, fine Settecento. Rimasta vedova da poco tempo, Lady Susan Vernon è una calcolatrice senza scrupoli che vuole fare l'impossibile per combinare dei matrimoni convenienti per la figlia Frederica e per se stessa. Allora intesse intrighi e inganni con l'aiuto della sua cara amica Mrs Johnson per ottenere ciò che vuole. Dapprima fa di tutto per convincere la figlia a sposare Sir James Martin, tanto ricco quanto sciocco e grottesco, nonostante Frederica non ne voglia sapere di accettare la corte dell'imbarazzante pretendente; nel frattempo, Lady Susan riesce a irretire Reginald De Courcy, fratello della cognata, manipolandolo al punto da farlo innamorare di lei nonostante l'uomo in precedenza fosse stato messo in guardia dalla sorella. Ma la rete di inganni e manipolazioni creata da Lady Susan le si ritorcerà contro scombinando parecchio quelli che erano i suoi piani...

Amore e inganni (Love & Friendship) è tratto da Lady Susan (il titolo originale del film richiama un'altra opera giovanile della Zia Jane) un breve romanzo epistolare scritto da Jane Austen intorno al 1794 e pubblicato poi dal nipote nel 1871. La vicenda è incentrata sulla figura dell'affascinante e scaltra vedova Lady Susan pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi: infatti non si fa scrupoli a ordire inganni a destra e a manca pur di far sposare la figlia con il grottesco Sir James e a irretire l'ingenuo Reginald; il suo fascino e la sua abilità nel rigirare a suo favore chiacchiere e fatti disdicevoli che la riguardano fanno sì che per gran parte della vicenda riesca a portare avanti indisturbata i suoi piani, anche grazie all'aiuto di Mrs Johnson... ma alla fine la vera natura calcolatrice e scaltra di Lady Susan verrà a galla e lei dovrà correre ai ripari, riuscendo nonostante tutto a "cadere in piedi" come si suol dire. Alla fine sarà lei a sposare l'agghiacciante Sir James, mentre Frederica sarà libera di sposare l'uomo che ama...
Nonostante sia tratto da un'opera giovanile, anche in questo film si intravedono alcune delle dinamiche e dei personaggi tipici dell'opera austeniana: abbiamo infatti personaggi ridicoli ai limiti del grottesco, personaggi alle prese con inganni e manipolazioni, matrimoni di convenienza e l'immancabile sguardo impietoso sui difetti della società dell'epoca, il tutto raccontato con la consueta ironia della Zia Jane. In un certo senso Amore e inganni appare quasi come una parodia ironica e corrosiva dell'opera austeniana della maturità: Jane Austen diventerà famosa con simili intrecci... ma qui è tutto portato all'eccesso, all'esagerazione... quasi come se Jane avesse fatto le "prove generali" per trovare la sua voce, la sua ispirazione, il suo stile, la sua dimensione narrativa ideale. Immaginando che Lady Susan sia stato scritto dall'adolescente Jane per intrattenere la sua famiglia è facile concludere che parlando di personaggi tanto sciocchi o negativi avesse provato a "prendere le misure" al suo contesto sociale: in modo da comprenderlo nel bene e nel male e poterlo poi raccontare al meglio un domani.
Quindi Amore e inganni è un racconto per certi versi ancora "sperimentale" e frammentario, ancora lontano dalla complessità degli intrecci delle opere più famose, non ci sono ancora quei personaggi indimenticabili in grado di appassionare e far innamorare, non ci sono ancora le dinamiche costruite alla perfezione... però indubbiamente si intravede lo spirito di Jane Austen in tale vicenda!

Acclamato dalla critica, Amore e inganni è un film divertente e riuscito... soprattutto perché in apparenza si allontana dai canoni tradizionali austeniani per raccontare un intreccio diverso da ciò che ci aspetteremmo da un'opera di Jane... però è proprio questa tendenza al voler sottolineare l'aspetto più grottesco, controverso e corrosivo della vicenda a renderlo austeniano più che mai! L'ironia caratterizza tutto il film trasformandolo in un'opera austeniana a tutti gli effetti!
Ho particolarmente apprezzato la trovata di presentare ciascun personaggio attraverso quadri viventi che ne sottolineano i pregi o i difetti e dividere il film quasi in capitoli. Ho trovato perfetta la caratterizzazione dei personaggi: tutti assurdamente eccessivi, tutti sopra le righe e mostruosamente esagerati nel bene e nel male! Ho apprezzato il modo di raccontare con leggerezza la vicenda.
Belle le location. Molto belli anche i costumi settecenteschi e ottima la colonna sonora. Azzeccatissimo il cast: Kate Beckinsale nel ruolo di Lady Susan è assolutamente fantastica, affascinante e senza scrupoli per quella che è forse la sua migliore interpretazione di sempre! Brava e versatile anche Chloë Sevigny nei panni di Mrs Johnson, un ruolo per certi aspetti inedito per lei. Ma il vero genio è Tom Bennett nella parte di Sir James: è talmente bravo nel ruolo del pretendente sciocco di Frederica... tanto da renderlo il personaggio più grottesco che sia mai uscito dalla penna di Jane Austen!

Amore e inganni è un delizioso film austeniano, ironico e scorretto... e riuscito proprio per questa ragione! Un ottimo film per rinnovare ancora una volta il mito di Jane Austen e la brillantezza anche delle sue opere meno conosciute! Un film scritto, girato e interpretato alla grande! Da non mancare per tutti gli appassionati di Jane!

Voto: 8

mercoledì 14 dicembre 2016

Alla ricerca di Jane



Jane Hayes è una trentenne americana super appassionata delle opere di Jane Austen, al punto da avere la casa invasa dai simboli della sua eroina e conoscere a memoria tre capitoli di Orgoglio e pregiudizio (oltre ad essere fissata con lo sceneggiato della BBC). Vista la situazione disastrosa della sua vita sentimentale, considerando l'impossibilità di trovare nella realtà un uomo che possa anche solo lontanamente essere all'altezza di Mr Darcy, Jane decide di dare un senso alla sua vita e alla sua passione andando ad Austenland: il solo luogo in cui immergersi nel mondo di Jane Austen e cercare di rendere reali i propri sogni! Chissà che questa "vacanza" così particolare non possa aiutare Jane ad avere il coraggio di essere finalmente felice nella vita reale...

Tratto dal romanzo Austenland di Shannon Hale, Alla ricerca di Jane è incentrato su una ragazza romantica e sognatrice che da sempre ha trovato nelle pagine di Jane Austen quel mondo perfetto e idealizzato da prendere a modello nella vita quotidiana. Purtroppo per Jane (e per tutte noi appassionate come lei dell'opera austeniana) quegli eroi maschili e quelle dinamiche che portano sempre al lieto fine sono difficili da trovare nella realtà. Per questo la protagonista finisce per essere inevitabilmente delusa da un quotidiano che non può essere all'altezza delle sue aspettative, soprattutto per quanto riguarda l'amore. Così per ritrovare un po' della magia del mondo austeniano decide di partire per l'Inghilterra per trascorrere una sorta di vacanza in una specie di "resort regency" dove potrà essere immersa nella sua epoca preferita. Come in un gioco di ruolo, in cui ognuno interpreta un personaggio, Jane si troverà a costruire la sua storia d'amore soggiornando in una tenuta antica tra abiti stile impero, passeggiate a cavallo, caccia, teatro e affascinanti uomini per i quali perdere la testa. Proprio come Elizabeth Bennet vivrà una storia di orgoglio e pregiudizio, credendo di trovare preferibile un simpatico e apparentemente onesto giardiniere all'ombroso e imperscrutabile gentiluomo della situazione. Ma un gioco così è quanto mai pericoloso... perché si rischia di confondere i sentimenti reali con la finzione di un gioco di ruolo in cui vivi la storia d'amore che ti spetta secondo il biglietto che hai comprato...
Confusa dalle circostanze e dagli scherzi dei suoi sentimenti, Jane finirà per ingannarsi (alla stregua di Elizabeth Bennet) dando fiducia a chi non lo merita: rifiutando sulle prime l'amore dell'unico uomo sincero in quel gioco di ruolo...
Eppure proprio grazie a tale esperienza, Jane riuscirà a guarire dalle sue idilliache illusioni e ad avere il coraggio di amare nella vita reale, senza dover inseguire per forza il Mr Darcy perfetto! Inoltre, come imparerà alla fine, non è detto che un gentleman "alla Mr Darcy" in incognito non si possa trovare in giro!

Alla ricerca di Jane è un film davvero sorprendente: divertente, romantico e appassionante! L'ho trovato delizioso e ciò mi ha piacevolmente sorpresa dal momento che il libro, letto anni fa, mi aveva delusa moltissimo! Il film, pur mantenendosi fedele al romanzo, riesce a rendere la storia più fresca e simpatica e soprattutto riesce a far appassionare alla vicenda: ciò che il libro non riusciva a fare.
Veramente un film molto, molto carino! Tutto questo grazie ad un'ambientazione costruita alla perfezione: tra location regency e ottimi costumi; Austenland è davvero il luogo in cui ogni Janeite vorrebbe immergersi tra attività dell'epoca e divieto assoluto di utilizzare tecnologie moderne! Anche se a tratti potrebbe apparire grottesco... soprattutto per il senso di "finzione" che inevitabilmente aleggia in un luogo del genere. Comunque, a rendere così riuscito il film è anche e soprattutto il cast veramente azzeccato! Keri Russell è perfetta nel ruolo di Jane: racchiude in sé l'entusiasmo e la "follia" di ogni Janeite che si rispetti! Si dimostra un'eroina austeniana all'altezza! Mi è piaciuto particolarmente JJ Feild nel ruolo di Henry Nobley, l'eroe austeniano della situazione che sa effettivamente far innamorare con grande semplicità e senza troppo clamore, semplicemente con il suo modo di essere. Brava anche Jane Seymour nel ruolo dell'inquietante proprietaria di Austenland: discriminatoria e tirannica nel gestire il suo resort proprio come farebbe Lady Catherine. Infine, mitica l'amica sopra le righe di Jane: è lei che porta il vero divertimento nel gioco di ruolo!
Per concludere, geniale l'idea di comporre la colonna sonora del film usando tutte grandi hit degli anni '80: da fan di Jane Austen e della musica degli anni Ottanta non potevo non apprezzare!

Alla ricerca di Jane è un film bellissimo, da non mancare per tutti i fan di Jane Austen! Uno di quegli esempi in cui il film supera i limiti del libro da cui è tratto! È un film che ci fa sperare che un Mr Darcy esista davvero da qualche parte! Un piccolo classico per ogni Janeite che si rispetti!

Voto: 8

lunedì 12 dicembre 2016

Death comes to Pemberley



Elizabeth e Darcy, sposati da qualche anno, sono impegnati nei preparativi per un ballo quando la pace di Pemberley viene turbata da un terribile omicidio: infatti Lydia irrompe in stato confusionale dicendo che ci sono stati alcuni spari nel bosco e che Wickham è coinvolto. Allora Darcy e gli altri si recano sul luogo per scoprire un Wickham disperato che sorregge il cadavere del suo amico Denny, attribuendosi la colpa della sua morte. Il caso sembra più che mai chiaro: Wickham a seguito di un diverbio, forse per questioni di denaro o altro, ha inseguito e ucciso Denny nel bosco; eppure sembra tutto fin troppo semplice... quando invece sono tanti, troppi i misteri che aleggiano intorno a tale vicenda e intorno a Wickham. E se la verità fosse un'altra?

Miniserie in 3 puntate della BBC del 2013 tratta dal sequel austeniano scritto dalla regina del romanzo giallo P.D. James, Death comes to Pemberley è ambientata 5/6 anni dopo la conclusione del romanzo di Jane Austen e immagina, nella più classica trama gialla, che un omicidio venga commesso nella tenuta di Pemberley: i tanti misteri di questo caso che sembra abbastanza facile da risolvere porteranno i Darcy e lo spettatore a scoprire retroscena davvero difficili da immaginare all'inizio. Perché come in tutti i gialli... la verità non è scontata.
Il problema di Death comes to Pemberley è che la trama non funziona, non regge, è poco credibile. Sì, perché indubbiamente il genere giallo non c'entra assolutamente niente con il mondo austeniano - e spesso i sequel austeniani sono un minestrone senza senso -, tale mondo è un contesto troppo agli antipodi con quello che ha reso celebre P.D. James per sperare di unire i due elementi in maniera credibile. Cioè Jane Austen parla della varietà della natura umana e di storie d'amore indimenticabili... omicidi e assassini da individuare non c'entrano nulla! E questo infatti condanna la storia perché l'altro problema di Death comes to Pemberley è che il mistero in sé è assolutamente poco credibile e a tratti ridicolo! Il genere giallo non mi piace e lo conosco poco, ma sono certa che i misteri da risolvere nei libri gialli non sono tanto sciocchi! Quindi al di là che il giallo non ci azzecca nulla con Jane Austen... è proprio la trama gialla costruita per questo sequel a fare acqua da tutte le parti: peggio ancora, ad essere ridicola!
Alle evidenti carenze della trama bisogna aggiungere il disastroso casting della serie. Matthew Rhys non è niente di eccezionale ma almeno è passabile nel ruolo di Darcy, invece Anna Maxwell Martin è assolutamente improponibile nel ruolo di Elizabeth: manca completamente della verve e dello spirito per questo ruolo! Probabilmente è difficile per qualsiasi attrice interpretare Elizabeth, ma una migliore la si poteva di certo trovare. Per non parlare del fatto che per tutto il tempo indossa un orribile fermaglio tra i capelli che mai si è visto nei film austeniani; e nel corso delle tre puntate indossa solo due vestiti: non posso credere che una coppia che possiede metà Derbyshire non abbia i soldi per comprare dei vestiti nuovi!
Insomma, il sempre affascinante Matthew Goode nel ruolo di Wickham e le splendide location non sono sufficienti per salvare una miniserie che è nata male in partenza con il libro da cui è tratta e che è persino peggiorata sullo schermo.
Le Ombre di Pemberley perché si sono meritate tutto ciò?

Voto: 5

sabato 10 dicembre 2016

Le regole del caos



Parigi, 1682. Re Luigi XIV è deciso a trasferire la corte di Francia nella sua nuova reggia a Versailles. Per rendere il luogo non solo il palazzo più sfarzoso d'Europa ma anche la vera e propria celebrazione della bellezza, della perfezione e della grandiosità dell'ingegno umano ha bisogno che ai suoi giardini vi lavorino le menti più brillanti. Allora André Le Notre, giardiniere del Re Sole, si mette alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo nell'impresa e sceglie Sabine De Barra per realizzare l'ambizioso progetto di creare una sala da ballo all'aperto all'interno dei giardini di Versailles...

Diretto dal compianto Alan Rickman, Le regole del caos si ispira per gran parte a fatti realmente accaduti: dal momento che Versailles aveva davvero una sala da ballo all'aperto! Per illustrare la grandiosa visione che aveva il Re Sole, il film sceglie di raccontare la storia di un personaggio di fantasia che giunge a Versailles da "outsider" e riesce a lasciare il segno, creando la magnifica sala da ballo all'aperto secondo i desideri del re. Per l'appunto, Sabine De Barra è il personaggio di fantasia, la paesaggista chiamata a compiere l'impresa; da donna in un settore (e ovviamente in un mondo) dominato dagli uomini, dapprima viene osservata con curiosità da tutti, anche per le sue origini umili, e inizialmente dovrà guadagnarsi la stima persino di Le Notre, il quale in principio non riesce a comprendere il suo lavoro... che sembra tendere troppo al caos a dispetto di un ben più rassicurante ordine. Eppure Sabine da donna abituata a cavarsela da sola, abituata a non tradire se stessa, riuscirà a portare a termine il suo lavoro e a farne comprendere la bellezza e il valore a tutti, da Luigi XIV a Le Notre.
Il tema del film è indubbiamente la ricerca della bellezza: il suo vero significato e come ottenerla. Inizialmente sembra che la bellezza perfetta sognata dal Re Sole possa attuarsi solo seguendo una via più convenzionale, ma alla fine saranno l'imprevisto, la diversità, la novità, il caos a creare la bellezza perfetta. E il fatto che sia una donna, un'indubbia outsider dell'epoca, a dare vita a tale impresa è il simbolo che spesso la meraviglia si ottiene solo quando si sperimenta e si ha il coraggio di andare controcorrente. Appassionante è la storia d'amore che nasce tra Sabine e André, un amore inizialmente timido e difficile anche per colpa della gelosia della perfida moglie di lui, la quale arriverà persino a danneggiare il lavoro di Madame De Barra; amore difficile anche per il tormento di Sabine per la perdita della figlia - che continua a vedere dappertutto - della quale si sente responsabile, ma grazie ad André la donna riuscirà a riconciliarsi con quel dolore e ad andare avanti.

Le regole del caos è un film bellissimo ed emozionante! La corte del Re Sole è stata ricostruita in Inghilterra (i giardini dei castelli oltremanica non sono meno belli di quelli della reggia di Versailles...) e location e paesaggi sono meravigliosi. Bellissimi i costumi e la colonna sonora! Come sempre, Kate Winslet si dimostra una delle migliori attrici in circolazione ed è bravissima nel ruolo della tormentata e determinata Sabine: il suo sguardo melanconico è una delle immagini del film che più rimane impressa. Si distingue per bravura e intensità il bel Matthias Schoenaerts, l'attore belga che con i suoi ruoli da eroe romantico ha deciso di far innamorare di sé il pubblico femminile di mezzo mondo! Perfetto Rickman nei panni di Luigi XIV, in uno dei suoi ultimi ruoli, e ottimo anche Stanley Tucci.
È stato emozionante rivedere di nuovo insieme per l'ultima volta sul grande schermo la Winslet e Rickman vent'anni dopo Ragione e sentimento.

Le regole del caos è un film splendido, un magnifico viaggio alla scoperta di quella leggenda che è l'epoca del Re Sole, un'epoca di magnificenza e grandiosità in cui la bellezza non poteva che trionfare all'interno delle sale dorate e fuori tra i fiori e i giardini più incantevoli del mondo. Con una storia d'amore tanto delicata ed emozionante, Le regole del caos non può che diventare uno di quei film da vedere e rivedere all'infinito!

Voto: 8

venerdì 9 dicembre 2016

La Madama Butterfly alla Scala

Due giorni fa al Teatro alla Scala di Milano è andata in scena la prima della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, evento trasmesso in diretta in tv che ha dato il via alla stagione lirica del prestigioso teatro.
Sono sempre stata affascinata dalla Butterfly: un po' per la triste vicenda della protagonista, un po' per le meravigliose musiche e un po' per l'ambientazione giapponese! Così ho seguito la diretta in tv con grande emozione e mi sono commossa moltissimo per la sfortunata Butterfly che viene illusa e poi abbandonata da Pinkerton. Tale versione è fedele alla prima versione assoluta andata in scena il 17 febbraio 1904: purtroppo fischiata a suo tempo; invece, l'altra sera è stata un vero trionfo! Questo grazie ad un cast assolutamente perfetto, a costumi meravigliosi e ad una scenografia veramente incredibile!

Ecco qualche immagine dello spettacolo...





















mercoledì 7 dicembre 2016

Poldark 2



Al processo per il saccheggio della nave naufragata, Ross viene dichiarato non colpevole e può tornare in libertà, ma nuove minacce sono sempre dietro l'angolo per lui e Demelza. I continui fallimenti con la miniera e l'apparente inutile ricerca del rame rendono la situazione finanziaria dei Poldark sempre più difficile; inoltre, il perfido George Warleggan è disposto a ricorrere ad ogni intrigo pur di vedere in rovina il suo acerrimo nemico. Nel frattempo, Ross finisce per mettersi di nuovo nei guai stavolta con il contrabbando e mentre il cerchio di stringe intorno a lui... tragedie improvvise, decisioni avventate e gravi errori rischieranno di distruggere per sempre l'amore tra Ross e Demelza...

La seconda serie di Poldark si dimostra appassionante e ricca di colpi di scena come la prima. Reduci dalla tragedia della morte della figlioletta, i Poldark devono affrontare il processo che vede imputato Ross per il saccheggio di una nave e per aver istigato una sollevazione popolare contro le autorità; come se già non fosse abbastanza grave la posizione di Ross, dietro le quinte George Warleggan si adopera in ogni modo per far passare il suo nemico per colpevole... senza però riuscire nel suo intento. Tornato libero, Ross si butta a capofitto nella miniera sperando di poter trovare il rame che possa rimettere in sesto la sua attività, questo anche grazie alla collaborazione con il cugino Francis, con il quale si è riconciliato; ma anche stavolta le trame di Warleggan comprometteranno tutto. Poi l'improvvisa morte di Francis finisce per spezzare l'equilibrio che si era creato tra la famiglia di Ross e quella del cugino: ora che Elizabeth è rimasta sola non può fare a meno di fare affidamento in continuazione sul suo ex; pur amando Demelza, Ross non ha mai dimenticato i suoi sentimenti per Elizabeth e lei, dal canto suo, non fa mistero di aver capito di aver sbagliato a sposare Francis. Il legame che via via si infittisce tra i due dopo la morte del di lei marito non fa che rendere Demelza sempre più sospettosa e nervosa, amaramente consapevole di essere una seconda scelta per suo marito. Dopo una serie di azioni quantomeno sconsiderate, sia Ross che Elizabeth dovranno prendere le rispettive decisioni e ancora una volta sarà Warleggan a giocare un ruolo di grande importanza, per quella che per lui sarà una vittoria schiacciante solo in apparenza...
In tutto questo, Ross rischia di nuovo di mettersi in grossi guai con il contrabbando, ma anche in questa occasione il ribelle e fiero eroe creato da Winston Graham riuscirà a cavarsela.
Tra gli elementi più appassionanti della seconda serie c'è anche la tormentata relazione tra il dottor Enys e la ricca Caroline: i due si amano ma vengono travolti dalle aspettative degli altri e da una serie di fraintendimenti che rischiano di separarli... anche se fortunatamente per loro c'è ancora speranza nonostante tutto!

Ancora una volta la magnifica Cornovaglia di Poldark diventa entità viva, in grado di rubare spesso e volentieri la scena ai protagonisti e ai loro continui tormenti! La colonna sonora è sempre magica e i costumi sono belli! Il cast si conferma più che azzeccato e anche le new entry non deludono!
La saga dei Poldark continuerà nella terza serie e c'è da aspettarsi che colpi di scena ed emozioni non mancheranno affatto!

Voto: 8,5

lunedì 5 dicembre 2016

Amiche di penna



In una delle sue solite giornate noiose trascorse in quel di Yonville, Madame Bovary si ricorda di una lettera che tempo prima le aveva scritto una sconosciuta signora russa desiderosa di diventare sua amica di penna. Attirata dall'idea di poter condividere con qualcuno al di fuori della mediocrità locale l'entusiasmo per la sua ultima lettura, Emma decide di rispondere alla signora russa in questione: Anna Karenina. Così nei mesi successivi, pur non incontrandosi mai di persona, Emma e Anna diventano amiche e lettera dopo lettera, apparentemente accomunate dalla stessa ricerca dell'amore e della libertà da una vita opprimente, finiscono per confidarsi gioie, sofferenze, speranze, auspici per il futuro, stralci di vita mondana e sorprendenti incontri...

Scritto da Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque, Amiche di penna immagina un ipotetico carteggio tra Emma Bovary e Anna Karenina nel quale le due eroine tragiche della letteratura ottocentesca, raccontando l'una all'altra le proprie vicende personali, finiscono per dipanare lettera dopo lettera quello che è il loro ben noto tragico percorso. Così troviamo una Madame Bovary immancabilmente annoiata e oppressa da una realtà matrimoniale mediocre e dalla vita di provincia che tanto detesta, che tenta di evadere dal grigiore che la attornia solo attraverso la lettura dei suoi amati romanzi; e troviamo una Anna Karenina dapprima a Venezia e poi a Parigi in "esilio" dalla Russia ipocrita che la giudica per la sua scelta di vivere senza vergogna il suo amore per Vronskij. Le due si riconoscono come anime affini, donne in un'epoca difficile per le donne che non desiderano nient'altro che essere ciò che sono senza per questo essere additate: sognano l'amore travolgente che le faccia sentire vive, sognano una vita di società autentica e non falsa come si rivela essere troppo spesso, sognano grandi emozioni. Anna apparentemente riesce a ottenere la libertà sperata e tra l'Italia e la Francia si illude di assaporare con Vronskij quella felicità che per lunghi anni le era stata negata in Russia... ma mese dopo mese, lettera dopo lettera la sua situazione diventa sempre più complicata come era prevedibile: condannata ad essere l'amante e l'adultera disprezzata da tutti e con la crescente paura di scoprire un Vronskij stanco di lei. Dall'altra parte, Emma è il simbolo dell'insofferenza verso una realtà ristretta e mediocre che non corrisponde alle proprie aspettative e che conduce la sopracitata Madame Bovary a cercare in amanti falsi e non meno mediocri degli altri una impossibile fuga dalla (sua) realtà; Emma, a differenza di Anna, sembra tradire il marito più per noia che non per reale desiderio di trovare il vero amore (e ciò le verrà aspramente rimproverato da Anna in seguito), ma quali che siano le sue ragioni... finirà anche lei per cadere nell'inevitabile vortice che la condurrà alla definitiva rovina. Entrambe sono destinate ad un finale tragico, questo lo sappiamo bene fin dall'inizio, eppure ad un certo punto sembra che per loro ci siano all'orizzonte risvolti inaspettati e la possibilità di trovare pace dopo più di cento anni di tribolazioni. In quelle lettere in cui Anna parla di grandi opportunità per Vronskij a Parigi e nelle lettere in cui Emma racconta l'incontro con due interessantissimi americani (Rossella e Rhett Butler) e la possibilità per lei di iniziare una nuova vita grazie a loro, sembra che entrambe possano sfuggire al destino scelto per loro da Tolstoj e Flaubert... ma è una speranza vana: perché nessuno può sfuggire al suo destino, soprattutto se si tratta di personaggi letterari.
Dunque, come detto in precedenza, Emma e Anna vanno incontro al loro medesimo tragico destino, però tale carteggio lascia intendere che Anna abbia cercato l'autenticità e non avendola trovata sia stata condannata dalla sua epoca falsa e ipocrita, mentre Emma abbia cercato in maniera più superficiale un escamotage alla sua vita noiosa e alla fine si sia condannata da sola.

Amiche di penna è un retelling molto originale! Le lettere delle due protagoniste ricostruiscono le vicende ben note di Madame Bovary e Anna Karenina, ma lo fanno con originalità e con la ricerca di qualche elemento alternativo che sappia rinnovare tali vicende. Troviamo allora Emma e Anna intente a scambiarsi pareri sui libri letti, a raccontarsi stralci di vita mondana o a parlare di moda; e vediamo le due eroine della letteratura interagire con altri personaggi altrettanto noti (come Rossella e Rhett, Charles Swann e Odette de Crécy e Isabel Archer) e con artisti realmente esistiti (Degas): tutto ciò cala Amiche di penna in un contesto quasi reale e tangibile, immaginando un mondo in cui i grandi personaggi della letteratura mondiale si incontrano davvero! Questo aspetto rende Amiche di penna un grande omaggio ai classici della letteratura da parte delle due autrici.
Amiche di penna è il romanzo ideale per gli appassionati dei classici dell'Ottocento: per riscoprire celebri eroine della letteratura da un punto di vista diverso.

Voto: 7,5