
La storia racconta di Becky Sharp, figlia di una cantante francese e di un pittore, che vuole elevarsi socialmente costi quel che costi: è bella, intelligente e disposta a tutto; una vera arrampicatrice sociale senza scrupoli. In parallelo si segue anche la vicenda della migliore amica di Becky, Amelia Sedley, figlia di un ricco mercante, il cui unico obiettivo nella vita è quello di amare ciecamente il promesso sposo, George Osborne, titubante e alquanto annoiato alla prospettiva di sposarla. Quando la famiglia di Amelia cade in rovina sarà il fidato amico di George, Dobbin, segretamente innamorato di lei, a spingere il ragazzo a non tirarsi indietro dinanzi al suo dovere e a fargli sposare Amelia; dopo la morte di George a Waterloo lei vivrà per anni nell'ossessivo mito del marito fino a scoprire soltanto dopo molto tempo che il maritino non era uno stinco di santo e che il buon Dobbin è un uomo migliore. Storie che s'intrecciano nel contesto delle guerre napoleoniche e che ha appunto nella sconfitta definitiva del generale in Belgio il suo apice. Tra intrighi, maldicenze, povertà, situazioni favorevoli e sfavorevoli, Becky saprà trovare il modo di tenersi a galla con un colpo di fortuna nel finale e Amelia troverà l'amore vero.
Variopinto film di Mira Nair tratto dal famoso, corposo e bellissimo romanzo di Thackeray, La fiera della vanità è il ritratto preciso della società inglese di inizio Ottocento: un'enorme Fiera, per l'appunto, dove le apparenze contano più della verità, dove gli intrighi e le ipocrisie sono le migliori qualità per andare avanti, dove il denaro è l'unico mezzo per esistere e contare qualcosa. I personaggi in questa storia sono tutti negativi, chi più e chi meno, tutti hanno dei difetti che rendono perfettamente le infinite meschinità che compongono il genere umano: dall'arrampicatrice sociale senza scrupoli alla ragazza ossessionata da un amore non sincero per espressione del cuore ma solo automatico sentimento imparato a memoria per anni, dal nobile che pensa di poter comprare tutto all'anziana riccona che parla bene e razzola male, agli ipocriti che tentano di scucire eredità grazie a quattro moine... Ognuno di loro è da biasimare in questa fiera, ognuno di loro recita un ruolo negativo, loro sono la fauna che anima questa fiera selvaggia di signori e nobildonne ben vestite! L'unico faro, l'unico personaggio positivo è Dobbin: colui che ama in silenzio, che mai tradisce, che sa aspettare, che non perde mai la dignità, che rimane coerente e fedele a se stesso, lui solo lui... perché anche nel buio più oscuro c'è sempre un barlume di luce.
Non è facile trarre un film da un romanzo tanto complesso, pieno di sfumature, eventi e personaggi, ma la Nair fa un buon lavoro regalandoci un film piacevole grazie alla bravura degli attori, prima fra tutti una Witherspoon affascinante e ammaliante. Bellissimi e coloratissimi i costumi e belle le location. Un film che consiglio!
Voto: 7,5
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