E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

domenica 12 maggio 2013

Daisy Buchanan veste Prada!

Come se non bastasse il romanzo capolavoro di base, il regista geniale, l'ottimo cast e la splendida colonna sonora... ad impreziosire Il grande Gatsby targato Baz Luhrmann ci pensa anche Miuccia Prada! Sì, perché la costumista Catherine Martin ha collaborato con la stilista italiana per creare i costumi, 40 in tutto, per la scena della festa. Prada, così come Luhrmann, è abituata a reinventare il passato rendendolo moderno e attuale, così tale collaborazione è più che azzeccata!
















venerdì 10 maggio 2013

Just married: Mr e Mrs Righton!

Sabato scorso a Mazan, un paesino a pochi Km da Marsiglia, Keira Knightley è convolata a giuste nozze con il suo fidanzato James Righton, componente della band inglese dei Klaxons. La cerimonia si è svolta alla presenza di sole 11 persone: i parenti e gli amici più vicini alla coppia. Il matrimonio è stato molto semplice: dopo le nozze la coppia è salita su una Renault Clio per andare al ricevimento e gli invitati alla festa non erano più di una cinquantina! Anche la mise della sposa è stata sorprendente! Keira indossava un abito corto di tulle di Rodarte che aveva già indossato nel 2008 durante una festa pre-Bafta, una giacchetta Chanel, delle ballerine come scarpe e sui capelli sciolti aveva una deliziosa coroncina di fiori! Un look davvero molto semplice, delicato, primaverile e giovanile! Una scelta veramente azzeccata perché la semplicità è sempre la cosa migliore!

Sembra che Keira si sia molto commossa durante la cerimonia e sicuramente era radiosa più che mai insieme al suo James! Auguro tanta felicità a Keira e James, e che questa per loro sia la prima di tante gioie!













mercoledì 8 maggio 2013

Les adieux à la Reine



Luglio 1789, i fatali giorni che decreteranno la fine della monarchia assoluta francese raccontati dal punto di vista della giovane Sidonie Laborde, lettrice di Maria Antonietta. Durante le drammatiche ore successive alla presa della Bastiglia e all'inizio della Rivoluzione francese, Versailles è in fermento per un evento a dir poco inaudito destinato a cambiare per sempre la storia della Francia, in quelle ore di confusione e incertezza si muove Sidonie, in ansia per le sorti della Regina e per quello che succederà. Quando l'odio sempre più crescente del popolo verso i nobili porta Maria Antonietta a chiedere a Sidonie di fingersi la duchessa di Polignac per permettere all'amica di salvarsi... la giovane lettrice sarà chiamata a compiere la scelta più difficile di tutte.

Film francese presentato al festival di Berlino del 2012, tratto dal romanzo di Chantal Thomas, con Diane Kruger, Léa Seydoux e Virginie Ledoyen, Les adieux à la Reine (Farewell, My Queen) racconta i giorni cruciali dell'inizio della Rivoluzione francese non dal punto di vista della Storia ufficiale, ma attraverso lo sguardo dell'entourage dell'ultima Regina di Francia, in particolare attraverso gli occhi della lettrice di Maria Antonietta che vede crollare a poco a poco un mondo fatto di privilegi, lusso e superficialità... che sembrava intramontabile. In questa pellicola non accadono grandi cose, grandi colpi di scena, niente che già non sappiamo dai libri di storia... ma è un film che grazie anche alla colonna sonora incalzante mette molta tensione e ansia per quello che accadrà, benché lo si sappia più che bene.

Film interessante per osservare da un punto di vista inedito uno dei fatti storici più conosciuti e raccontati. Versailles da sogno e ottimi costumi!

Voto: 7

lunedì 6 maggio 2013

La stella di luna - Ep. 14: L'eredità di Niamh e Thomas

Episodi precedenti:

Episodio 14. L'eredità di Niamh e Thomas

Il mattino seguente mi svegliai ancora in casa O'Brien: Domhnall aveva approfittato della visita imprevista per passare tutto il fine settimana con la sua famiglia, e i suoi genitori avevano insistito perché rimanessi anch'io.
Ciò che mi svegliò fu una voce bellissima, limpida e dolce... una voce angelica! Ancora nelle nebbie del sonno riconobbi la melodia della canzone che stava intonando... era molto famosa nella capitale, l'avevo sentita tante volte dagli artisti itineranti lungo le strade di dublinesi...


Un artista delle strade dublinesi. Foto di Vele Ivy


So how can you tell me you're lonely
And say for you that the sun don't shine?
Let me take you by the hand
And lead you through the streets of London
I'll show you something to make you change your mind

... era Street of London! Una canzone dalla melodia struggente e il testo duro, ma cantato da quella limpida voce il ritornello sembrava cambiare il suo significato, diventando portatore di speranza:

Come puoi dirmi che sei solo
E dire che per te il sole non splende?
Lascia che ti conduca per mano
Attraverso le strade di Londra
Ti mostrerò qualcosa che ti farà cambiare idea

Mi lavai e vestii di fretta, perché ero troppo curiosa di sapere da dove proveniva quella voce: non era la radio, qualcuno in carne ed ossa stava cantando in casa O'Brien!
Quando scesi, vidi Domhnall fermo impalato davanti alla porta della cucina, con un'espressione stranissima sul volto: aveva gli occhi sgranati e sembrava che trattenesse il respiro. Mi preoccupai nel vederlo così, invece che con la sua solita faccia tra l'impassibile e l'accigliato, perciò gli misi una mano sulla spalla per scuoterlo:
"Ehi, McCarthy! - avevo deciso di chiamarlo così per prenderlo un po' in giro - cosa succede?"
Lui si riscosse un attimo vedendomi, tentò di parlare ma non gli uscirono le parole di bocca, così mi mise una mano sulla schiena e mi spinse delicatamente davanti a sé, in modo da farmi vedere la scena che stava guardando lui.
Allora capii lo stato d'animo di Domhnall: in cucina c'era Réaltàn intenta a preparare una torta, e nel mentre cantava Street of London! Cantava! Non solo aveva ripreso la voce, ma anche la passione per il canto...
In quel momento lei si voltò e ci sorrise:
"Che fate lì immobili? Perché non mi aiutate con questa torta?"


Foto di Ailera Stone


Noi facemmo come aveva detto, ubbidienti, aiutandola a preparare il dolce e poi a rigovernare.
Mentre aspettavamo che la torta cuocesse in forno, ci riunimmo attorno al tavolo della cucina.
Réaltàn improvvisamente mi chiese:
"Ginevra, che ne pensi della cultura giapponese?"
Domhnall aggrottò le sopracciglia di fronte a quella domanda inaspettata, ma io istintivamente risposi:
"Mi piace un sacco... adoro Sailor Moon!"
Lei si mise a ridere di cuore:
"Sì, anche a me piace! E in generale sono sempre stata un'appassionata delle tradizioni nipponiche. Una cosa che mi ha sempre affascinata è la credenza degli Tsukumogami, oggetti che dopo un lungo periodo d'uso acquisiscono un'anima. Che so, l'orsacchiotto di un bambino, o una panchina che ha ospitato generazioni di passanti."
"Affascinante!"
"Sì. Io ho sempre pensato che il medaglione di mia nonna, la Stella di luna, fosse uno Tsukumogami - con una mano sfiorò l'opale scintillante che portava al collo - ora so che è permeato dell'amore di Thomas e delle speranze di Niamh; fino a poco fa non conoscevo la loro storia, ma avvertivo la sua energia ed è per questo che mi è costato tanto separarmene. Quest'oggetto è l'unica cosa che rimaneva a Niamh del suo amato, quando fu costretta a trasferirsi in Austria; però un oggetto, per quanto caro, non è come avere accanto una persona in carne ed ossa. Perdere una persona amata è terribile, e infatti io avevo deciso di smettere di parlare perché non potevo accettare di essere sopravvissuta a Liam, di essere viva mentre lui era morto."
Io sentii subito le mie guance accalorarsi per l'agitazione: non volevo che Réaltàn, in preda alla tristezza, perdesse di nuovo il sorriso e la voce.
"Réaltàn, ascoltami...!" iniziai, ma lei mi bloccò con un sorriso:
"No Ginevra, lasciami finire... dovete sentire tutto quello che ho da dirvi"
"Lei interrompe sempre" si affrettò a puntualizzare il fratello, con un tono che mi fece sorridere, perché sembrava una persona che mi conosce ormai da una vita.
Réaltàn riprese:
"Niamh soffrì tantissimo e ciò la portò alla morte: Niamh era sola. Era stata separata dall'amato e dalla famiglia e portata in una terra straniera, costretta a vivere assieme ad una persona che non amava. Ho riflettuto molto, e mi sono resa conto di essere molto diversa da lei... io ho perduto Liam, ma ho ancora delle persone che mi amano con tutto il cuore: i miei genitori e tu, Domhnall, che hai perfino rinunciato alla carriera per starmi vicino. E ora anche tu Ginevra, che senza timore sei andata a recuperare il mio medaglione. Il fatto che sia tornato a me dopo tutte le traversie che ha passato mi fa pensare che sia un segno del destino... l'amore di Thomas e Niamh è di nuovo con me, così come il vostro. Sono stata un'egoista a non provare a riprendermi, facendo soffrire tutti. Questa consapevolezza mi ha fatto tornare la voglia di parlare e cantare. Ho capito che devo vivere e fare tesoro della vita ogni giorno: provando ad essere felice per me stessa e per Niamh."


John William Waterhouse, My sweet rose


Sentendo quelle parole provai una sensazione di liberazione: percepii che la maledizione delle donne O'Brien era spezzata. Avrei voluto stringere la mano di Domhnall, ma dopo un impercettibile movimento delle dita mi bloccai; non sapevo ancora a che punto fosse la confidenza tra noi due e soprattutto non sapevo sei lui avesse apprezzato un simile gesto. Proprio in quell'attimo, però, sentii che mi afferrava la mano per poi stringerla saldamente, come se avesse intuito i miei pensieri.
In quel momento seppi che Niamh e Thomas da qualche parte erano felici per tutti noi... perché quella era la loro eredità!





Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

sabato 4 maggio 2013

La guerra di Hemingway e Gellhorn



1936, in un bar della Florida s'incontrano per la prima volta Ernest Hemingway e Martha Gellhorn, lui è già il più amato scrittore d'America, lei sta per diventare la più celebre corrispondente di guerra del mondo. I due si rincontrano poco dopo nella Spagna lacerata dalla guerra civile, Hemingway si trova lì per girare un film documentario su quanto sta accadendo, Martha rischia la vita per testimoniare con i suoi articoli la realtà spagnola. Tra i due scoppia la passione e per amore di lei, Hemingway lascia la moglie. Continuamente in viaggio nelle zone devastate dai conflitti in tutto il mondo - Finlandia, Cina, Europa -, lentamente anche il rapporto tra Hemingway e Martha diventerà via via più bellico e conflittuale: entrambi dotati di grande personalità, determinazione e carattere forte... non riusciranno a sopravvivere alla loro relazione, fino all'inevitabile epilogo...

Kolossal televisivo targato HBO sul tormentato matrimonio tra Ernest Hemingway e Martha Gellhorn, due figure che hanno fatto la storia del Novecento, questo film con cast stellare composto da Nicole Kidman e Clive Owen ha il respiro della grande epopea cinematografica composta da una storia potente, interpretazioni di altissimo livello e il sapore epico di vicende realmente accadute che gettano uno sguardo inedito sui grandi fatti della Storia. Viene raccontata in maniera onesta e senza giri di parole la realtà dei drammi che hanno segnato tragicamente il Ventesimo secolo e di come le due celebri figure ne sono state testimoni. Spesso le scene del film si intersecano con le vere scene del documentario Spanish Earth e ci raccontano di quei giorni di dolore, distruzione, speranza e sofferenza in cui un popolo lottava disperatamente per la libertà.
Il desiderio di raccontare in maniera precisa e puntuale gli anni drammatici del secolo scorso, fanno di questo film non solo una pellicola che racconta la storia di amore e di vita di due famosi scrittori ma anche l'affresco di un'epoca sanguinosa e terribile che non finiremo mai di analizzare a fondo, perché solo conoscendo il passato e i suoi errori... tali errori si possono evitare in futuro.
Le grandi interpretazioni delle due star di Hollywood fanno di Hemingway & Gellhorn uno dei momenti televisivi più riusciti degli ultimi anni: in questi casi la tv non ha davvero niente da invidiare al cinema, perché la tv diventa cinema!

Voto: 8

lunedì 29 aprile 2013

La stella di luna - Ep. 13: Il sorriso di Réaltàn

Episodi precedenti:

Episodio 13. Il sorriso di Réaltàn

Mentre stavamo tornando a casa, non potei trattenermi dall'esaminare il medaglione che tenevo tra le mani. Quell'oggetto così pieno di significati nascosti era magico... osservarlo m'incantava, mi avvinceva a sé, m'ipnotizzava, quasi. Era l'oggetto più bello che avessi mai visto: e sembrava davvero una stella lunare, splendida e luminosa.




Trattenendo il respiro e con mani tremanti, mi decisi a scoperchiarlo e fu allora che l'ondata di mille emozioni mi travolse: al suo interno trovai una ciocca di capelli neri, i capelli di Thomas Crawley. Li sfiorai con un dito, incapace di respirare normalmente. Non riuscivo a credere che stavo sfiorando i capelli del disperato pittore folle innamorato di una fata! Presi la ciocca di capelli nel palmo della mia mano e la osservai ancora per lunghissimi minuti, incurante del fatto che stavo camminando senza guardare la strada; poi mostrai quel tesoro a Domhnall.
-"Prima della tua scoperta nessuno della famiglia era mai riuscito a scoprire di chi fossero quei capelli. Non ne conoscevamo né l'origine né la storia. A dire il vero, non sapevamo nemmeno che il medaglione fosse appartenuto a Niamh... tutto quello che sapevamo era che questa collana apparteneva agli O'Brien da generazioni e generazioni, quindi abbiamo sempre ritenuto che i capelli appartenessero a qualche nostro trisavolo" mi spiegò lui.
Appena arrivati a casa, senza perdere tempo andammo direttamente da Réaltàn, che sedeva vicino alla finestra e stava riattaccando un bottone ad una camicetta, quando si accorse del nostro arrivo, alzò la testa dal suo lavoro e ci osservò con curiosità. Mi avvicinai e col cuore pieno di gioia, aprii le mani porgendole il tesoro che vi era custodito. Alla vista del medaglione, il volto di Réaltàn s'illuminò all'istante e si aprì al più delizioso, sincero e genuino sorriso che avessi mai visto.


Foto di Ailera Stone


Si alzò in piedi e facendo cadere la camicetta, prese il medaglione e dopo averlo guardato qualche istante se lo strinse al petto. Quando quel primo momento di gioia si fu placato, Domhnall invitò la sorella ad ascoltare attentamente quanto avevamo da dirle, quindi io iniziai a raccontare a Réaltàn ogni cosa. Del dipinto di Thomas Crawley, della mia casuale scoperta al museo di Oxford, della lettera di Waterhouse, di Niamh e Thomas, de La belle dame sans merci... e soprattutto del fatto che lei era la copia esatta di Niamh. A quel punto, Domhnall sparì in un'altra stanza per riemergerne pochi minuti dopo con in mano una pagina di quotidiano che mostrò alla sorella: Réaltàn rimase a bocca aperta quando posò lo sguardo sul ritratto di Niamh O'Brien. Era come se si stesse guardando allo specchio. Dapprima sembrò confusa, dibattendosi nel tentativo di fare chiarezza nel mezzo di tutte quelle rivelazioni... poi, dopo qualche istante, senza tradire nessun turbamento, mi abbracciò con tutta la tenerezza del mondo; infine con le lacrime di commozione agli occhi e un nuovo, raggiante sorriso se ne andò portando con sé la collana e la pagina di giornale. Mi voltai verso Domhnall e con lo sguardo gli chiesi cosa sarebbe accaduto.
-"Starà bene, non preoccuparti"


Foto di Ailera Stone


Improvvisamente mi sentii incredibilmente stanca... a causa della notte insonne, della missione di recupero della collana e soprattutto per tutte le emozioni accumulate in poche ore. Mi strofinai il volto con le mani, come per scacciare la stanchezza. Poi guardai Domhnall e notai che anche lui aveva un'aria stanca. Sentendosi osservato, alzò gli occhi verso di me... ci guardavamo in silenzio ed è inspiegabile la sensazione che provai, eppure era così: per la prima volta non c'era ostilità da parte sua nei miei confronti, non era il solito ragazzo tormentato, appariva rilassato come non mai. Quella era la primissima volta che mi sentivo davvero a mio agio con lui, non l'avevo mai sentito così vicino. E la cosa incredibile è che percepivo che anche lui stava pensando la medesima cosa! Mi si avvicinò e mi scostò una ciocca di capelli mettendomela dietro l'orecchio.
-"Grazie. Grazie per quello che hai fatto per mia sorella e per la mia famiglia" disse con serietà, "Era dalla morte di Liam che non vedevo Réaltàn sorridere in quel modo" fece una pausa, poi riprese "Sai, io stesso fatico a crederlo... ma tra tanti, proprio una ficcanaso come te è riuscita ad aiutare tutti noi. Il fatto è che all'inizio non sopportavo la tua esuberanza, il tuo carattere così vulcanico ed eccessivo, ma poi ho capito che è proprio questo ad attrarmi di più in te..." sapevo che non era facile per lui dire quelle parole, sapevo che la sua indole introversa gli rendeva difficile esternare i suoi pensieri e sentimenti, per questo apprezzai ciò che mi aveva detto.
-"Domhnall, chiedevo solamente questo: che tu mi dessi una possibilità, che imparassi ad avere fiducia in me..." mi sentii assurdamente felice in quel momento, senza capirne la ragione.
Lui deviò lo sguardo, sembrava che cercasse parole che tardavano ad arrivare, poi tornò a guardarmi: "Ginevra, io non sono bravo in queste cose... sono un tipo scontroso e dal carattere non sempre facile, lo so..."
-"Spesso e volentieri sei scostante, a tratti sei antipatico e generalmente sei un ragazzo impossibile..." aggiunsi io con un sorriso divertito, lui mi lanciò un'occhiata accigliata, poi la sua espressione si fece incerta.
-"Lasciami finire..." aggiunse.
-"Va bene così, non mi devi ringraziare ulteriormente, non ce n'è bisogno" gli dissi con dolcezza. Forse fu proprio il mio tono dolce o chissà che altro, fatto sta che accadde: lui mi sorrise! Il primo vero sorriso che avessi mai visto sul suo volto! Dapprima incerto e titubante... in seguito vero e sincero. In quell'istante mi resi conto di non aver mai visto un ragazzo più bello di lui. Quella consapevolezza durò poco... perché Domhnall, a quel punto, s'inchinò e mi baciò sulle labbra, con tutta la passione del suo cuore tenebroso, stringendomi forte a sé. Tutto il mondo sparì in un attimo dalla mia vista.


Disegno di Vele Ivy


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

mercoledì 24 aprile 2013

La stella di luna - Ep. 12: Mr Puck

Episodi precedenti:

Episodio 12. Mr Puck

Il mattino seguente mi alzai prestissimo e mi vestii in fretta, poi uscii dalla mia stanza e scesi le scale senza fare rumore: non volevo essere scoperta da nessuno, dal momento che desideravo tornare a missione compiuta col medaglione per fare una sorpresa a Réaltàn. Avevo già messo la mano sulla maniglia della porta e stavo per aprirla quando sentii un rumore alle mie spalle: mi girai di sottecchi. Era Domhnall.
-"Ginevra, sono le 7, dove diavolo stai andando a quest'ora?" mi chiese con un'espressione tra il perplesso e l'accigliato.
Imprecando silenziosamente tra me e me al pensiero che tra tutta la famiglia proprio lui doveva cogliermi in flagrante, cercai di non mostrarmi colpevole:-"Potrei farti la stessa domanda..."


Foto di Ailera Stone


-"Ecco, non riuscivo a dormire..." farfugliò, poi riprese "... e comunque in casa mia sarò pur libero di alzarmi all'ora che preferisco!" ad un certo punto notò ciò che avevo in mano e indicandolo continuò a parlare "Quello che cos'è? Che cos'hai in mente, stavolta?" sospirò con esasperazione.
Guardai la pergamena che tenevo in mano, un brivido mi corse lungo la schiena. Non avevo scelta: dovevo confessargli ogni cosa. Facendomi coraggio, mi schiarii la voce e gli illustrai il mio piano per recuperare il medaglione, lui mi ascoltò in silenzio, il volto una maschera enigmatica. Quando terminai di esporgli il piano mi chiese di vedere la pergamena che io gli porsi, la esaminò qualche istante, poi tornò a guardarmi:
-"E tu pensi davvero che funzionerà? Nessuna persona con un minimo di sale in zucca scambierebbe un foglio ingiallito col tè per una antica pergamena!"
-"Evidentemente stai sottovalutando le mie capacità di persuasione!" risposi offesa "Comunque, non intendo discutere delle possibilità di successo del mio piano con te! Sono intenzionata ad andare fino in fondo, o almeno farò il possibile per riportare il medaglione alla sua legittima proprietaria: tua sorella. Perciò, se non ti dispiace, io ora ho da fare..." mi girai e afferrai nuovamente la maniglia della porta, mentre l'aprivo lo sentii sbuffare.
-"Ok, ti accompagno da Mr Puck..." disse e a quelle parole mi voltai a guardarlo con un sorriso stampato in faccia, "... ma ti avverto, lo faccio solo per gustarmi tutta la scena!"




Dopo aver camminato per quasi mezz'ora, arrivammo davanti alla casa di Mr Puck: l'anziano antiquario viveva in un enorme edificio a due piani dove gli stili architettonici si mischiavano tra loro, creando un effetto alquanto bizzarro; doveva essere tanto ricco quanto stravagante. Giunti davanti alla porta, senza perdere tempo suonai il campanello. Ci venne ad aprire quella che doveva essere una domestica, una corpulenta signora di mezza età con un sorriso bonario, che ci condusse nello studio del padrone di casa. La donna ci fece entrare nella stanza dove trovammo Mr Puck, un uomo dai capelli bianchissimi di età compresa tra i 90 e i 120 anni intento a studiare un libro aiutandosi con una lente d'ingrandimento. Quando il vecchietto si accorse di noi, dimostrando uno spirito vivace davvero notevole, si alzò e ci venne incontro.





-"Benvenuti. Come posso esservi utile?" chiese, dopo averci indicato le poltrone di cuoio dove sederci.
-"Ecco, Mr Puck, io mi chiamo Ginevra Baroni e sono..." Iniziai a dire, ma a quelle parole una luce baluginò negli occhi del vecchietto, dopo di che si alzò nuovamente e venendomi vicino mi prese entrambe le mani.
-"La famosa Ginevra? Ginevra Baroni in casa mia, quale onore! Io sono un suo fervente estimatore, con quale emozione ho seguito la sua scoperta l'anno scorso! Incredibile, Ginevra Baroni in casa mia, incredibile! Una così attenta scopritrice di tesori e antichi misteri, sotto il mio tetto!" gridò con entusiasmo.
Domhnall ed io ci scambiammo un'occhiata sconcertata: nessuno dei due si sarebbe mai aspettato un'accoglienza così pomposa da parte dell'anziano antiquario! Più l'uomo mi faceva i complimenti più faticavo a trattenere le risate e con la coda dell'occhio mi accorsi che persino Domhnall il Tenebroso tratteneva a stento un sorriso divertito.
Dopo aver bevuto il tè e mangiato i pasticcini che Mr Puck ci aveva offerto e soprattutto dopo essersi riavuto dall'emozione per aver conosciuto nientemeno che la famosa Ginevra Baroni, l'uomo si rimise seduto e mi chiese a cosa doveva l'onore della mia visita.
-"Ehm... ecco, le ho portato qualcosa" gli porsi la pergamena, Mr Puck la prese in mano e aiutandosi con la lente d'ingrandimento iniziò ad esaminarla "Ho trovato questo antico documento durante le mie ricerche e avendo sentito parlare di lei come di un grande esperto... ho ritenuto che fosse lei la persona giusta per avere cura di un simile tesoro..."
-"Yeats! Non posso crederci, non posso crederci!" gridò l'anziano, guardandomi dopo qualche minuto, "Una pergamena autografa del poeta, non posso crederci!" era sempre più confuso ed emozionato, rilesse il testo ancora e ancora e infine sbottò "E lei, signorina Baroni, lo sta dando a me?"
-"Certo, non riuscirei ad immaginarlo in mani più sicure" dissi, cercando di mantenermi seria e professionale.
-"Anche se io non mi ritengo degno di custodire un tesoro scoperto da Ginevra Baroni in persona... tuttavia, sarebbe scortese da parte mia rifiutare un tale onore..." posò sia il foglio sia la lente e mi guardò con improvvisa serietà "Come posso sdebitarmi?"




Feci vagare lo sguardo lungo la stanza: era piena di libri e oggetti antichissimi, una quantità di roba che nemmeno in un museo avrebbe trovato posto; ad un certo punto, la mia attenzione si posò su una vetrina in cui individuai ciò che stavo cercando: il medaglione a forma di stella. Assunsi l'aria più innocente del mondo e parlai.
-"Mi piacerebbe avere quel medaglione... Sì, potrei cederle la pergamena in cambio della collana, che mi pare essere di poco valore..."
Mr Puck si voltò a guardare la collana, poi con aria titubante mi rispose: -"Il fatto è che quel medaglione mi è costato una considerevole somma di denaro e l'ho comprato da meno di due anni..."
-"Oh, avrei così tanto desiderato averlo..." fingendo delusione, mi alzai e rivolgendomi a Domhnall dissi "E' meglio se ora andiamo, non credo di riuscire a sopportare la vista di quella bella collana e il pensiero che non sarà mai mia..."
A quel punto, Mr Puck scattò in piedi e mi venne incontro:-"Un momento!" detto questo andò verso la vetrina, la aprì e ne estrasse la collana, poi si avvicinò e me la mise delicatamente in mano, -"Non oserei mai fare un torto alla signorina Baroni, la collana è sua e non parliamone più" mi sorrise dolcemente. Lanciai un'occhiata a Domhnall quasi incredula per essere riuscita nel mio intento e anche lui lo era.
-"Lei mi ha reso felice, Mr Puck!" lo ringraziai con sincerità "Mi raccomando, tenga la pergamena al sicuro e soprattutto non la mostri mai a nessun esperto: se si venisse a scoprire della sua esistenza, in quanto patrimonio dell'umanità, gliela porterebbero via per esporla in un museo". Mi accorsi che Domhnall stava scuotendo la testa con aria sconcertata, ma non m'importava: ero riuscita a riavere la collana e il resto non aveva importanza. Dopo aver salutato Mr Puck, la domestica ci stava accompagnando alla porta, un attimo prima di varcare la soglia ci sentimmo chiamare e girandoci vedemmo l'anziano antiquario venire verso di noi.
-"Aspettate un attimo, mi sono ricordato di una cosa" disse.
Per un attimo pensai che Mr Puck si fosse accorto dell'imbroglio! Guardai Domhnall che si era fatto più pallido del solito e con un'espressione accigliata mi sussurrò all'orecchio:-"Lo sapevo che questa era una follia!"
Mi schiarii la voce e mi preparai al peggio:-"Mr Puck, lasci che le spieghi come mai noi..." ma non mi diede il tempo di terminare la frase.
-"Signorina Baroni, prima di andarsene deve assolutamente farmi un autografo!"


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!