E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

lunedì 1 aprile 2013

La stella di luna - Ep. 9: La storia di Réaltàn

Episodi precedenti:

Episodio 9. La storia di Réaltàn

"Réaltàn non è sempre stata così - cominciò Domhnall - una volta non aveva quel sorriso triste, era sempre allegra e piena di vita, e cantava tutto il giorno. Era la luce di questa casa."


Foto di Ailera Stone


"Cantava?" chiesi io, stupita.
"Sì, lei non è nata muta, aveva anzi una bellissima voce. Tutto cambiò due anni fa, a causa di un terribile trauma."
"Ah... - feci io, esitante - quindi è per questo che anche tu sei così, ehm... taciturno?"
Lui perse un attimo il tono triste che aveva assunto all'inizio del racconto e mi fulminò con lo sguardo:
"Io sono sempre stato così, se proprio vuoi saperlo. Perché, c'è qualche problema?"
"Bé, no! Ehm, però scusa se te lo dico, ma al di là del fatto che sei di poche parole, ho notato che non sorridi quasi mai... e questo è strano, anche per una persona introversa."
Lui sbuffò: "Comunque ora non stavamo parlando di me, ma di mia sorella. La vuoi sentire la sua storia, o no?"
"Va bene, non ti interrompo più"
Domhnall si calmò un poco e riprese.
"Quello che accadde due anni fa fu un terribile incidente che coinvolse Réaltàn e il suo fidanzato, Liam. Di lì a poco avrebbero dovuto sposarsi, ma non accadde mai perché Liam morì. Mia sorella sopravvisse, ma da quando uscì dal coma non parlò mai più."
"Divenne muta a causa dell'incidente?"
"Probabilmente a causa del dolore. I medici sostengono che non abbia subito lesioni che le impediscano di parlare, il suo mutismo è dovuto allo shock che non ha ancora superato. Per stare vicino alla mia famiglia io sono tornato dall'America e ho trovato un lavoro temporaneo qui. Sono stati tempi difficili, a Réaltàn servivano specialisti in grado di seguirne la riabilitazione, non certo numerosi in un'isola così sperduta, abbiamo dovuto chiamarli da fuori. Per poterli pagare abbiamo anche venduto un gioiello di famiglia, a cui mia sorella teneva molto perché apparteneva a nostra nonna Diana."
"Diana?" chiesi io, improvvisamente colpita da quel nome.


Albert-Ernest Carrier-Belleuse, Diana Goddess of the Hunt


"Sì, come la dea appartenente alla mitologia delle tue parti. Tra l'altro, Diana è anche il secondo nome di Réaltàn. Comunque, in mezzo a tutto questo io persi il mio lavoro e dovetti recarmi a Dublino; appena arrivato, però, vidi la locandina di un giornale: raffigurava mia sorella, in un ritratto preraffaellita!"
"Il ritratto di Niamh O'Brien..."
"Sì. Io e la mia famiglia siamo discendenti di Niamh O'Brien, probabilmente di uno dei suoi fratelli"
Ebbi un sussulto; in quell'attimo realizzai che stavo parlando con un discendente della musa che aveva ispirato non solo Thomas Crawley, ma anche il grande pittore Waterhouse. Ma Domhnall non avvertì il mio turbamento, e proseguì:
"Quella storia ha fatto molto scalpore. Capisci bene che il mio primo pensiero è andato a Réaltàn: non solo avrebbe sofferto ulteriormente scoprendo che anche una sua antenata aveva perso il suo amato, ma se i media l'avessero scoperta la loro attenzione si sarebbe concentrata su di lei in maniera morbosa. Mi immagino i titoli: La maledizione delle sfortunate donne O'Brien colpisce ancora! La paura che fosse coinvolta in questa storia mi fece prendere la decisione di cambiare cognome, anche se il rischio era basso perché è molto diffuso in Irlanda. Ma sentivo di dover fare qualsiasi cosa pur di proteggerla... così, quando grazie ad Agata trovai lavoro in biblioteca, spiegai la situazione al mio principale. Fu molto comprensivo e accettò di presentarmi a tutto come McCarthy. Lui è l'unica persona a cui ho dovuto rivelare il mio segreto, nemmeno Agata - che era al corrente della mia identità perché ci conosciamo da tempo - sa il motivo che mi ha spinto a prendere questa decisione. Sono stato molto vago con lei."
"Ma non è stato difficile tenere nascosta una cosa simile a Réaltàn? Tutti i giornali e i programmi televisivi ne parlavano..."
"Per fortuna in questa isola quasi nessuno ha la tv, e non ci sono nemmeno edicole. Qui è motivo di orgoglio nazionale rimanere come ai tempi andati. Solo qualche stravagante si fa arrivare qualche rivista dall'esterno, ma siamo stati attenti a chiedere a tutti di tacere con mia sorella, e per fortuna la gente di Jarlath è gente discreta. Abbiamo mantenuto un profilo basso e ci siamo riusciti, prima che arrivassi tu." Concluse, riprendendo un tono ostile.
"Ehm... ma quindi Réaltàn cosa sa delle sue origini?"


John William Waterhouse, My sweet rose


"Quello che sapevamo tutti noi prima della tua scoperta, cioè che la famiglia O'Brien ha vissuto in Inghilterra nell'Ottocento dopo essere emigrata laggiù a seguito di una epidemia, e che poi uno di loro era tornato in Irlanda ai primi del Novecento."
Tutte quelle rivelazioni mi lasciarono incredula. Avvertivo il senso di colpa, ma sentivo anche che dovevo fare qualcosa, qualsiasi cosa per aiutare Réaltàn, perché mi sentivo in debito sia con lei che con Niamh. Eppure sarebbe stato difficile agire se Domhnall mi avesse sempre remato contro... io non mi ero comportata in modo esattamente ortodosso, però anche lui mi aveva provocata fin da subito, invece di cercare di gestire la situazione in maniera razionale.
Ero così scossa che non potei trattenermi e sbottai:
"Ma Domhnall, accidenti! Perché, invece di osteggiarmi, non mi hai raccontato tutto fin dall'inizio? Avrei capito... e non avrei mai dato fastidio alla tua famiglia!"
"E perché mai avrei dovuto fidarmi di te? Sei una persona che non è capace di farsi i fatti propri, che ha perfino trafugato un manoscritto da Oxford per ottenere i suoi scopi. Avrei dovuto raccontare proprio a te la nostra storia? Per dare in pasto mia sorella alla stampa?"
"Avresti almeno potuto cercare di conoscermi per capire se potevi fidarti di me. Una persona normale fa così."
"Normale! Senti chi parla! Ti sembra normale rubarmi le chiavi, arrivare fin qui e piazzarti in mezzo alla mia famiglia come se conoscessi i miei genitori e mia sorella da sempre?"
Nel bel mezzo della nostra lite, la mamma di Domhnall bussò educatamente alla porta: 
"Domhnall e Ginevra cara, è pronta la cena!"


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

giovedì 28 marzo 2013

Cirque du Soleil 3D: Mondi Lontani



La giovane Mia capita casualmente in una fiera di paese, lì viene invitata ad assistere all'esibizione di un affascinante trapezista, ma proprio mentre il ragazzo è alle prese con un'acrobazia particolarmente difficile... basta uno sguardo scambiato con la ragazza per tradirlo e fargli perdere la presa: così i due cadono in una voragine che li proietterà in mille mondi straordinari, folli, fantastici e dovranno fare l'impossibile per ritrovarsi...

Il Cirque du Soleil è il circo più famoso del mondo, creato da Guy Laliberté nel 1984, si avvale della collaborazione di straordinari acrobati che con la loro bravura regalano magie e sogni agli spettatori. La magia che ha conquistato tutto il mondo sbarca al cinema con una storia da una parte tutta nuova (la storia d'amore tra i due ragazzi), d'altra parte però il film è più che altro un pretesto per raccontare, omaggiare e celebrare il mondo del Cirque du Soleil attraverso i suoi spettacoli più famosi: infatti i mondi fantastici che attraversano Mia e il trapezista non sono altro che i vari spettacoli messi in scena in questo momento, come Viva Elvis o lo show dedicato ai Beatles; così si va da Las Vegas alle ambientazioni orientali, per raccontare il fantastico che si cela dietro un normale tendone! Ci sono danze nell'acqua o su galeoni volanti, ci sono epiche battaglie, ci sono colori, musiche bellissime, bizzarri personaggi e strane creature... tutto in un tripudio pirotecnico di invenzioni che elogiano la fantasia, la follia, la voglia di credere che sia possibile! Perché è proprio la fantasia la cosa più vera e autentica che abbiamo al mondo!
Ho amato tantissimo la parte dedicata allo spettacolo dei Beatles (adoro i Fab Four), sono rimasta colpita dal numero delle acrobate orientali, bellissima la luna che diventa un oceano in cui si tuffa il trapezista! Di scena in scena non facevo altro che ripetere a voce alta "E' incredibile!", perché davvero ogni singola scena di questo film lascia a bocca aperta e commuove! Non potevo smettere di provare infinita ammirazione per la bravura di questi acrobati che sfidano le leggi della gravità per regalarci qualcosa di unico e indimenticabile. La colonna sonora è splendida, i colori sono luminosi... Questo non è un film ma è un lunghissimo sogno, un folle, visionario sogno che ci trascina in mondi unici tutti da scoprire! C'insegna a credere che qualcosa di straordinario esista davvero... al di là della vita di tutti i giorni!

Voto: 8,5

mercoledì 27 marzo 2013

23 aprile: Giornata del Drago!



La fantasia, l'immaginazione è quanto di più importante ha un individuo, la capacità di sognare e di immaginare con la fantasia mondi lontani e creature magiche è il potere più grande che ognuno di noi ha. La necessità di viaggiare con la fantasia e dare forma al fantastico non ci abbandona mai e non deve abbandonarci mai perché è uno dei beni più preziosi che abbiamo! Nel corso del tempo opere letterarie, saghe, leggende ecc. hanno tratto spunto dall'infinito spazio della fantasia umana, dando vita a creature mitiche e leggendarie che per secoli hanno accompagnato la gente. La letteratura (e poi il cinema, il fumetto, l'animazione) ha fatto sue le creature e i personaggi fantastici creando quasi una sorta di "biografia della fantasia" in cui ogni creatura fantastica - draghi, elfi, fate, cavalli alati, sirene ecc. - ha trovato la sua storia, le sue storie... perché il regno della fantasia non ha confini o limiti! Tra queste creature fantastiche, nessuna come il drago ha saputo farsi strada... imponendosi talvolta come creatura spaventosa, talvolta come creature benevola, senza mai perdere quel fascino mitico che per sua natura rende il drago un elemento peculiare delle storie fantastiche! Dal drago di San Giorgio passando per Falcor de La storia infinita fino a Elliott il drago invisibile dell'omonimo film, questa creatura mitica e leggendaria ha affascinato centinaia di migliaia di persone di ogni età e di ogni epoca! Perciò sembrava più che mai giusto dedicare al drago una giornata! Così grazie all'intraprendenza di alcuni blogger è nata l'idea di istituire la Giornata del Drago! La data scelta è il 23 aprile: giorno di San Giorgio!
Partecipare è facile: basta scrivere un post, il 23 aprile, dedicato ai draghi (un racconto, un disegno, una foto ecc.). Io parteciperò sicuramente e siete tutti invitati a farlo! Sul blog ufficiale dell'evento potete leggere tutte le info per partecipare all'iniziativa!

lunedì 25 marzo 2013

La stella di luna - Ep. 8: Un arrivo imprevisto

Episodi precedenti:

Episodio 8. Un arrivo imprevisto

Mentre versavo nel più totale stato di caos mai provato in tutta la mia vita, non mi accorsi subito che nella stanza in cui mi aveva portato la sosia di Niamh erano appena entrate altre due persone: presumibilmente i genitori della ragazza. I due mi lanciarono un'occhiata alquanto perplessa (e come dar loro torto dal momento che si erano ritrovati una sconosciuta in stato confusionale sul divano di casa!), poi la donna si rivolse in gaelico alla ragazza:
-"Réaltàn, che cosa è successo?"





A quel punto Réaltàn con un sorriso incerto, senza aprire bocca, iniziò a mimare dei sogni con le mani e nel mio stato di shock mi ci volle più di qualche secondo per realizzare che la fanciulla era muta e stava comunicando attraverso il linguaggio dei segni. Improvvisamente apparve un bicchiere d'acqua davanti al mio annebbiato campo visivo e alzando la testa mi accorsi che era il padre che, con un sorriso gentile, me lo stava porgendo; sorseggiai l'acqua con avidità nella speranza che bastasse a schiarirmi le idee. Prima di riuscire a farfugliare qualche parola di ringraziamento o una qualsiasi spiegazione circa la mia identità, la madre mi fu accanto e sorridendo (pare che l'unico della famiglia a non sorridere mai fosse Domhnall) mi mise una mano sulla spalla.
-"Come ti senti, cara?" mi chiese in inglese con aria sinceramente preoccupata.
-"Ehm..." mi schiarii la voce a fatica "... bene... sto bene... Io sono un'amica... sì... sono un'amica di Domhnall..."
A quelle parole i tre si scambiarono uno sguardo significativo, poi la donna rivolgendosi alla figlia - sempre usando l'inglese per rispetto nei miei confronti - disse: -"Réaltàn, è un'amica di tuo fratello! E' così insolito vedere una sua amica da queste parti! Dobbiamo trattarla con la massima gentilezza!" sorrise divertita.





Ero arrivata da non più di due ore e già mi sentivo a casa mia in quel luogo: i signori O'Brien si erano dimostrati da subito amichevoli con me, mostrando un calore e una simpatia che al giorno d'oggi sono difficili da vedere nei confronti di persone sconosciute; notai fin da subito che si trattava di gente semplice e alla mano, ancora legata a quei valori di solidarietà e amicizia che un tempo erano la norma tra le persone. Eravamo tutti e quattro seduti al tavolo della sala da pranzo, nel clima più familiare possibile, e non appena mi fui ripresa a sufficienza, dopo aver bevuto il tè bollente che Réaltàn mi aveva preparato, i signori O'Brien avevano iniziato a farmi qualche domanda.
-"Quindi vivi proprio a Roma città?" chiese Mr O'Brien.
-"Esattamente" risposi.
-"Noi ci siamo stati in viaggio di nozze tanti anni fa..." disse Mrs O'Brien con aria sognante, poi si rivolse di nuovo a me "... E dimmi, quella deliziosa piazzetta con il mercato..." ma non riuscì a finire la frase perché un rumore fortissimo catturò la nostra attenzione: sentimmo una porta sbattere fragorosamente e pesanti passi in avvicinamento. Dopo qualche istante comparve Domhnall. Aveva una terrificante espressione furiosa sul volto! Tutti e quattro lo guardammo con la medesima espressione perplessa... stessa espressione perplessa che ben presto assunse anche lui: dovevamo sembrare insolitamente sereni e tranquilli ai suoi occhi, certamente quel suo caratteraccio non riusciva a concepire l'altrui calma interiore.





-"Domhnall, tesoro, arrivi giusto in tempo! Guarda chi ci è venuta a trovare: la tua cara amica Ginevra! Vuoi anche tu una tazza di tè?" gli chiese la madre come se non si fosse minimamente accorta dell'aria attonita di Domhnall il Tenebroso. Ignorando la domanda, lui mi squadrò attentamente e poi, cercando con scarsi risultati di dominare la rabbia che stava di nuovo affiorando sul suo volto, ordinò alla sua famiglia di lasciarci soli. I genitori e la sorella sembravano riluttanti, evidentemente incapaci di capire le azioni del ragazzo, ma dopo un istante si alzarono tutti e tre e se ne andarono; Domhnall li lasciò sfilare e poi si affrettò a chiudere la porta della stanza alle sue spalle. Eravamo da soli e io mi sentivo maledettamente a disagio. Lo sguardo che mi lanciò in seguito mi fece rabbrividire, provai a parlare per spiegargli quello che lui evidentemente voleva sapere, ma non mi diede il tempo di aprire bocca.
-"Che cosa credevi di fare? Ti ho vista mentre rimettevi a posto le chiavi nella mia giacca! Mi ci è voluto un istante per capire quali erano le tue intenzioni, fastidiosa ficcanaso! Ti sono subito corso dietro per fermarti... ma purtroppo sono arrivato tardi: quando il battello era già partito! Per questo, per sventare qualsiasi assurdo piano ti fosse venuto in mente, sono stato costretto a prendere il battello successivo per raggiungerti!" disse tutto questo senza mai fare pause, senza mai respirare, con la più terribile delle espressioni.
-"Ascolta, so che può sembrare che io..." provai a farfugliare ma lui mi zittì con un solo sguardo.
-"Non avresti mai dovuto prenderti la libertà di ficcare il naso in casa mia! Dovrei denunciarti per questo! Chi ti ha dato il diritto d'impicciarti dei miei affari personali? Puoi rubare pezzi da museo e farla franca, ma nessuno ti dà il diritto d'invadere la privacy delle persone!" a quelle parole mi si strinse il cuore, ma lui implacabile continuò a biasimarmi "Il tuo gesto sconsiderato rischia di costare caro alla mia famiglia, soprattutto a mia sorella! Ma tanto a te, la famosa Ginevra Baroni, cosa importa?"
Le sue parole mi avevano fatto male nel profondo, in un modo che mai avrei creduto possibile. Sapevo di non aver agito per recare danno a nessuno... eppure, non potevo evitare si sentirmi mortificata: comprendevo che lui stava solo proteggendo la sua famiglia. Chinai il capo senza nemmeno provare a difendermi, ero troppo abbattuta dal suo disprezzo per poter reagire. Passarono alcuni terribili minuti di silenzio, poi lo sentii sospirare e sbirciando timidamente verso di lui mi accorsi che si era seduto: aveva l'aria di una persona giunta al limite dell'esasperazione e sembrava riflettere su qualcosa. Improvvisamente fissò lo sguardo su di me e schiarendosi la voce disse semplicemente: -"Tanto vale, a questo punto, che ti racconti tutta la storia".


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

sabato 23 marzo 2013

Labyrinth



La giovane Alice Tanner, dopo una relazione finita, decide di cambiare aria e di recarsi nel sud della Francia per aiutare l'amica archeologa in alcuni scavi, cogliendo così l'occasione per vedere con i suoi occhi la casa lasciatale in eredità da una zia. Lì in maniera casuale scoprirà di essere misteriosamente legata ad una nobildonna di nome Alais vissuta a Carcassonne nel 1200. Scopriamo così la Carcassonne sotto assedio per mano dei Crociati mandati dal Papa per mettere fine a quella che considera l'eresia dei Catari, in questo contesto la giovane Alais dovrà fare di tutto per salvaguardare un'antica saggezza che non deve cadere nelle mani sbagliate.

Miniserie tratta dal romanzo di Kate Mosse I codici del labirinto, mischiando abilmente Francia del Duecento e Francia dei giorni nostri, tra intrighi, misteri, ossessioni e complotti racconta del destino di due donne separate da 800 anni che faranno di tutto per fare la cosa giusta; l'ingiusta Crociata contro i Catari, il mistero del Graal e la sete di potere che spinge diversi personaggi alle azioni più terribili pur di raggiungere i propri obiettivi... sono il leit-motiv di questa storia avvincente e piena di colpi di scena, appassionante e commovente.

Miniserie davvero bella, che annovera nel cast tanti volti noti direttamente da molte serie tv di successo e non solo, come Jessica Brown Findlay (Downton Abbey), Emun Elliott (The Paradise), Sebastian Stan (Once Upon A Time) e Tom Felton (Draco Malfoy di Harry Potter). Una serie tv che consiglio!

Voto: 8





giovedì 21 marzo 2013

Il grande e potente Oz: il mago imbroglione



Oscar Diggs è un illusionista da quattro soldi che si esibisce in un circo itinerante, fa sogni di gloria sperando di diventare un grande uomo, ma la realtà è che è poco più di un ciarlatano egocentrico. In fuga da un tizio che ce l'ha con lui, prende il volo su una mongolfiera che lo trasporta dal Kansas in una misteriosa, sconosciuta terra popolata da strane creature; lì s'imbatte nella strega Theodora che riconosce in lui il mago della profezia destinato a sconfiggere la strega cattiva, riportare la pace e diventare il nuovo Re di Oz. Oscar è consapevole di non essere il grande mago di cui sopra, ma è convinto che questa sia la sua grande occasione e non intende lasciarsela sfuggire. Giunto alla Città di Smeraldo viene mandato in missione da Evanora alla ricerca della perfida strega... ma niente è come sembra. Aiutato da una simpatica scimmietta volante, da una dolce bambola di porcellana e dalla bella strega buona Glinda, Oscar sarà chiamato a riportare pace e speranza ad Oz e soprattutto dovrà trovare la nobiltà e il coraggio che si nascondono in lui...

Film di Sam Raimi targato Disney tratto dal mondo creato dallo scrittore L. Frank Baum, Il grande e potente Oz ci porta alle origini del mito del Mago di Oz e ci racconta come tutto ha avuto inizio, come un imbroglione del Kansas è riuscito a diventare il grande Mago di Oz a cui in seguito si rivolgeranno Dorothy e i suoi amici. E' una storia sull'aver fiducia nelle proprie possibilità anche se ci si ritiene troppo deboli e inadeguati, insegna che ognuno di noi nel suo piccolo può essere un eroe se lo vuole veramente e se ha il coraggio di cambiare e diventare una persona migliore, insegna che niente è impossibile se ci s'impegna davvero.
Il film è molto originale: i primi minuti sono in bianco e nero (deliziosi i titoli di coda versione vintage!) e il formato dello schermo è rimpicciolito, quasi a simboleggiare quel Kansas troppo piccolo che a Oscar va stretto, mentre quando il nostro eroe giunge ad Oz diventa tutto un tripudio di colori (e anche lo schermo diventa più grande) a simboleggiare le avventure e le opportunità che il protagonista vivrà. Il tono del film è leggero e divertente, con tante battute! Deliziosi i strani personaggi che popolano Oz: dalla scimmietta alla dolce bambola di porcellana! James Franco è assolutamente esilarante nel dare vita al suo Oscar con le sue espressioni da adorabile canaglia ma che sotto sotto nascondono un cuore d'oro, buca lo schermo con la sua incredibile verve... oltre che con il suo fascino! Bellissime le tre streghe Mila Kunis, Rachel Weisz e Michelle Williams.
Il grande e potente Oz è un film davvero delizioso, una fiaba colorata e divertente che può insegnarci a provare ad essere migliori ogni giorno!

Voto: 7,5











lunedì 18 marzo 2013

La stella di luna - Ep. 7: Alla volta di Jarlath

Episodi precedenti:

Episodio 7. Alla volta di Jarlath

Mr Domhnall O'Brien.

Non potevo ancora crederci... il misterioso Domhnall McCarthy nascondeva un mistero incredibile: il suo vero cognome era quello di Niamh, la musa irlandese di cui avevo scoperto la storia l'anno prima!
Cercai di respirare ad un ritmo meno accelerato e razionalizzare. Dopo tutto, O'Brien era un cognome piuttosto diffuso in quello Stato, no...?
No? Certo che sì. Eppure, ero sicura lo stesso che non si trattasse di una coincidenza. L'atteggiamento di Domhnall mi era sembrato ambiguo, quasi inquietante, fin da subito; e inoltre, che ragione c'era di tenere nascosto il suo vero cognome? C'era qualcosa sotto, qualcosa di importante, lo sentivo! E io dovevo scoprire cosa, per rispetto nei confronti di Niamh. Sentivo un filo rosso che legava il mio destino a quello della sfortunata fanciulla vissuta tanti anni prima, sentivo che dovevo renderle giustizia fino in fondo.





Mi annotai l'indirizzo della famiglia O'Brien, che era nella lettera, poi la rimisi a posto. Dopodiché chiusi l'appartamento, arrivai in biblioteca qualche minuto prima che finisse il turno di Domhnall, e rinfilai la chiave nella sua giacca. E poi via, a prendere il primo battello per l'isola di Jarlath: l'isola di cui era originario il ragazzo. Per fortuna non dovetti aspettare molto. Ci misi un'ora e mezza per arrivare all'isola, e per tutto il tempo quel cognome non fece che martellarmi in testa, facendomi quasi impazzire. Sbarcai con un'espressione da folle, penso, almeno a giudicare dalla faccia del signore a cui chiesi tutta agitata se sapeva dove abitasse la famiglia O'Brien.
-"Certo che sì, quest'isola è abitata da poche famiglie ormai, e ci conosciamo tutti! Ma è successo qualcosa di grave? Non se lo meritano proprio, visto la disgrazia che hanno già vissuto..."
Io gli assicurai di no, lo ringraziai e seguii le sue indicazioni. Nella mia mente, accanto al cognome che mi ripetevo ossessivamente, echeggiava la parola "disgrazia". Sembrava che quel cognome fosse legato a qualcosa di negativo, come una maledizione, come il destino della povera Niamh! In mezzo a questo turbine di pensieri, il mio cervello registrò distrattamente che mi stavo avventurando lungo un piccolissimo villaggio circondato da pendii verdi che cadevano a strapiombo nel mare blu scuro. Tutti gli edifici erano in pietra, non c'erano cartelloni pubblicitari, segnaletica o qualsiasi altro segno della civiltà moderna. I viottoli erano stretti e ad un certo punto il paesino diventava inaccessibile per le macchine. Dopo circa un chilometro di cammino mi trovai davanti alla casa indicatami dal signore che avevo incontrato al momento dello sbarco, e il campanello mi confermò che mi trovavo presso la famiglia giusta.





Suonai, col dito tremante. Non so cosa mi aspettassi di trovare, ma di certo quello che vidi fu uno degli shock più grandi della mia vita.
Davanti ai miei occhi, era venuta ad aprirmi... Niamh O'Brien!
Davvero, non scherzo. Era una ragazza identica alla fanciulla ritratta dal pittore preraffaellita Thomas Crawley. Stessi tratti del viso delicati, stessi lunghi capelli rossi e accesi come il tramonto, stessa carnagione lattea, stessi occhi verdi. Solo che non aveva la coroncina, e nemmeno il romantico vestito azzurro, ma era vestita come una ragazza dei nostri giorni: jeans e camicetta. Ma la sua bellezza fragile, e tuttavia luminosa, era la medesima del ritratto. Mi sorrideva cortesemente, senza dire niente, e con un'espressione di attesa.


Foto di Ailera Stone


Io ero senza parole, le lacrime agli occhi... le orecchie mi rombavano, e all'improvviso dei piccoli quadratini neri mi offuscarono la vista. Ebbi un giramento di testa che mi fece barcollare, così la fanciulla mi prese delicatamente sottobraccio e mi portò dentro casa, dove mi fece adagiare sul divano della sala da pranzo.


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!