E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

mercoledì 7 maggio 2014

Ritratto di signora: Fanny Price (special edition)



Fanny Price, proveniente da una famiglia povera e numerosa, viene accolta da piccola dai Bertram, titolata famiglia tra le più facoltose d'Inghilterra nonché parenti ricchi della madre di Fanny. La giovane, timida e sola, viene così catapultata in un contesto lontano anni luce dal suo. Portata già di suo alla modestia e alle poche pretese, trova un ambiente opulento e privilegiato che la tratta con gentilezza ma senza farle dimenticare mai chi è e da dove arriva; glielo rammentano le due viziate cugine - Maria e Julia - ma è soprattutto l'egoista, ipocrita, viscida e melliflua zia Norris a non perdere mai l'occasione di sminuire, umiliare e far sentire una nullità Fanny. Miss Price cresce con la consapevolezza di essere un'ospite in un ambiente di cui mai farà parte veramente. Lontana da qualsiasi rischio di essere viziata, cresce mantenendo gli innati sani principi, i valori importanti, la lungimiranza, oculatezza, parsimonia e saggezza. Riconoscente ai Bertram per averla accolta, non può, però, evitare di avere una sottile malinconia nel cuore, soprattutto per la lontananza del fratello prediletto William. Il solo vero amico e supporto in quella casa per lei è il cugino Edmund, assai simile a lei per principi, buonsenso e carattere mite. Sembrano essere anime gemelle e infatti Fanny nutre profondi, sinceri sentimenti per Edmund da sempre, anche se il diretto interessato soltanto alla fine, dopo aver aperto gli occhi su Miss Crawford, riesce a rendersi conto di quanto Fanny sia preziosa e devota e solo allora saprà amarla come merita. La prova più difficile di Fanny si presenta, però, quando Henry Crawford, l'affascinante scapestrato della storia, decide di far cadere la fanciulla ai suoi piedi. Fanny percepisce fin da subito la poca serietà e costanza di Henry ed è proprio lei - Fanny la povera e umile - a "smascherare" le poco onorevoli inclinazioni di Mr Crawford; la ragazza si ritrova così ad affrontare il biasimo e le perplessità dello zio dinanzi all'ostinato rifiuto di lei di essere magnanima con il suo pretendente, eppure la giovane Miss Price rimanendo fedele a se stessa fino alla fine dimostra a tutti la sua lungimiranza e saggezza.

Questo suo spirito integerrimo fa di lei l'eroina austeniana più razionale e più propensa ad anticipare i risvolti futuri con intelligenza e giudizio. E forse è la sua condizione umile, tra tutte le eroine austeniane, a renderla così giudiziosa e prudente. Certo, Fanny - rispetto alle sue "colleghe" austeniane - non spicca per spirito vivace, arguzia, brillantezza, impeto o cose del genere, lei è perlopiù una ragazza modesta che fa di tutto per passare inosservata riuscendoci assai bene sia per indole sia per quella che è la sua collocazione all'interno di Mansfield Park. Non incide mai davvero negli eventi, se non indirettamente, è una figura defilata che rimane sempre sullo sfondo, questo perché lei è la "coscienza" che osserva da lontano con occhio distaccato ma presente, chiamata, poi, a giudicare alla fine. Il suo può sembrare un ruolo scialbo, insipido, poco determinante... eppure solo al momento in cui tutto sta per precipitare si scopre quanto Fanny sia un punto fermo, una certezza su cui far sempre affidamento. Proprio Fanny l'umile, Fanny la silenziosa. Ciò viene riconosciuto dagli abitanti di Mansfield e viene riconosciuto anche dal lettore: la fedele Fanny, non può che essere questa figura sullo sfondo ad essere la salvezza di tutto e tutti. Così Fanny Price, benché non dotata di qualità brillanti e notevoli, si dimostra la solida eroina austeniana su cui fare affidamento sempre e comunque, anche nelle difficoltà più grandi.
La felicità che alla fine trova insieme a Edmund dopo tante amarezze è la ricompensa dovuta ad una ragazza in grado di rimanere se stessa, in grado di non farsi manipolare dagli altri, una ragazza in grado di fare dell'umiltà una virtù di cui andare fieri e di cui non vergognarsi mai.



6 commenti:

Alessia Carmicino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessia Carmicino ha detto...

Mansfield Park è il mio romanzo preferito della Austen e incredibile ma vero amo profondamente Fanny proprio per la sua "normalità": un' eroina semplice capace di grandi slanci con immensa grazia e compostezza. W Fanny! :)

Ophelinha ha detto...

bellissimo ritratto di Fanny! In effetti e' un'eroina un po' atipica tra i personaggi creati da zia Jane..non ha la bellezza di Jane e Marianne, la vivace intelligenza di Lizzie, la sicurezza di Lizzie e Emma, il senso dell'avventura di Catherine, il buonsenso di Elinor.
Ma e' la sua diversita' che ce la fa piacere :)

Ophelinha ha detto...

PS: ragazze, che ne pensate di The Jane Austen Project (la riscrittura moderna dei capoavori austeniani)? Un bacio, O.

apinaperniciosa ha detto...

Io lo sto leggendo ora, Mainsfield Park, e devo ammettere che non lo sto amando. Capisco i tuoi punti, e magari cercherò di leggerlo con spirito diverso, ma il tono da parente povera proprio mi disturba!

Daniela ha detto...

Bellissimo ritratto di una protagonista che amo, frutto della penna di una Jane Austen matura, quella che preferisco ... grazie per la piacevolissima lettura <3
Daniela