E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

giovedì 2 gennaio 2014

Blancanieves



Spagna, anni '20. Il famoso torero Antonio Villalta rimane gravemente ferito nel corso di una corrida e lo shock provoca alla bella moglie un parto prematuro: la donna morirà dando alla luce una bambina. Intanto, l'ormai ex torero, paralizzato e disperato, finisce tra le grinfie della perfida infermiera che l'ha curato, la quale riesce a farsi sposare e per tanti anni terrà lontani padre e figlia. Alla morte della nonna, che si è presa cura di lei fin dalla nascita, la piccola Carmen, che ha sempre sognato d'incontrare il padre, si trasferisce a vivere nella villa del genitore; lì la perfida matrigna la obbliga ad occuparsi dei lavori domestici più pesanti e le vieta di andare a trovare il padre. Ma con l'aiuto di un gallo birichino padre e figlia riusciranno a ritrovarsi e Antonio insegnerà a toreare alla piccola Carmen...

Pellicola spagnola in coproduzione con la Francia del 2012, sulla scia del successo di The Artist, Blancanieves è un film muto e in bianco e nero. Come suggerisce il titolo, reinventa la fiaba di Biancaneve ambientandola in Spagna e nel mondo della corrida, pur con la novità del contesto rinnovato mantiene, però, quelli che sono i meccanismi originali della favola: c'è la bambina orfana, c'è la perfida matrigna (qui talmente crudele da far impallidire quella Disney), ci sono i nani (ma sono solo sei) e c'è la mela avvelenata. Carmen/Biancaneve seguendo le orme da torero del padre riuscirà a trovare la sua identità e ad avvicinarsi seppur brevemente a quella famiglia che cattiveria, avidità e sfortuna le hanno strappato anzitempo. Rispetto alla fiaba (o almeno alla versione Disney) questa Biancaneve è caratterizzata da un'amarezza e da un pessimismo più profondi e radicati: Carmen in fuga dalla matrigna trova rifugio presso i nani, ma il Brontolo della situazione si rivelerà invidioso e vendicativo, l'impresario che vuole sfruttare il suo talento nelle corride la raggira e il finale ha davvero il sapore della beffa... dal momento che non giunge un Principe Azzurro a risvegliare la protagonista dal suo sonno di morte...
Si tratta senz'altro di una visione più pessimista inserita in un contesto reale nel quale non è affatto scontato che ci sia un lieto fine.

Blancanieves è un film molto, molto particolare. La sua anima di film muto è persino più evidente che in The Artist: soprattutto in alcune inquadrature (quasi sgranate!) all'inizio, grazie alla trama melodrammatica molto anni '20 e grazie alla grande bravura degli attori, tutti eccezionali nei loro gesti e nelle loro espressioni da silent movie! Un paio di struggenti canzoni completano il quadro di ideale atmosfera vintage per questo originalissimo film. Altro che 3D o kolossal: sembra che la rinascita del cinema nel terzo millennio passi per la riscoperta del cinema muto! Blancanieves è assolutamente da vedere!

Voto: 8

3 commenti:

Marco Goi ha detto...

bello!
però il mitico the artist resta superiore ;)

Strawberry ha detto...

Ne ho sentito parlare benissimo, devo recuperarlo! :-)

Silvia ha detto...

@Marco: beh, sì, The Artist è un capolavoro! Però anche questo film è ben fatto! E' stata una sorpresa!

@Strawberry: devi assolutamente vederlo!