E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

martedì 23 aprile 2013

Il drago bianco



Racconta un'antica leggenda che nei dintorni del villaggio di Gilmor si aggirava un drago, una creatura enorme e minacciosa secondo la gente; in verità, in pochi l'avevano visto - o almeno sostenevano di averlo veduto - quindi il fatto che esistesse davvero e che fosse effettivamente la creatura mostruosa descritta non era cosa certa. Ma si sa che alle persone basta un nonnulla per dare credito ad una storia, le storie cambiano di racconto in racconto fino a ingigantire a dismisura finché non diventano reali secondo l'opinione comune, anche se il più delle volte si finisce con l'ignorare da cosa sono state originate. Perciò benché il pacifico villaggio di Gilmor non fosse mai stato minacciato dal temibile drago, la verità della sua minacciosa esistenza era così radicata nelle paure dei locali, tanto che qualsiasi componente della comunità avrebbe potuto giurare di averlo visto davvero.
Fu così che giunse al villaggio un Cavaliere senza macchia e senza paura, eroe di svariate imprese di coraggio: guidato fin lì dalle voci che aveva udito sul terribile drago che flagellava la zona, desideroso di scacciare il mostro e riportare la tranquillità ai pacifici abitanti. La gente di Gilmor lo accolse con giubilo e sollievo perché sapeva che l'avvento del Cavaliere avrebbe liberato il villaggio dalla minaccia della creatura... benché nessun abitante si fosse soffermato un secondo a chiedersi quale fosse, esattamente, l'entità di questa presunta minaccia, dal momento che nemmeno l'ombra si era vista del drago in questione. Ad ogni modo, il Cavaliere rifocillato e spronato dalla gente, dopo aver preso informazioni sulla temibile bestia, partì alla volta della sua nuova impresa. Pare che il drago dimorasse in una grotta che si trovava in cima al monte che dominava imponente su Gilmor. Durante il suo vagare a cavallo in cerca di tracce del drago, il Cavaliere s'imbatté in una bellissima fanciulla praticamente spuntata dal nulla: ella era bella di una bellezza quasi divina, gli sorrise gentilmente e fece un inchino, recava con sé una cesta di bacche; il Cavaliere la osservò chiedendosi se abitasse al villaggio, dal momento che non gli sembrava di averla vista.
-"Signora, abitate in quel villaggio di brava gente che mi sono lasciato alle spalle?" chiese lui.
La bella dama sorrise.
-"No, vivo dall'altra parte della valle. Mi spingo fin qui per raccogliere bacche, frutta selvatica e erbe medicinali"
-"Ma dovete pur sapere che in questa zona dimora un pericoloso drago. Non è prudente aggirarsi da soli senza protezione"
La dama lo guardò intensamente negli occhi.
-"Ed è per questo che voi siete giunto, signore. Per liberarci da un simile flagello?"
-"Farò quel che devo, farò quel che è giusto"
-"Bene, che il vostro cuore possa guidarvi sempre verso il giusto. Buona fortuna" gli augurò la dama e sorridendo gentilmente se ne andò. Il Cavaliere affascinato continuò ad osservarla mentre ella si allontanava, provando già dei sentimenti per la misteriosa fanciulla, perché ogni Cavaliere senza macchia e senza paura deve avere un cuore che batte per una fanciulla speciale che possa vegliare su di lui.
A quel punto, l'eroe riprese il suo cammino fino a giungere alla sommità del monte, scese da cavallo e, spada sguainata pronto ad attaccare la temibile bestia quando l'avesse avvistata, con circospezione si avvicinò all'entrata della grotta, la quale era buia e apparentemente vuota: non vi era traccia del drago. Rimase lì nascosto diversi giorni nella speranza che la feroce e famelica creatura palesasse la sua imponente presenza, ma sembrava che di essa non ci fosse alcuna traccia. Dopo tanto attendere, iniziò a credere che fosse solo una diceria, l'invenzione di gente credulona e facilmente impressionabile, pura superstizione e nulla più; così, stanco ed esasperato, dopo due settimane di vana attesa, riprese il suo cavallo deciso ad andarsene da quel monte desolato. Ripensando alla celestiale fanciulla che aveva incontrato durante l'inizio di quella che riteneva la sua impresa - che il suo cuore non aveva mai dimenticato in quei giorni di solitudine e sconforto - pensò di percorrere l'altro lato della valle nella speranza di incontrarla di nuovo. Ma una volta giunto nella vallata, si accorse che non vi erano abitazioni e tracce di insediamenti umani, pareva che nessuno abitasse laggiù. Deluso, si accampò e accese un fuoco. Ben presto il sonno ebbe la meglio su di lui. Dormì a lungo, ma quando aprì gli occhi il cielo era ancora scuro, le stelle si scorgevano luminose e il fuoco accanto a lui non era del tutto spento. Fu allora che vide qualcosa di veramente incredibile, qualcosa che mai, mai si sarebbe aspettato. Inizialmente pensò si trattasse di un'allucinazione: davanti a lui, lì nella radura, c'era un enorme drago. Aveva una struttura imponente, quattro zampe, due enormi ali e la pelle squamosa era bianca. Era un drago bianco e sembrava essere uscito da un sogno.




Il Cavaliere scattò in piedi e si strofinò gli occhi cercando di vedere meglio. No, egli non si era sbagliato: ciò che vedeva era reale, era proprio lì a poca distanza da lui. Scrutando con maggior attenzione notò che la creatura si muoveva e si accorse che al suo fianco vi era una figura umana: si trattava della splendida fanciulla che regnava nel suo cuore! Il drago teneva il capo abbassato in modo che la ragazza potesse sfiorarlo, sembrava mansueto come un agnellino. La donna e la bestia continuarono a passeggiare per la radura ancora qualche istante, poi come se si fossero accorti solo in quel momento della sua presenza, si volsero verso di lui. Lentamente la fanciulla e il drago bianco gli si avvicinarono, finché non furono proprio lì di fronte. La ragazza lo guardò negli occhi intensamente, poi egli guardò l'immensa creatura: i suoi occhi dorati erano splendenti ed enigmatici allo stesso tempo. Il Cavaliere si sentiva incapace di muovere anche solo un muscolo, impensabile l'idea di afferrare la spada o di fuggire, nulla poteva se non rimanere avvinto alla malia che il drago sembrava emanare. Dopotutto, la creatura pareva assolutamente innocua. I due, l'uomo e la creatura, rimasero a fronteggiarsi per diverso tempo, ognuno a modo suo affascinato dall'altro.
Dopo un tempo difficile da stabilire, il Cavaliere tornò a guardare la fanciulla, con occhi interrogativi e confusi.
-"Signora, chi siete?" chiese incerto.
-"Il mio nome è Aisling. Non dovete temere, il drago è mio amico e non vi farà alcun male"
-"Non ho mai pensato che potesse farmi del male"
-"Eppure siete venuto qui a cercarlo, solo per comprendere infine che non è di alcuna minaccia per voi e per nessun altro. Perché avete cambiato opinione?" chiese la dama.
-"Non ne sono certo, ma è qualcosa che in questo momento sento nel mio cuore"
La dama sorrise e carezzò di nuovo la testa del drago.
-"Vi racconterò la mia storia. Ero la principessa di un regno lontano, un regno prospero e felice. I draghi per la mia gente erano creature sacre, creature amiche, creature pacifiche e benevole su cui contare in ogni momento. Per secoli i draghi avevano protetto il nostro regno e ci avevano servito con fedeltà. Purtroppo gli altri regni non vedevano di buon occhio la nostra amicizia e alleanza con i draghi, così mossi da invidia e da pregiudizi decisero di dichiararci guerra e spinti dalla più oscura malvagità ci attaccarono decretando la fine del mio mondo in cui esseri umani e draghi vivevano in armonia. Blanc, che è il drago bianco che vedete, fin dalla mia nascita è stato mio amico e ha avuto l'incarico di proteggermi e fu proprio lui a trarmi in salvo, portandomi via quando il castello venne distrutto dai nemici; per salvarmi Blanc venne ferito gravemente, ma io non lo abbandonai, riconoscente per quello che lui aveva fatto per me, e così lo curai e lo nascosi - lui ha il potere di diventare invisibile - nascondendomi assieme a lui. Del mio regno, della mia gente non resta nulla. Siamo rimasti solo noi due e da allora vaghiamo per la terra in solitudine, senza pace, senza amici... con il solo desiderio di trovare un luogo in cui poter essere liberi senza doverci nascondere o temere per la nostra vita" i suoi occhi erano tristi.
-"Non avevo mai sentito questa storia. Il vostro racconto è molto diverso dalle leggende che la mia gente racconta sui draghi e su quanto siano bestie terribili"
-"La verità non è mai di chi la racconta, il più delle volte è ben diversa e si trova altrove. Per secoli, i nostri nemici, invidiosi della nostra pace hanno raccontato qualcosa di diverso dalla realtà, instillando nella gente l'odio per i draghi facendoli passare per mostri, quando per loro natura sono esseri benevoli e pacifici"
-"Avete ragione. Solo ora mi rendo conto che la gente del villaggio temeva la minaccia del drago a causa di un pregiudizio radicato e antico che non aveva alcun fondamento nella realtà, mai nessuno di loro è stato minacciato dal drago, forse mai nessuno di loro l'ha visto, eppure tutti erano più che certi che fosse pericoloso, mai nessuno di loro si è fermato a dubitare di tale convinzione. Vi chiedo perdono, signora"
-"Non occorre. Ci saranno sempre persone schiave del pregiudizio e della cattiveria nel mondo, ma l'importante è che ci siano persone dal cuore onesto pronte a schierarsi dalla parte della verità" sorrise dolcemente lei.
Il Cavaliere in quel momento comprese che non desiderava nient'altro se non servire Aisling e proteggere il suo amico, comprese che doveva mettersi al servizio della verità e raccontare alla gente che i draghi non erano creature pericolose ma creature nobili pronte al sacrificio per salvare gli esseri umani. Aisling percepì i sentimenti sinceri nel cuore di lui e glene fu grata, finalmente dopo tanto tempo lei e Blanc avevano trovato un amico, finalmente la principessa aveva ritrovato fiducia in qualcuno.
Fu così che Aisling, il Cavaliere e Blanc lasciarono quella terra viaggiando di villaggio in villaggio, raccontando la loro storia e la verità sui draghi nella speranza di spazzare via finalmente un odioso pregiudizio e di aprire la mente e il cuore di chi era disposto a farlo. Avrebbero viaggiato finché una terra di pace non li avrebbe accolti.


Con questo mio breve racconto partecipo alla Giornata del Drago



lunedì 15 aprile 2013

La stella di luna - Ep. 11: La pergamena

Episodi precedenti:

Episodio 11. La pergamena

Quella notte fu agitatissima. Avevo svelato il mistero della "stella di luna", ma la chiave di tutto, il medaglione, non era più in mano della famiglia O'Brien... dopo tutte le traversie che aveva subito! Dopo essere passato dalle mani di Niamh, attraverso tutte le fanciulle O'Brien, fino alla nonna Diana e alla dolce Réaltàn... ora era in possesso di un antiquario da quattro soldi.
Lanciai un'occhiata alla tazza di tè sul comodino, ero già abbastanza agitata senza bisogno di teina. Cercai di coricarmi sul morbido letto: le lenzuola erano orlate di pizzo, come le tende alle finestre; su un angolo c'erano una brocca ed un catino di porcellana per la toeletta mattutina, e sull'altro c'era uno scrittoio di inizio '900 con sopra una pila di fogli immacolati, pennino e calamaio. Era tutto così delizioso e così retrò! In condizioni normali avrei gioito nel trovarmi in quel posto.





Chiusi gli occhi, e subito nella mia mente si materializzò l'immagine del medaglione d'opale, la stella di luna. La stella che apparteneva legittimamente a Réaltàn Diana... sì, questo era il suo nome completo. Una "piccola stella" che portava come secondo nome quello dell'antica dea della luna. Combaciava tutto! La collana doveva ritornare a lei, ad ogni costo!
Mi drizzai seduta, e il mio sguardo vagò nuovamente nella stanza in cerca d'ispirazione. Sul comodino c'era il tè, e sullo scrittoio carta e calamaio. Mi tornò in mente il corso di "fai da te" creativo frequentato con Allegra, e un'idea piuttosto folle e quindi irresistibile si fece strada in me.
Mi sedetti allo scrittoio e intinsi il pennino nel calamaio. Dunque, che genere di cose poteva interessare ad un collezionista di antichità un po' credulone? Secondo me era il genere di persona fissata con l'esoterismo. Mi tornò in mente un libro letto qualche tempo prima, "Il crepuscolo celtico" di W.B. Yeats, che parlava del Popolo Fatato e delle visioni che il grande poeta aveva avuto a riguardo.

... sono gente come noi ma più di bell'aspetto, e tante, tante volte lei è andata alla finestra per osservarli guidare i loro carri nel cielo, o alla porta per ascoltarli cantare e danzare di fuori.


Edward Hughes, Midsummer Eve


Mi era veramente rimasto impresso quel libro, intessuto di folklore e misticismo. La mia fantasia vagò a briglie sciolte, e cominciai ad immedesimarmi nel buon Yeats, descrivendo in prima persona il suo incontro con una bellissima veggente dai capelli dorati e gli occhi blu come il cielo notturno, che gli aveva posato una mano sul cuore permettendogli di vedere immagini della Gente Fatata... un corteo di fate in groppa ad unicorni argentati, guidato dalla Regina delle Fate, che aveva una veste intessuta di rugiada.
Vi risparmio gli altri particolari; ovviamente Yeats non avrebbe mai scritto un testo come quello, ma ormai ero in preda all'ispirazione e niente era in grado di fermarmi! Quando l'inchiostro si fu asciugato, versai il tè nel catino di porcellana e immersi il foglio lì, per il tempo necessario a farlo assomigliare ad un'antica pergamena. Come tocco finale, bruciai un po' gli angoli del foglio con un accendino. Infine guardai l'opera: l'aspetto era anticato, la grafia svolazzante mi pareva adatta a uno come Yeats, così come la firma fasulla... era perfetto!! Ad un occhio impressionabile sarebbe sembrato un documento di grande valore.





Cercando di non pensare ad Allegra che mi avrebbe rimproverata di essere diventata anche una falsaria, oltre che una trafugatrice di antichi manoscritti, misi a punto il mio piano. L'indomani sarei andata da quel Mr. Puck e, spacciando quel foglio come l'unica copia esistente al mondo dell'incontro del poeta Yeats con la veggente dagli occhi blu, avrei convinto quel vecchietto a scambiarlo con il medaglione di Niamh, di appurato minor valore rispetto alla pergamena autografa del poeta!


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

ATTENZIONE: IL PROSSIMO EPISODIO DE LA STELLA DI LUNA, IL DODICESIMO, VERRA' PUBBLICATO MERCOLEDI' 24 ALLE ORE 20,00

sabato 13 aprile 2013

Marie Kroyer: cercando la felicità



Danimarca, fine Ottocento. La giovane Marie è sposata con il celebre pittore P.S. Kroyer, i due vivono con la figlia a Skagen dove l'artista trova ispirazione per i suoi quadri. Purtroppo quello che sembra un matrimonio perfetto è funestato dalla malattia mentale del pittore che passa da momenti di lucidità a momenti di follia in cui diventa paranoico e pericoloso. Dopo l'ennesimo ricovero per un trattamento psichiatrico, Marie, stanca della situazione, decide di partire con la figlia Vibeke per una vacanza in Svezia. Lì conosce e s'innamora di un giovane compositore, per il quale deciderà - non senza sofferenza - di lasciare il marito e la figlia (dal momento che la legge è dalla parte del marito), ma tale scelta forse non sarà in grado di darle la felicità a lungo cercata...

Film danese del 2012, racconta con grande eleganza e partecipata emozione la vita tormentata della bella Marie, sposata al pittore danese più amato e celebrato del suo tempo; la sua storia (vera più che mai) per vicende e drammaticità la fa assomigliare quasi ad una sorta di Anna Karenina danese, che s'illude di poter sfuggire ad un matrimonio insostenibile buttandosi a capofitto in una relazione con un uomo solo in apparenza migliore e innamorato, la perdita della figlia a seguito del suo abbandono è la conferma (non solo letteraria) che per le donne dell'epoca la ricerca della felicità era qualcosa che veniva considerata inaudita e sbagliata.
Il film è veramente elegante, una splendida immersione nella Danimarca di fine Ottocento, ogni scorcio ricorda le atmosfere dei celebri quadri dell'epoca. La protagonista è molto brava. Ottime le musiche. Tutto molto ben fatto per un racconto di arte, di follia e di amore che non manca di affascinare e coinvolgere.

Voto: 7

giovedì 11 aprile 2013

Cheerful weather for the wedding



Inghilterra, Anni Trenta. La giovane Dolly sta per sposarsi, con indosso già l'abito bianco, la casa addobbata e i parenti già arrivati sembra che sia tutto pronto per l'evento, ma la ragazza non è esattamente il ritratto della sposina felice: il ricordo dell'amore estivo per Joseph turba quelle ultime ore di nubilato e le fa sorgere dubbi sempre più incalzanti circa la bontà della sua decisione di sposare un altro. Con Joseph tra gli invitati delle nozze, quale sarà la decisione di Dolly?

Film del 2012 con Felicity Jones e Elizabeth McGovern, Cheerful weather for the wedding è la classica commedia inglese elegante e un po' corrosiva, con atmosfere alla Downton Abbey e il tipico humour british; attraverso abili flashback piazzati qua e là scopriamo la storia tra Dolly e Joseph e comprendiamo le ragioni del dubbio di lei e dei rimpianti di lui per quello che poteva essere. Gradevole commedia dalla deliziosa atmosfera Anni Trenta!

Voto: 7











lunedì 8 aprile 2013

La stella di luna - Ep. 10: Il medaglione

Episodi precedenti:

Episodio 10. Il medaglione

Finita la cena, dopo aver aiutato la signora O'Brien e Réaltàn a riordinare in cucina - tra lo sconcerto di Domhnall che non smetteva di lanciarci occhiate incredule, ma d'altro canto non era mica colpa mia se lui era l'unico membro della sua famiglia a cui stavo antipatica! -, guadagnammo tutti il salotto, dove Mr O'Brien stava leggendo un libro, alzò lo sguardo dalla pagina per sorridermi con complicità... mentre accanto a lui il figlio aveva sul volto la solita espressione accigliata - che ragazzo impossibile! Il salotto era piccolo ma ordinato, pulito e soprattutto pieno di calore e di "aria di casa"; cercai di osservare l'ambiente con discrezione senza dare l'impressione di essere morbosamente curiosa e non potei evitare di notare la straordinaria quantità di oggetti stipati in quel piccolo spazio, perlopiù cimeli di famiglia: soprammobili di ceramica, vasi, quadri, libri dalle copertine consumate e anche moltissime fotografie sbiadite e ingiallite.





-"Puoi avvicinarti ed esaminarle, se vuoi!" mi disse la signora O'Brien, quando si accorse che mi stavo sporgendo dal bracciolo della poltrona per vedere meglio una serie di fotografie sul tavolino lì vicino.
-"Oh... ma io... non vorrei essere invadente..." risposi imbarazzata.
-"Invadente tu? E quando mai lo sei stata?" mi punzecchiò Domhnall.
Prima di poter ribattere, mi sentii prendere la mano: era Réaltàn che con una espressione piena di tenerezza sul viso m'invitava a mettere da parte qualsiasi riserva, quindi incurante dello sguardo tutto fulmini e saette del fratello, mi alzai. Le fotografie ritraevano la famiglia nel corso degli anni: c'erano foto del matrimonio dei signori O'Brien, momenti di vacanze, Réaltàn al mare e a scuola e persino un Domhnall bambino con una camicia a righe e un'espressione imbronciata! Allora era vero che era sempre stato così: già da piccolo aveva un caratteraccio! Esaminando gli altri scatti presenti nella stanza, mi avvicinai ad una serie di fotografie in bianco e nero e seppiate che dovevano ritrarre sicuramente i parenti dei signori O'Brien, c'erano bellissime immagini che illustravano stralci di vita irlandese dagli anni Quaranta agli anni Sessanta e Settanta. Ad un certo punto, la mia attenzione si focalizzò su una foto straordinaria: ritraeva una fanciulla dal viso bellissimo e dai folti capelli, indossava un grande cappello e portava al collo una collana dall'aria molto antica e preziosa, una specie di medaglione a forma di stella. Il volto della donna era solare e fresco, con tratti quasi regali e delicatissimi. Mi chiesi chi potesse mai essere.


Disegno di Vele Ivy


-"Quella era mia suocera Diana all'età di 21 anni, poco dopo le nozze con il padre di mio marito" mi spiegò la signora O'Brien prendendo in mano il portafoto per farmelo vedere più da vicino.
-"Era molto bella"
-"Era considerata la più bella ragazza di tutta Jarlath" mi sorrise, poi m'indicò un particolare "Vedi la collana? Quello tra tutti i cimeli di famiglia era il più prezioso, per generazioni e generazioni è passato in eredità alle ragazze O'Brien..."
Notai che a quelle parole Réaltàn era diventata nervosa e dopo pochi istanti si alzò per andare a rifugiarsi in cucina. Non riuscii a capire il perché di quel repentino cambiamento di umore. Guardai la signora O'Brien: anche lei era diventata improvvisamente triste.
-"Réaltàn aveva un rapporto speciale con la nonna, stavano sempre insieme..." m'indicò una serie di foto che ritraevano la bimba in braccio alla signora col ciondolo, "Quando mia figlia ha compiuto 18 anni mia suocera le ha regalato il medaglione a forma di stella accompagnandolo ad un biglietto che diceva 'Una stella per la mia piccola stella' perché devi sapere che questo è il significato del nome Réaltàn, piccola stella."
-"Per Réaltàn sarà stato come riceve un tesoro prezioso" dissi.
-"Era così, in effetti. Soprattutto dopo la morte della nonna, avvenuta pochi mesi dopo. Ma purtroppo dopo l'incidente, per far fronte alle ingenti spese mediche che abbiamo dovuto affrontare per la sua riabilitazione, siamo stati costretti a vendere la collana"
-"Che cosa terribile!" esclamai sinceramente dispiaciuta, ricordando che poco prima lo stesso Domhnall me ne aveva accennato.
-"Mia figlia ha sofferto molto, preferiva stare male piuttosto che separarsi dal dono ricevuto dalla nonna, ma non potevamo fare altrimenti. E' stata una decisione dolorosa ma inevitabile: con la vendita della collana abbiamo ricavato molti soldi e abbiamo potuto curare Réaltàn al meglio. Abbiamo ceduto il medaglione ad un eccentrico antiquario della zona, Mr Puck, un vecchietto molto ricco ma anche credulone e spesso vittima di raggiri visto che tende a credere alla rarità e antichità di qualsiasi oggetto gli venga sottoposto" finì di raccontare, mentre riponeva la cornice portafoto al suo posto.





Prima di ritirarmi nella stanza che mi avevano messo a disposizione per la notte, Réaltàn uscì dalla cucina con in mano una tazza di tè che mi porse, la presi e notai che sembrava aver assunto un'espressione più serena; con un lieve sorriso di commiato si sbrigò a salire le scale. Attenta a non versare il tè, entrai in camera mia e poggiai la tazza sul comodino mentre accendevo la luce. Mi sedetti sul letto e iniziai a pensare alla foto di Diana: il fatto è che da quando l'avevo vista una strana sensazione si era fatta largo in me, c'era qualcosa che mi sfuggiva... ma che era lì a portata di mano, me lo sentivo. Ripensai al medaglione a forma di stella, che doveva quasi sicuramente essere di opale a giudicare dalla luminosità che pareva emanare in foto. Uno strano ticchettio nella testa non mi dava tregua... cosa intendeva suggerirmi? Un medaglione a forma di stella fatto di opale... l'opale viene chiamato anche pietra di luna... Infine, la lampadina mi si accese e scattai in piedi incredula!

"Ti lascio un pezzo di cielo: nella stella di luna è racchiusa una parte di me"

"E' qui con me, la posso toccare. La tua stella lunare brilla sul mio cuore!"

Ecco qual era il mistero dei biglietti di Niamh e Thomas: non si riferivano ad una leggenda, ma ad un oggetto, ad una collana, a quella collana! Non stavo più nella pelle all'idea di aver finalmente risolto l'enigma! Mi sedetti di nuovo e con calma iniziai a riflettere: se la collana apparteneva a Niamh, l'aveva lasciata ad una sorella o ad un fratello prima di partire per l'Austria? Oppure l'aveva portata con sé a Vienna e in seguito era stata Kathleen a recuperarla insieme al ritratto? La mia testa si stava riempiendo di mille ipotesi... non ultimo il pensiero che trattandosi di un medaglione forse al suo interno era nascosta una ciocca di capelli di Thomas o qualcosa del genere visto che nel biglietto lui si riferiva a "Una parte di me". Mi sentivo così euforica... ma pian piano l'entusiasmo iniziò a scemare quando mi ricordai che la collana era stata venduta ad un antiquario, evento che aveva profondamente addolorato Réaltàn.


Racconto a puntate ideato e scritto da Silvia e Vele Ivy

Nota delle autrici: i commenti più belli verranno pubblicati nell'ebook che creeremo per raccogliere tutta la storia!

sabato 6 aprile 2013

Il fantasma dell'Opera



Film del 2004 tratto dal celebre musical di Andrew Lloyd Webber a sua volta tratto dal romanzo di Gaston Leroux, Il fantasma dell'Opera racconta dell'ossessione del misterioso spettro che si aggira nei meandri dell'Opera Populaire di Parigi per la bellissima cantante Christine.

Intensa e commovente trasposizione cinematografica del famoso musical, con l'allora esordiente Emmy Rossum nel ruolo della protagonista e l'affascinante - mai più così affascinante in seguito - Gerard Butler nel ruolo del tormentato "Fantasma", Il fantasma dell'Opera ruota intorno alla tematica dell'emarginazione e della solitudine del protagonista che, scacciato da una società che non sa accettarlo, si rifugia in un cantuccio tutto suo fino quasi a crearsi una dimensione parallela e accecato dall'amore per Christine tenterà di farla entrare nel suo mondo... finché non capirà che lei non è come lui e non potrà mai farne parte.

Scenografie e costumi sono straordinari (uno dei look sfoggiati da Christine, abito bianco e stelle tra i capelli, rimanda in maniera evidente a Sissi), ottimi i numeri musicali (però avrei trovato più efficace la scelta di lasciare la canzoni in inglese... perché anche se le canzoni sono in italiano, il più delle volte si fatica e capire le parole), convincenti i protagonisti. Mi è piaciuta l'idea di girare in bianco e nero le scene ambientate nel presente... in contrasto con i colori sgargianti del passato, in cui si svolge la vicenda.
Per chi ama i musical e non solo, è un film da non perdere!

Voto: 8

giovedì 4 aprile 2013

The making of a Lady



Fine Ottocento, la giovane Emily, di umili origini, accetta di sposare Lord Waldhurst: così lei avrà una posizione sicura e lui si garantirà il sospirato erede delle sue ricchezze. Poco dopo le nozze, Lord Waldhurst viene richiamato in India per sedare una rivolta e così parte lasciando la moglie sola nella grande e sperduta tenuta. Appena dopo la partenza del marito, piombano al castello il cugino di lui e la giovane moglie indiana... apparentemente desiderosi di prendersi cura della donna, che ben presto scoprirà di aspettare un figlio, iniziano a insidiarla... infatti, se Lord Waldhurst non dovesse avere eredi sarà il cugino ad ereditare tutto...

Film targato ITV tratto dal romanzo di F.H. Burnett The Making of a Marchioness, The Making of a Lady con atmosfere inquietanti al limite del thriller, ci conduce tra le claustrofobiche stanze del castello dove si consuma l'ossessione e l'avidità di personaggi che faranno di tutto per raggiungere l'obiettivo di impadronirsi della tenuta. A tratti horror, con un ritmo incalzante che fa salire l'adrenalina e l'angoscia per il destino della povera Emily in balia di un demone pericoloso e senza scrupoli... questo film tiene incollati allo schermo fino all'ultimo secondo!

Voto: 7,5