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venerdì 14 febbraio 2014

Ritratto di signora: la regina Vittoria



Alexandrina Vittoria, detta Drina, nacque a Kensington Palace nel 1819, il padre era Edoardo Augusto, Duca di Kent e Strathearn, quarto figlio di re Giorgio III, e la madre era la principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Il padre morì otto mesi dopo la sua nascita. Alla morte del nonno, Giorgio III, salì al trono Giorgio IV, zio della piccola Vittoria; quando questi morì, non avendo figli, salì al trono l'altro zio di Drina, Guglielmo IV: anche il nuovo re non aveva figli e l'unica erede al trono d'Inghilterra era proprio l'undicenne principessa Vittoria di Kent. Siccome c'era la concreta possibilità che Vittoria diventasse regina ancora bambina, il parlamento promulgò una legge che prevedeva in tal caso che la madre diventasse reggente in attesa della maggiore età della figlia. Guglielmo IV morì il 20 giugno 1837: la reggenza era stata scongiurata dal momento che Vittoria aveva compiuto 18 anni poche settimane prima; appena diventata regina, Vittoria iniziò ad allontanare la madre, colpevole di averla tenuta sotto scacco per lungo tempo, assieme al suo segretario John Conroy, nella speranza di diventare reggente della figlia. L'inesperienza della giovane regina rese alquanto turbolenti quei primi anni di regno: Vittoria si affidava ai consigli del primo ministro Lord Melbourne, il quale in seguito a problemi con il controllo delle colonie si dimise nel 1839; Vittoria diede a Robert Peel l'incarico di formare un nuovo governo ma il rifiuto della regina, come era consuetudine, di far decidere al primo ministro i membri della corte condusse alla rinuncia di Peel e conseguentemente Lord Melbourne fu richiamato al suo posto.
Il 10 febbraio 1840 Vittoria sposò il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, egli era figlio del fratello della Duchessa di Kent, la madre della regina; con queste nozze Alberto aveva migliorato la sua posizione sociale ed era stata una unione auspicata dalla famiglia di lui e dallo zio di entrambi, il re dei Belgi Leopoldo I, nondimeno, il loro fu un matrimonio d'amore e molto felice. La coppia ebbe nove figli. Negli anni, Alberto, come principe consorte, aiutò la moglie a regnare, consigliandola politicamente e diventandone la figura di riferimento al posto di Lord Melbourne. Quando Vittoria era incinta per la prima volta subì un tentativo di assassinio da parte probabilmente di uno squilibrato in cerca di notorietà, anche se circolarono voci di complotti contro la persona di sua maestà, cosa che diede vita a un'ondata di patriottismo. In seguito la regina subì altri tentativi di assassinio. Tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta il governo fu guidato da Lord John Russell, che non godeva della stima della regina: infatti, Vittoria era in urto con il ministro degli esteri, Lord Palmerston, colpevole di agire senza informare la regina (e lo stesso primo ministro) delle sue azioni; finalmente nel 1851 il ministro fu rimosso dal suo incarico.
Vittoria amava molto l'Irlanda e nei primi anni di regno passava lì le sue vacanze, cosa accolta con simpatia dalla popolazione, ma a seguito di una grave carestia, in cui gli irlandesi ritennero che la politica del primo ministro Lord John Russell avesse peggiorato la crisi, la regina divenne impopolare ai loro occhi, benché Vittoria avesse donato denaro e si fosse impegnata per lenire le sofferenze degli irlandesi.
Nel 1851 il principe Alberto organizzò la prima Esposizione Universale che ebbe un grandissimo successo, con i proventi dell'esibizione anni dopo venne fondato il Victoria and Albert Museum. Nel 1854 il Regno Unito fu impegnato nella guerra di Crimea al fianco dell'impero Ottomano contro la Russia.
Nel 1861 il principe Alberto si ammalò e morì di febbre tifoidea all'età di 42 anni, gettando la regina in uno stato di disperazione dal quale non si riprese più: da allora vestì solo di nero e per lungo tempo evitò di apparire in pubblico (cosa che la rese impopolare); la regina passava la maggior parte del tempo nelle residenze di campagna, come Balmoral, attorniata da poche persone fidate. In questo periodo Vittoria entrò sempre più in amicizia con un cameriere scozzese, John Brown, l'unico che pareva in grado di tirarla su di morale e distoglierla dal dolore per la perdita dell'amato Alberto; all'epoca circolarono diversi pettegolezzi sulla natura di questo rapporto: si diceva che tra i due ci fosse una relazione e che addirittura si fossero sposati in gran segreto, tanto che la regina veniva chiamata impietosamente "Mrs Brown". Vittoria riemerse dal volontario isolamento in cui era precipitata dopo la morte del marito agli inizi degli anni '70, sotto il ministero di Benjamin Disraeli. Nel 1872 un giovane irlandese cercò di minacciare la regina con una pistola per perorare la causa di liberazione di certi prigionieri irlandesi: John Brown, che stava al fianco di Vittoria, entrò in azione disarmando il ragazzo, per questo venne ricompensato con una medaglia per il suo coraggio. Nel 1876 la regina assunse il titolo di Imperatrice d'India (l'India si trovava sotto il controllo della Corona Britannica dalla fine degli anni Cinquanta quando era stata sedata una ribellione contro il controllo da parte della Compagnia Britannica delle Indie Orientali). Nel 1882 la regina subì l'ultimo tentativo di assassinio da parte di uno scozzese, dichiarato poi pazzo.
Nel 1887 la regina Vittoria festeggiò il Golden Jubilee, il Giubileo d'oro per i cinquanta anni di regno, mentre nel 1897 fu la volta dei festeggiamenti del Diamond Jubilee in cui si festeggiarono i sessanta anni di regno: Vittoria era diventata (già dall'anno precedente, in verità) il sovrano con il regno più longevo nella storia del Regno Unito; la ricorrenza fu ampiamente festeggiata in tutto l'impero. Negli ultimi anni del secolo, il Regno Unito fu impegnato nella guerra Boera.
Ormai ultraottantenne, dopo aver regnato per più di sessantatré anni, la regina Vittoria si spense il 22 gennaio 1901 sull'Isola di Wight.

La regina Vittoria è una delle figure più emblematiche dell'Ottocento, tanto che l'epoca da lei attraversata è passata alla storia come epoca vittoriana. Epoca segnata da grandi scoperte, innovazioni tecnologiche e scientifiche (tra cui la ferrovia e l'introduzione dei francobolli), epoca segnata da importanti riforme attuate anche grazie all'interessamento del principe Alberto, epoca segnata dall'avventura coloniale che rese l'Impero Britannico una super potenza, è l'epoca che ha segnato di nuovo l'avvento di "una donna sola al comando" in grado di forgiare il suo Paese e di lasciarvi impronte indelebili; molto di com'è ancora oggi l'Inghilterra è dovuto a lei e al suo impegno. Vera e propria matriarca d'Europa (grazie alla sua numerosa prole sposata con metà continente era imparentata con praticamente tutte le case regnanti in circolazione), nella sua lunga vita ha assunto il ruolo di figura saggia e oculata, paladina della moralità e del decoro. Commuove il suo amore per il marito, un amore profondo e straordinariamente sincero (se si considera che all'epoca i matrimoni d'amore a quei livelli erano più unici che rari) che la portò a ricordare e onorare la memoria di Alberto ogni giorno della sua vedovanza per quarant'anni, un vero esempio di moglie virtuosa e fedele all'amore della sua vita.
Vittoria è una figura affascinante, una regina che ha saputo essere moglie e madre senza aver paura che queste responsabilità potessero in qualche modo negare il suo ruolo pubblico di sovrana, a differenza di regine/imperatrici del passato che hanno detenuto da sole il potere Vittoria ha rivendicato il diritto di essere madre di famiglia e regina allo stesso tempo, conciliando perfettamente queste due sfere della sua vita. Di lei, oggi, non rimane solo un volto austero o qualche statua con la scritta "Regina Imperatrix", ma rimane l'insegnamento di una donna dell'Ottocento che non ha mai rinnegato nemmeno per un istante la sua natura, la sua vocazione, il suo desiderio di essere se stessa e rimanere fedele ai propri principi.



3 commenti:

Federica ha detto...

http://www.deejay.it/news/cara-regina-vittoria/366610/

ciao!
:)

laura ha detto...

Donna straordinaria anche se austera... ;)

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Una figura dalla storia tragica... non la conoscevo bene e non sapevo nemmeno della sua simpatia per l'Irlanda!