E' verità universalmente riconosciuta che una fan di Jane Austen desideri diventare come un'eroina dei suoi romanzi!

giovedì 18 settembre 2014

Once Upon A Time: recensione della terza stagione



... Seguendo la rotta stabilita - seconda stella a destra e poi dritti fino al mattino - Emma e gli altri raggiungono l'Isola Che Non C'è per salvare Henry dalle grinfie del perfido Peter Pan, prima che possa mettere in atto il suo piano folle. Nonostante le mille insidie dell'Isola e la lotta contro un avversario che si rivela davvero un osso duro (nonché pieno di segreti incredibili), i Nostri riescono a salvare Henry e a tornare a Storybrooke...
Ma i nostri amati personaggi delle fiabe non riescono a stare un attimo tranquilli che già un'altra minaccia si para all'orizzonte, una minaccia che ha le sembianze verdognole di una potentissima strega proveniente da Oz, la quale è disposta a tutto pur di vendicarsi di Regina...

La terza stagione di Once Upon A Time fa il botto! Nel senso che se la seconda per certi aspetti era stata leggermente inferiore alla prima, la terza alza la posta in gioco confezionando 22 episodi al cardiopalma pieni di colpi di scena geniali, per una serie di avventure assolutamente avvincenti!
Per la terza stagione si decide di procedere con due nuclei narrativi ben distinti, così la prima metà di stagione è dedicata all'universo di Peter Pan, naturalmente riveduto e corretto parecchio come ci hanno abituati gli autori; ci sono i bimbi sperduti, Wendy, Trilli e naturalmente lui Peter Pan stavolta in veste di villain, il quale si rivelerà essere un personaggio che fa parte del passato di Tremotino in maniera assolutamente sorprendente. Questa prima parte di stagione è costruita molto sui legami familiari, legami familiari inesistenti più che altro, e su quanto tali legami possano influire sulle scelte future e sulla definizione stessa della propria personalità una volta diventati adulti; così Emma deve scendere a patti con la sua natura di "bimba sperduta", dovuta all'abbandono di Snow e Charming al momento della sua nascita per salvarla dalla maledizione della Evil Queen, e scoprirà di non essere così diversa dai bimbi sperduti dell'Isola Che Non C'è, che a dispetto dei vantaggi di vivere lì... in fondo al cuore vogliono tornare a casa; mentre Tremotino deve scendere a patti con gli errori del passato e l'abbandono del figlio Baelfire, gli stessi errori che suo malgrado ha commesso anche suo padre quando lo abbandonò.
A questo punto l'Isola Che Non C'è diventa la metafora dei legami familiari e dell'accettazione degli sbagli del passato e della ricerca di redenzione.














Ovviamente tanti episodi ambientati su un'Isola con i Nostri che attraversano una foresta per cercare gli altri... non può non ricondurre immediatamente all'Isola di Lost! Non per niente gli autori di Once Upon A Time sono ex frequentatori di quell'Altra Isola e l'atmosfera dell'Isola Che Non C'è, tra misteri e inquietanti presenze nascoste nel sottobosco, è una citazione nella citazione e un grande omaggio a Lost!
Ed effettivamente Lost viene rievocato anche grazie al grande colpo di scena di metà stagione, un evento davvero inaspettato. Un evento paragonabile quasi al "We have to go back" di lostiana memoria... un colpo di scena davvero straordinario che cambia nuovamente la situazione, aprendo a nuovi incredibili scenari!





La seconda parte di stagione è incentrata sulla nuova villain della serie: la cattivissima Strega Malvagia dell'Ovest che direttamente da Oz giunge in quel di Storybrooke per vendicarsi di Regina per i torti che crede di aver subito per colpa sua. Così la Strega tiene in pugno le sorti dei nostri amati personaggi e ha un'idea folle in mente per cambiare il suo destino e ottenere una rivincita che sogna da anni. Questa seconda parte di stagione è incentrata su come il corso degli eventi e il destino delle persone possa cambiare a causa di una serie di scelte che indirizzano in un modo o nell'altro il futuro, un tassello che se sistemato in un certo modo può portare a delle conseguenze e se spostato altrove rischia di cambiare in maniera definitiva l'aspetto del puzzle. E allora la Strega crede di poter ricreare il disegno originario del puzzle... semplicemente cambiando il passato, benché a nessuno è dato cambiare il passato: nel non accettare questa realtà sta la sua sconfitta.





Uno dei pregi che rende la terza stagione riuscitissima è la valorizzazione di alcuni personaggi, primo fra tutti Uncino.




Infatti, nella seconda stagione Uncino spesso e volentieri finiva, in ogni episodio, per fare la figura del fesso - a dispetto della sua natura di villain furbo e affascinante -, finendo spesso per essere messo fuori gioco con grande facilità e non incidendo mai veramente negli eventi, persino nei suoi piani di vendetta! Fortunatamente ciò non accade nella terza stagione, dove troviamo un Uncino finalmente tosto, in grado di lasciare il segno e protagonista dell'azione! Affascinante, con la battuta sempre pronta (è impossibile non innamorarsi di lui!) e persino eroe, a dispetto dei suoi trascorsi da bad boy! A pensarci bene, la valorizzazione di questo personaggio è una delle ragioni della riuscita della terza serie.




Mi è piaciuto, inoltre, che abbiano dato maggior spazio a Belle, non solo come fidanzata di Tremotino, ma come parte integrante del gruppo dei personaggi principali e come eroina in grado di risolvere le situazioni anche senza la presenza del sopracitato fidanzato.
Ho anche apprezzato le comparsate di alcuni personaggi molto attesi come Ariel. Infine, ho trovato più che giusta l'evoluzione di Regina, che da Evil Queen finalmente mostra il suo lato umano nel tentativo di cambiare... anche se il destino le gioca nuovamente un brutto scherzo...




Once Upon A Time si conferma uno dei telefilm più originali e riusciti di questo periodo. Avvincente, pieno di avventura e di emozioni, un telefilm che regala mille colpi di scena in ogni puntata, un telefilm in grado di far sognare e di veicolare valori positivi non scontati.
Non ci resta che aspettare per scoprire quali saranno le nuove avventure mozzafiato che vivremo nella quarta stagione, ma una cosa è sicura: farà molto, molto freddo nei prossimi mesi a Storybooke...

Voto: 9

1 commento:

Marco Goi ha detto...

a me ha entusiasmato parecchio meno rispetto a te, nonostante la presenza del mio adorato peter pan, qui del tutto snaturato...
la prossima sarà incentrata su frozen, speriamo bene... :)